Vietnam

Capitano, portaci al largo!

Hanoi (Vietnam) 14 Giugno 2011

I vietnamiti sono dei furbacchioni, diciamolo subito.

Sono uno di quei popoli dove ho impari ad arrangiarti presto o resti alla base della catena alimentare.

Sono furbacchioni tra di loro, tra i loro pari e con i loro superiori, furbacchioni con i loro inferiori e furbacchioni con i turisti.

Come in tutti i paesi di furbacchioni alla fine sono tutti scemi e chi vince sono i paesi dove la legge é chiara e rispettata, perché le energie non sono spese nell’eterna lotta della giungla ti-frego-prima-io-perchè-senò-mi-freghi-prima-te, ma nel creare valore.

L’esempio classico è la Germania dove un quotidiano costa meno che in Italia ed ha molte più pagine, perché lo possono vendere per strada senza edicolante o macchinari sofisticati, tanto sanno che nessuno (o quasi) ruba un giornale.  Arrivi, prendi il giornale, lasci la moneta e te ne vai. Avresti potuto non lasciare la moneta ma l’hai fatto. Leggi tutto “Vietnam”

L’angelo Tamilbano

nel giardino di John, il Tamil cattolico

 

Nuwara Eliya, Sri Lanka, 3 Maggio 2011


Sono in Sri Lanka e scrivo da un divano in pelle in un salotto dello Yorkshire con una vista sulle Alpi Svizzere.
Siamo prigionieri di un Tamil con la barba che assomiglia a un estremista islamico nonostante sia cattolico.
Un Tamilbano convertito.
Nel tripmanuale non l’ho scritto, tanto era ovvio, ma non fidatevi mai della gente che incontrate in treno e che vi offre un alloggio.

La storia:
Ieri abbiamo preso il treno superveloce Kandy-Nuwara Eliya che sfrecciando tra le montagne tappezzate di coltivazioni di té San Benedetto, copre la distanza di 68 km in meno di tre ore.
Non avendo trovato posto a sedere ci eravamo piazzati vicino a un porta aperta ad osservare lo scenario (per quel poco che si può vedere a 20 km all’ora. Al massimo fai amicizia con un mucca mentre le sfrecci accanto).
Poi, a un certo punto, un tipo mi chiama e mi avverte che alla prossima fermata i suoi tre vicini sarebbero scesi, e che ci cedevano volentieri il posto.
Ci siamo quindi seduti dietro di lui e abbiamo parlato un pò.
Le solite cose: dove andate, dove dormite, se volete ho dei bungalow ecc…
Dopo un po’ ci siamo spostati dall’altro lato del treno perché lo scenario era migliore (al che lo scenario é subito migliorato dall’altro lato e peggiorato dal nostro).

Leggi tutto “L’angelo Tamilbano”

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