Noi che potevamo bestemmiare all’ombra del campanile.

“l’algoritmo ti guarda”, Wroclaw, 2013

Io onestamente non credevo che ci saremmo mai arrivati.
Che scrivi una cosa online e questo ha effetti collaterali nel mondo reale, pesanti.
Tipo che non ti danno un visto per la Cina perché otto anni prima hai scritto qualcosa di negativo sul Partito Comunista.
O che non ti fanno prenotare in Airbnb perché i loro algoritmi dopo aver analizzato i tuoi social hanno deciso che sei una persona potenzialmente a rischio.

L’altro giorno parlavo con un’amica che mi dice “non pubblicare il mio annuncio di Booking in Facebook perché porta visite che non convertono e vengo penalizzata nel ranking“.
Assurdo? No, ha ragione.

Sono i primi segni di una situazione nuova: i nuovi scagnozzi sono gli algoritmi.
Quelli che ti fanno guadagnare o ti “licenziano” facendoti sparire dai risultati di ricerca o chiudono l’account col Deplatforming.
Sono solo i primi segnali.
Dagli altri cinque o dieci anni e questo modello pervaderà tutto, o quasi tutto.
E le persone se ne renderanno conto, troppo tardi.

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Previsioni per i prossimi 10 anni

Sull’onda di cose che bene o male ho previsto in passato, in questa intervista di Riccardo, ho deciso di provare a prevedere cosa succederà in futuro.
Lo so, rischiosissimo. Si sbaglia sempre.

Ma, vista la velocità con la quale le cose cambiano, il presente è il nuovo futuro.
E il futuro il nuovo presente.

Per cui trovo utile imparare a focalizzare lo sguardo un po’ più in là.