Caro Deejay,
E’ un chitarrista che ti parla. Anzi un ex chitarrista dato, che ormai la mia storia d’amore con le sei corde sembra essersi spenta e le mie due chitarre se ne stanno in un angolo buio della mansarda a raccogliere polvere.
Ormai ascolto anche poca musica, forse perchè sono troppo raramente in situazioni di solitudine durante le quali lo posso fare.
O forse perché mi sono un pò indurito e non é più facile emozionarmi come prima.
Mi resti solo tu quando, durante i miei brevi tragitti in macchina, accendo la radio e ti ascolto.
Tu non sei il deejay di una radio specifica, ma uno dei tanti, sei quello che ho ascoltato stamattina o quell’altro che ascolterò domani.
Ti volevo ringraziare perché oggi hai messo una bella canzone “Baby, Can I Hold You Tonight“, di Tracy Chapman.
Non é la mia cantante preferita, ma é una bella canzone, che inizia con un “Sorry. Is all that you can’t say …” e una voce calda e vibrante che al sedicesimo secondo dall’inizio mi aveva già fatto l’effetto di un buon bicchiere di vino.
In un attimo, l’essere in quella macchina da solo nella campagna veneta dopo aver accompagnato un amico in stazione, era diventato bello. Come la canzone.
Era bello il movimento, la campagna brulla e le foglie gialle e marroni per terra. Era bello esserci.
Mi è anche venuta in mente una ragazza inglese che 20 anni fa la cantava a Taizé in Francia, e ci credeva e noi credevamo in lei che la cantava ed eravamo esseri più elevati, perché credevamo che una canzone pesasse più di qualsiasi cosa.
Quella consapevolezza l’abbiamo persa, ma per un attimo mi hai fatto tornare lì.
Chissà a quante persone ha fatto lo stesso effetto. Ti ascoltano in milioni, ogni giorno.
Ti scrivo per dirtelo, perché tu sappia che hai la possibilità di fare molto per noi.
Mentre siamo persi dietro ai nostri problemi di formichine produttive al servizio della regina madre, per un attimo apri uno squarcio e ci fai vedere che siamo qualcosa di più.
E’ esattamente come se tu avessi un raggio laser che spari su di noi riempiendoci di energia.
Capita spesso chiedersi come mai non metti più spesso belle canzoni, costringendoci a scappare da una radio all’altra per evitare la “merda nuova” che ci propini dalla mattina alla sera.
E’ la risposta, va da sè: perché la merda nuova si vende, mentre le belle canzoni le abbiamo già comprate in passato e non le compreremo più.
E giustamente anche le radio devono vivere, le canzoni vanno vendute e i deejay si devono adattare.
Io capisco e non voglio criticare, ma volevo ricordarti che noi abbiamo bisogno di belle canzoni, di merda ne abbiamo piena la vita, e se ti ascoltiamo é per ripulirci un pò e ritornare ad emozionarci.
Sono momenti preziosi, e dipendono da te.
Non ti preoccupare se mettendo solo belle canzoni non compreremo dischi (chi cazzo compra i dischi ormai?), ma sappi che anche in questo mondo in qualche modo una via per ringraziarti si trova.
Forse semplicemente ascolteremo di più la tua radio e la pubblicità sarà più efficiente e la potrete vendere a più soldi, non basata sul numero di ascoltatori ma sul tasso di conversione.
Non lo so, ma se non ci abbandoni, noi non ti abbandoneremo.
O forse questi ragionamenti li avete già fatto e avete concluso che é meglio far ascoltare la merda a più gente possibile.
Sarebbe triste, ma capisco che potrebbe essere vero.
Ma se fosse così, il tuo essere deejay avrebbe perso quel potere magico di ispirarci ed elevarci, e saresti solo un’altra noiosa e volgare prostituta sulla tangenziale della vita.
Per quanto ti possano pagare sono sicuro che sarai d’accordo con me che non avrebbe senso.
Grazie per la canzone.
















novembre 23rd, 2009 alle 10:44
Rock’n'roll baby.
novembre 23rd, 2009 alle 11:50
anche questi articoli a volte sono musica di qualita’, sei un grande
novembre 23rd, 2009 alle 12:08
puó essere che tu ti stia un pochino atrofizzando fratellino? guarda che non é cambiato nulla. anzi, tutto.
La merda c’era anche prima, oggi magari ce n’é di piú, ma da quando un artista dispone di alternative alle case discografiche, ci sono anche molte piú belle canzoni.
Magari sei cambiato tu, ma mi sembra presto per arrendersi ai ricordi e diventare nostalgici.
Hai presente internet? é un mare pieno di perle musicali, mai visto tanta qualitá come nelle generazioni attuali. certo, bisogna immergersi con le orecchie aperte.
Quel dj non ha messo una bella canzone, ti ha solo trasferito in un bel periodo andato. capita con la musica.
magari ti prendi mezz’oretta al giorno e ti immergi nel braccio di mare musicale, magari ti viene voglia di spolverarle quelle chitarre.
novembre 24th, 2009 alle 09:09
non stavo confrontando la musica di ieri con la musica di oggi, ma quella buona con quella cattiva.
Insomma, fa finta che invece di una canzone vecchia avessi citato una nuova (buona) e ci siamo capiti
novembre 24th, 2009 alle 10:09
Sì certo concordo con Luca, aggiungo che ci sono molte radio in Italia che rientrano nella fascia “adult oriented”: fanno canzoni vecchie, ma il più delle volte è solo merda vecchia. E, per finire il ragionamento, qualche giorno fa ho provato emozioni simili a quelle descritte da Luca ascoltando una canzone dei Kings of Convenience (Boat Behind). È del 2009.
novembre 24th, 2009 alle 18:59
Don’t you know, talking about a revolution..