Il Lavoro è sulle Piattaforme

Le cose sono evidenti per un certo tempo prima che uno se ne renda davvero conto.
E l’altro giorno mi sono reso conto di un’ovvietà talmente vicina che non la vedevo.
Sai quando hai il naso che tocca un grattacielo e pensi che sia un muretto perché non lo vedi nella sua interezza?

Mi sono reso conto che ormai: il lavoro è sulle piattaforme online.

Non è più nelle fabbriche e negli uffici, non lo trovi più con un cv, e lo stipendio fisso è superato.

Sarebbe più corretto dire che il lavoro sarà sulle piattaforme online ma come ho detto in un articolo precedente il presente ormai è irrilevante.

Non l’ho detto con queste parole ma il concetto è quello: è inutile cercare di capire dov’è il lavoro oggi che tanto non fai in tempo a preparare un CV che si è spostato.

Devi guardare avanti, d’altra parte è lì il tuo futuro.

Il lavoro per adesso è ancora nelle fabbriche e negli uffici ma ormai chi è dentro ci resta e chi è fuori non ci entra.
E chi è dentro tra l’altro rischia di venirne sbattuto fuori a breve.
Inutile voler entrare in una fabbrica o ufficio moribondo.
Che fai? Ti fai salvare da una nave da affonda?

Il lavoro oggi è nelle piattaforme online.

Quanta gente conosci che lavora con Airbnb?
Non è un lavoro vero? Certo che no, ma porta soldi e ci vai poi alla Coop a comprare il pollo in offerta o se sei Superhost l’olio extra vergine Fior Fiore.

E quanti guadagnano con foto stock? O Ebay? O Etsy? O Upwork/Elance? O gente che trova contatti e lavori via Facebook? O Linkedin? O traduttori su Proz? O vende su Fiverr? O trova gig di design su 99Designs?

L’altro giorno ho consigliato a un amico elettricista di provare a dare un’occhiata a Houzz che non ho neanche cercato di capire cosa sia ma è ovvio che potrebbe diventare il nuovo modo di trovare qualcosa da fare nel settore casa.
Hanno appena preso 400 milioni di investimento a una valutazione da 4 miliardi.
Quando vedi questi numeri sai che potrebbe essere il prossimo Airbnb, o forse no ma per esserlo deve passare per questi numeri prima.

(Per contestualizzare: il Milan, 100 anni di storia, è stato venduto per 740 milioni).

L’alternativa sono contratti a termine di tre mesi.

O ad altri amici ho consigliato di provare a vedere Airbnb Trips, che se prende piede può essere remunerativo.

L’alternativa sono lavoretti in nero.

Ma diciamo una cosa: non sto dicendo che sia meglio così, anzi, sotto molti aspetti è ben peggio.
Sto solo dicendo che è così e ci si deve adattare.

Uno degli aspetti più preoccupanti delle piattaforme sta nel passaggio dal “lavoro con Airbnb” al “lavoro per Airbnb”.
Questo passaggio avviene quando la piattaforma acquisisce troppo potere e abbassa il guadagno per chi fornisce servizi.

Ci mette un attimo. Devono solo abbassare le commissioni o provocare un abbassamento dei prezzi del mercato per fare concorrenza ad altre piattaforme simili.
Vedi Airbnb ed Uber.

E’ un’evoluzione naturale delle piattaforme: offrono una nuova modalità di guadagno (metti la tua casa su Airbnb, usa la tua macchina su Uber), creano valore rendendo mercati antichi più efficienti e poi iniziano la fase di estrazione del valore.

E ti ritrovi con un lavoro che ti richiede ben più delle 40 ore alla settimana, maggiore efficienza, senza ferie, senza copertura in caso di malattia, senza garanzie e dove una brutta recensione rischia di essere peggio di un licenziamento.
Non hai un capo certo, ma sei sotto un algoritmo. Forse era meglio il capo.

Già mi vedo vertenze sindacali tra host Airbnb ed Airbnb per maggiori guadagni, diritti e garanzie.
Saranno chiamate diversamente, ma il succo sarà quello.

Solo che ci arriveremo quando ormai saremo a livelli di sfruttamento da prima rivoluzione industriale.

Ma é inutile piangersi addosso. Funziona così ed è meglio concentrarsi sul come interagire con le piattaforme.

La regola d’oro è: entra nelle piattaforme all’inizio, quando hanno bisogno di fornitori (di case, di foto, di contenuti…) ed esci quando non è più conveniente.

Serve un po’ di coraggio: all’inizio Airbnb sembrava una cazzata. Chi è entrato in quella fase ha goduto molto, di quella cazzata.

Inutile entrare in Airbnb adesso, è una corsa al ribasso.
Forse ha senso entrare in Airbnb Trips (offrire servizi), ma non certo aggiungere case.

Un’altra strategia è crearsi da subito un giro personale, raccogliendo le email dei clienti forniti dalle piattaforme, se possibile.
La piattaforma deve essere vista come un modo semplice per acquisire clienti ed è ottima all’inizio in quanto lo rende facilissimo.
Poi però fa in modo che i clienti tornino direttamente o trova un modo per vendere la tua esperienza (come sto facendo io con Host-Training.com).

E, se posso fare una delle mie previsioni, assisteremo alla nascita di piattaforme Peer to Peer/  Open Source o simili che fanno quello che fanno le corporazioni ma con un occhio di riguardo al benessere degli utenti.

Piattaforme sostenibili.

Niente, per me il futuro è troppo interessante per averne paura.
Non mi resta proprio il tempo di averne paura.

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