Gili Trawangan, l’isola paradiso

Report 2Gili Islands, 11 Agosto 2000

Il paradiso esiste e ho una buona notizia da dare: non serve morire per andarci. Eccomi su un’isola in mezzo all’oceano in un bungalow a cento metri da un mare stupendo, mentre Giuseppe, Manu e Shizu sono fuori che parlano e un ragazzo Spiagga di Gili Trawanganindonesiano ci sta preparando del pesce alla griglia appena pescato. Siamo alle Gili Islands, un gruppo di tre isole sperdute al largo di Lombok nella zona di Bali, come ci aveva consigliato la coppia che ha comprato il furgone di Giuseppe…un consiglio che vale oro.

Ma prima di inoltrarmi nelle spiegazioni e’ meglio che racconti come ci siamo arrivati. Nell’ultima puntata ci eravamo lasciati a Bangkok, ed ero abbastanza sul disperato a causa di un’intossicazione alimentare o qualcosa del genere.
Ho lasciato Bangkok sabato sera per imbarcarmi su un aereo della Pakistan Airlines in direzione di Singapore in quanto li’ avrei incontrato Giuseppe. Dopo una preghiera cantata ad Allah, l’aereo e’ decollato, ha volato ed e’ atterrato senza grossi rischi grazie probabilmente proprio grazi all’aiuto del profeta perche’ altri motivi non ne trovo.
I passeggeri erano una delegazione di sceicchi vestiti di bianco e la squadra pakistana di Hockey che andava alle olimpiadi a Sydney. Sono arrivato a Singapore la mattina e sono finito all’YMCA (avete presente la canzone UAI EM SI EI..) dove per la modica somma di 33 stramaledetti dollari singaporegni (circa 40.000 Lire) ho ottenuto un letto in dormitorio con un tedesco, un giapponese e un canadese. Ho dormito fino alle sei di sera e cosi’ hanno fatto gli altri due della triplice alleanza e sono andato a cenare col giapponese, Hiroshi, a una specie di fast food asiatico.
Gucci a Singapore Il giorno dopo o visitato Singapore che descrivero’ dettagliatamente qui sotto: Centro commerciale, strada, gente, ragazza col telefonino, centro commerciale, semaforo col conto alla rovescia, centro commerciale, Mc Donalds, Mercedes, centro commerciale, albergo di lusso, ragazzo col telefonino mini, centro commerciale, centro commerciale, bambino col telefonino, centro commerciale, albergo, cabina telefonica, centro Portiere d’albergo a Singapore, nonnina col telefonino, centro commerciale, BMW, semaforo, palma, centro commerciale, fontana, turista con le borse piene, centro commerciale, poliziotto, centro commerciale, bambina col telefonino, centro commerciale, ragazza col centro commParata a Singaporeerciale, centro commerciale col telefonino, poliziotto con la spesa, centro commerciale che attraversa la strada, ristorante con centro commerciale, centro Semaforo a Singaporecommerciale con ristorante, centro commerciale, centro commerciale, ristorante con centro commerciale, dov’e’ l’ostello? Excuse me where is YMCA? Yes, you go 3 commercial centres on the left and then you turn right at Prada and there is a street sulla sinistra dopo il centro commerciale e tra Armani e il centro commerciale XIA POI UNH prendi la strada che ti porta all’ostello…Aiuto!!!! Il giorno dopo mi sono rifugiato in un nuovo ostello, da Goh, e mi sono messo a lavorare al computer. Goh mi ha fatto vedere il suo sito che non e’ tecnicamente un granche’ ma ha 60,000 accessi all’anno! Allora gli ho inserto un counter e un modulo per la prenotazione gratis, con la speranza che quando torno magari mi fa fare qualcosa di piu’ a pagamento (cosi’ mi impiccano per lavoro nero).

Il giorno dopo e’ arrivato Giuseppe dall’Australia e il giorno dopo ancora abbiamo preso un aereo della BOURAK AIRLINES per volare a Bali e dopo uno scalo tecnico in una citta’ intermedia siamo atterrati clamorosamente a Bali.
L’atterraggio e’ assomigliato molto ad uno schianto, mai fatto uno cosi’! I giubbetti di salvataggio appartenevano ad altre compagnie i cui nomi erano cancellati col pennarello nero, insomma il basso costo aveva una ragione d’essere e mi sono tranquillizzato perche’ ora so che c’e’ una logica dietro ogni cosa e questo mi avvicina a Dio che da queste parti si chiama Allah ed ha la barba anche lui.

Gili Trawangan dal mare Siamo arrivati a Bali la sera e un taxi con 4000 Lire ci ha portati a Kuta dove Manu e Shizu (gia’ alle Giles) ci avevano organizzato il viaggio. A Kuta, che e’ tipo Jesolo piena di Australiani, abbiamo preso una stanza doppia con bagno per 10,000 Lire. La sera siamo finiti (ma come cavolo abbiamo fatto?) in un ristorante tedesco/bavarese con tanto di camerieri vestiti all’Oktoberfest! Un’esperienza che si poteva evitare… Il giorno dopo abbiamo intrapreso il massacrante viaggio verso le Gilies: bus alle sei di mattina, traghetto alle nove, ancora bus, barchetta per andare sulla barca un po’ piu’ grande, barchetta per andare a riva (faceva acqua!): in tutto 12 ore di viaggio molto sofferto…ma ragazzi ne e’ valsa la pena!

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi