feb 07

turistofobiaUno degli imperativi del viaggiatore è di non fare il turista.
Questa é una questione vecchia come il mondo ma mi pare ci sia un pò sfuggita di mano.
Vedo viaggiatori che evitano zone turistiche come la peste e si rifugiano negli angoli più sperduti solo perché  sono, gloria a loro,  Non Turistici.

Ogni viaggio é storia a sé e quindi non posso giudicare i singoli casi, ma vorrei dire la mia: rilassatevi.

Non diventi viaggiatore solo perché  sei l’unico occidentale in vista, né sei un turista perché ci sono altri tuoi simili attorno a te.
L’autenticità e l’esotismo non sono sempre e solo lontani dal centro.
Anzi, spesso sono dietro l’angolo.

Prendiamo Venezia.
Strapiena di turisti, cara e puttana, d’accordo.
Ma sempre Venezia, unica e imperdibile.

Mi pare che molti qui, sparsi per l’Asia o il Sud America, solo perché Venezia é turistica, se ne vadano a Marghera.
Me li vedo girare per le vie di questa cittadina non turistica, ad ammirare le bellezze della vera vita dei locals.
Un pò patetico? No, ha un senso anche questo. Dà la prospettiva.
E forse la cosa migliore é proprio vedere Venezia e Marghera.
Ma se sei in zona, non hai mai visto Venezia e mi vai solo a Marghera, forse stai un pò esagerando, no?

Dall’alto dei miei 25 giri del mondo (di cui uno in triciclo) io in Verità Vi Dico: fregatevene dei turisti.
Anche nel bel mezzo di Venezia se entri in un bar e sai gestirti, ti puoi fare una bella chiacchierata a suon di “ghe sboro mi” e “chei cani de ta morti”.
Molto local e real.

Forse la capacità da sviluppare é la Trasparenza del Turista.
Ci sono ma non li vedi perché sono trasparenti, non permetti che disturbino l’immagine, e riesci a vedere al di là.
Tanto, accettiamo questo fatto, sono presenti in tutti i bei posti del mondo.
Non vorremo farci cacciare via dalle Piazze San Marco e vedere tutte le Marghere del mondo?

Voler per forza differenziarsi fa tanto il dodicenne con i primi peli sul pube che di colpo ignora il fratellino di 9 anni, sbarbato.
Se sei viaggiatore (e chissà se importa o meno questa definizione un pò stanca), non hai bisogno di fare la voce grossa.
Sei pelosissimo.


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16 Commenti a “Turistofobia”

  1. Andrea, rossitravel Dice:

    Vero vero :-)
    Tanto, anche se uno di udine vive per 20 anni a kuala lumpur, sarà sempre guardato dalla gente locale come un turista…

  2. Maro Dice:

    E fai bene a definirla ~fobia, perche’ in effetti e’ una paura ingiustificata et irrazionale.

  3. Giordana Dice:

    vado una settimana a Parigi, per la 4a volta, andro al louvre e passeggero per i campi elisi, e saro felice.
    viaggiatrice a Parigi, o turista in Francia?le definizioni, per “definizione” non si adattano ai “nostri” (concedimelo) profili irrequieti..
    comunque per evitare i peli, soprattutto quelli femminili, dai uno sguardo all último post del mio blog, e scovandolo alla fine, gustati il link del centro estetico…ti spiega i margini e i prezzi della ceretta inguinale, una vera chicca!
    grazie per il post, carino!

  4. Anna Maspero Dice:

    ecco la versione advanced del tuo pezzullo

    http://acomeavventura.com/riflessione-per-i-viaggiatori-snob/

  5. Tripluca Dice:

    brava giordana…ogni città va goduta a modo suo.
    Anna nel “forse perché teme di scoprirsi poi non tanto diverso” hai detto tutto…

  6. Giordana Dice:

    Anna Maspero que felicissima scoperta il tuo blog!
    che bello!

  7. andrea Dice:

    mi dai l’indirizzo di quelle puttane a venezia?

  8. Paolo Iannamico Dice:

    molto vero..hai perfettamente ragione!
    Valeria

  9. Giò Dice:

    Ti avevo un po’ perso di vista, ma ogni volta leggere quello che scrivi è un grande piacere. Con la semplicità di pochi riesci ad esprimere concetti e idee importanti.

    ciao Giò

  10. Grazie! Dice:

    C’è poi una terza categoria.
    Pensate a quei (pochi) turisti africani con un pò di soldi, che vengono dalle nostre parti a vedere le nostre meravigliose città. Non sono considerati né turisti, né viaggiatori, ma – semplicemente – comunque e solo extracomunitari.
    Chissà che bello per loro non sentirsi dei semplici turisti !

