La Morte della Società Residente

Alle zucchine ci pensano loro

Tutto sommato è stata una probabilmente solo una fase.
Ad un certo punto da nomadi siamo diventati stanziali a causa dell’agricoltura.
19.000 anni di viaggi finiti per piantare le zucchine.

Poi ci siamo resi conto che stando fermi non solo si mangia meglio ma si combina ben di più: si possono costruire città, per esempio.
Alla faccia delle Yurte mongole che oggi sembreranno anche belle ma mettici un home teather te, poi ne riparliamo.
E nelle città poi abbiamo messo delle fabbriche, dei teatri e persino dei Kebab all’angolo.
Tutte cose che in movimento non si possono fare per limiti di spazio sull’asino, cavallo, Yak o carretto.

E siamo rimasti fermi.
E poi ci siamo convinti che rimarremo fermi per sempre.
E alla fine ci siamo fermati anche nella testa.

Diventando “Stanziali Inside”.

E abbiamo dimenticato, tranne qualche noioso professore, che siamo stanziali da solo 10.000 anni su 200.000 di esistenza dell’Homo Sapiens.

Per fare il classico esempio: se la storia dell’Homo Sapiens fosse un anno solare, siamo apparsi il primo Gennaio, oggi è il 31 Dicembre e abbiamo inventato i certificati di residenza verso il 12 Dicembre, nemmeno tre settimane fa.

Ma, come diceva un saggio poche righe sopra, tutto sommato è stata una probabilmente solo una fase.
Ora per le zucchine e tutto il resto del cibo, compresa la burrata pugliese, bastano il 5% di noi. In scioltezza.
Gli altri fanno altre cose.

Alcuni sono nelle fabbriche, ma se li guardi bene si stanno sbiadendo e stanno scomparendo. Sono in arrivo i robot.
Altri sono tutto il giorno al computer a sbattere tasti e pian piano e pian piano si stanno rendendo conto che tutto sommato dove si trova fisicamente il loro culo è assolutamente irrilevante.

E come capita spesso con le rivoluzioni immense epocali, non le vedi, perché il cambiamento è lento ma inesorabile ma soprattutto è talmente fondamentale che accade in una superficie troppo grande e vicina perché tu la possa vedere.
Torno a una metafora già usata ma potente: se sei in barca in mezzo al mare lo Tsunami, ti alza di 20 metri e non te ne accorgi nemmeno.
Che c’è stato uno Tsunami lo capisci dal movimento strano che vedi lì, in fondo, sulla costa, troppo tardi.
Poi torni a riva e ti rendi conto che la tua vita è stata distrutta.
Ma tu, prima e durante lo Tsunami non hai percepito quasi nulla.

Siamo tutti nel bel mezzo di uno Tsunami.

E quindi pian piano c’è gente che decide di portare il proprio culo in giro perché hanno capito che tanto sono pagati per il prodotto del loro cervello, e quello è trasferibile nel digitale attraverso tastiere, microfoni e webcam.
Tutto ciò per cui vengono pagati è digitalizzabile.
Il loro culo è irrilevante e quindi tanto vale andare sei mesi alle Canarie che almeno fa caldo.

E pian piano una piccola parte della popolazione ridiventa nomade.
Sono solo le prime avvisaglie, le prime ondine anomale, quelle che bagnano gli asciugamani agli spiaggianti della spiaggia libera.
Che poi si rimettono a prendere il sole.

Ma nel giro di poco tempo, l’essere mobili diventerà la norma mentre l’essere legati a un posto, l’eccezione.
– “Hai sentito di Gianni? Ha trovato un posto fisso, non può muoversi”.
– “Cavoli, vabbè, almeno è un lavoro dai.”. 
Ovviamente il “mobile” è solo un potenziale, poi alcuni magari decidono di stare fermi perché hanno la passione per le rose.

Ma la maggior parte delle mondo si muoverà, sempre, per mesi alla volta.
Per lavorare: perchè dopo quel progetto a Milano di sei mesi ti hanno offerto una cosa interessante a New York per due mesi e inizi lunedí.
Per studiare: perché c’è un corso interessante a Praga.
Per svagarsi: un due mesi in villa a Bali ci starà bene anche nel 2050, specialmente grazie alla fibra arrivata nel 2022 su tutta l’isola.
E per viaggiare, ovviamente.

Che poi è bene o male la vita che faccio io e che quindi, almeno in questa cosa, credo di vivere nel futuro, non di essere un tipo strano che fa una vita strana.

Guardami bene, sono il tuo Black Mirror.
E tu, probabilmente entro pochi anni vivrai come me.

E se stai cercando delle idee per creare qualcosa, qui ce ne sono un sacco: c’è un’intera nuova società per la quale creare prodotti e servizi.

Questa società è sotto di te e tra un po’ ti alzerà di 100 metri.

Se te ne accorgi è meglio così magari non ti fai trovare sulla spiaggia quando arriva l’onda.

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