Asia 2011

Manu chiamava Bangkok “home” e non tornava mai a Cancun senza un biglietto di ritorno per Bangkok perché aveva paura di restare incastrato in Messico.

A me però il concetto di “casa” dove non conosci nessuno dava i brividi.
Casa é dove hai gli amici, la famiglia.
Casa é dove se cadi stramazzato a terra qualcuno ti tira su e ti dà una mano a rialzarti.

Vero, ma casa é anche dove non vuoi più stare perché hai già fatto tutto, tutto é stato detto, nessuno ha più nulla di nuovo da dirti. E piove.

Casa quindi può  anche essere dove cadi stramazzato a terra dalla noia.
E’ calda, sicura, senza sorprese..come una tomba.
Lasciatemi per terra, và.

E che la casa sia in Italia o nella Riviera Maya del Messico non importa.
E’ il già visto-già-fatto-già-sentito che la rende velenosa.

Un mio amico é partito per gli Stati Uniti un paio di mesi fa. Voleva cercare lavoro come cuoco.
Era la sua prima esperienza all’estero e quando l’ho portato in stazione a Mestre sprizzava energia da tutti i pori.

Il solo fatto di essere in partenza lo rendeva un altro.

Poi, chissà come, si è ritrovato in Brasile a fare proprio il cuoco a domicilio.
Leggo le sue avventure in Facebook e si capisce subito che sta alla grande.

A casa si sta meglio, direbbe qualcuno.
A casa é bello tornare, dico io, ma per tornare bisogna prima partire, non c’é verso di tornare senò.

E quindi si riparte: sei mesi in Asia.

Abbiamo appena preso i biglietti: un mese a Bangkok, due mesi a Bali, un mese in Sri Lanka e poi si vedrà. Birmania? Vietnam? Cina? Vedremo.

L’importante é l’emozione di avere davanti sei mesi così, diversi, in viaggio, ancora.

Peccato solo non avere un biglietto di carta da guardare e conservare con cura, ma solo una serie di biglietti elettronici che ormai non serve nemmeno più stampare, pagati online senza maneggiare denaro, quindi nulla di tangibile tanto che a volte mi chiedo se li ho comprati davvero!

Ma il viaggio non é materiale, l’ha sempre detto Tripluca, il viaggio é sempre e comunque spirituale.

E quindi ben vengano i biglietti digitali, intoccabili, spirituali :)