  11. francy Dice:

    hai proprio ragione. odio fare la turista… ed essere trattata da tale…

  12. andrea Dice:

    Hai ragione, il problema non è fregarsene dei turisti ma fregarsene del resto che ti tratta da turista.
    Molto bello questo: Anche nel bel mezzo di Venezia se entri in un bar e sai gestirti, ti puoi fare una bella chiacchierata a suon di “ghe sboro mi” e “chei cani de ta morti”.
    Molto local e real.
    Me ne sono reso conto in particolare in etiopia

  13. OHGuido Dice:

    Ciao Luca, ti ho scoperto da poco ma devo dire che hai un sito spettacolare…bè per quello che racconti…mi sono letto un po’ di post vecchi e nuovi..Comunque riguardo al post, hai sintetizzato perfettamente quello che pensavo, non avrei saputo dirlo meglio..

    OHGuido

  14. MADMETH Dice:

    ghe sboro mi…

    ahahahaah
    tittammorti!

    eheheh

    REAL LOCAL…MA MOOOOOLTO LOCAL!!!

    grande luke!

  15. Raffaella Boschiasso Dice:

    ciao Luca,
    ti conosco da poco, ti apprezzo e partecipo. Sarà perchè condivido il tuo sentire,anche se attualmente non sono sempre in giro per il mondo. Ma ripartirò anch’io.
    Per commentare l’articolo vi dico che: Turista o viaggiatore…che palle!
    Ammettiamo che siamo dei Turisti prima di dichiararci Viaggiatori! Solo che fa male perchè vorremmo essere più puri degli altri. Creato un’altro Tabù! Credo si possa essere simultaneamente entrambi e che conta chi siamo non tanto dove andiamo cosa facciamo e per quanto tempo stiamo. Arricchirsi spiritulmente è importante indipendentemente da quale abito ti dai o ti danno. Hai mai provato a ribaltare i tuoi valori? Voglio avere la libertà di essere turista, viaggiatore, tutte e due e nessuno dei due! Perchè questo significherebbe avere un SE! ciao e grazie a tutti come sempre

  16. Gionata Nencini Dice:

    Il fatto é che le persone hanno bisogno di seguire una propria ideologia.
    Appartenere ad una propria istituzione.
    Essere aperti a tutto, non é una presa di posizione. E’ una diplomazia passiva…

    A me il turismo non piace! Non solo perché genera code di 2 ore davanti ai musei che NON-visiterei, ma soprattutto perché genera consumismo.

    Diciamocelo.
    Venezia (come nell’esempio), non é l’Italia. Fotografare piazza s marco, non é carpire la storia di Venezia.
    In un certo senso, il turista é quella persona che paga cifre ridicole per posare davanti ad un monumento di cui forse non conosce nemmeno la storia.

    Per capire l’Italia, gli italiani e quello che E’ la nostra cultura, non ci si può affidare al lusso di un hotel a 5 stelle, alle pigre colazioni nei bar del centro, alle code nei musei ed allo shopping mirato di quelle t-shirts o statuette della gondola e della torre di Pisa.

    Quanti di noi italiani hanno quelle T-shirt?
    E quanti hanno la statuetta della torre di Pisa (i livornesi ce l’hanno di sicuro)?
    Quanti di noi pagano un caffè 7 euro nel bar del centro?

    Quella che vendiamo al turista, non é l’Italia in cui abitiamo.
    Quelle che vendiamo é un prodotto ed in quanto tale attrae l’attenzione di chi vuole comprarlo. Il turista se ne compiace, nello sperperare 100 euro a notte in hotel, 15 a colazione, 30 per il museo, 45 per la statuetta e 10 per la tshirt.

    Il viaggiatore invece compra un panino nell’alimentari di periferia, chiede acqua potabile alla signora che spazza le scale, chiede una doccia al guardiano degli spogliatoi del campetto da calcio, dorme sotto ad un ponte con un sacco a pelo o se é fortunato a casa di chi lo ha visto cucinarsi una zuppa con il fornellino a gas e l’ha invitato a casa sua per la notte.

    Ed in casa dei LOCALS, il viaggiatore racconta della sua vita, ascolta le storie di chi lo ospita. Apprende gli odori dell’abitazione in cui dormirà, assaggia le pietanze preparategli con affetto.

    E la mattina dopo, se ne va con un amico in più!

    Il turista, se ne va con 200 euro in meno!

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