Il Coronavirus e gli Esseri Lineari Persi in un Mondo Esponenziale

Questo è un piccolo esperimento che puoi fare per valutare la tua capacità di intuizione del concetto di “esponenziale“.

Serve a farci capire che siamo essere lineari e cioè leggiamo il mondo in maniera lineare.

Ci siamo evoluti in un ambiente nel quale l’accelerazione della gazzella era lineare: passava da zero a 90 km all’ora in 18 secondi.

Sono 5 km all’ora in più ogni secondo.
Crescita veloce, ma lineare.

Non abbiamo mai sperimentato un animale che in 18 secondi parte da 2 km all’ora e RADDOPPIA la velocità ogni secondo.
Non ci siamo mai evoluti per gestire la Crescita esponenziale.

Certo, abbiamo le calcolatrici, ma facciamo fatica a cogliere ed interiorizzare il concetto.

Di conseguenza non siamo in grado di calcolare al volo la crescita esponenziale.
Non ne abbiamo mai avuto bisogno.

Dov’è il problema?

Il problema è che nel mondo attuale sempre più aspetti subiscono un’accelerazione esponenziale e noi non riusciamo a capirli venendone spesso travolti.
E sarà cosi sempre di più.
In maniera esponenziale, tra l’altro.

Di cosa parlo?

Quasi tutto  ciò che viene digitalizzato e, più recentemente, la crescita delle infezioni del Coronavirus.

Vediamo i numeri raddoppiare ma facciamo fatica ad interiorizzarne le conseguenze.

E quindi il 3 marzo andiamo a farci gli sprizt a San Marco per far ripartire l’economia.
23 giorni fa.

Comunque, andiamo all’esperimento.

Nota: non è un gioco dove si vince qualcosa.
È un modo per capire una nostra limitazione ed eventualmente mettere in piedi delle strategie personali per non farci travolgere in futuro.

Nell’immagine che segue prenditi al massimo 5 secondi per calcolare.
Non usare calcolatrici, ma solo il cervello.
E dagli solo 5 secondi, il tempo di decidere se rincorrere la gazzella o meno.
Un po’ di spazio e via:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ok, segnati il numero a mente o su carta e poi scendi ancora un po’ in questo articolo per trovare la soluzione.

Segnato?

Andiamo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco, la soluzione la trovi cliccando qui.

Com’è andata?

CONCLUSIONE

Nulla.
Era solo per capire assieme la limitazione che abbiamo.
Come risolverla non lo so, ci vorranno altri milioni di anni di sviluppo della corteccia celebrale, un chip di Elon Musk nel cervello o delegare le decisioni ad algoritmi.
Non lo so, che te devo dì?

Sono un povero essere lineare anch’io, come tutti.

Noi che potevamo bestemmiare all’ombra del campanile.

“l’algoritmo ti guarda”, Wroclaw, 2013

Io onestamente non credevo che ci saremmo mai arrivati.
Che scrivi una cosa online e questo ha effetti collaterali nel mondo reale, pesanti.
Tipo che non ti danno un visto per la Cina perché otto anni prima hai scritto qualcosa di negativo sul Partito Comunista.
O che non ti fanno prenotare in Airbnb perché i loro algoritmi dopo aver analizzato i tuoi social hanno deciso che sei una persona potenzialmente a rischio.

L’altro giorno parlavo con un’amica che mi dice “non pubblicare il mio annuncio di Booking in Facebook perché porta visite che non convertono e vengo penalizzata nel ranking“.
Assurdo? No, ha ragione.

Sono i primi segni di una situazione nuova: i nuovi scagnozzi sono gli algoritmi.
Quelli che ti fanno guadagnare o ti “licenziano” facendoti sparire dai risultati di ricerca o chiudono l’account col Deplatforming.
Sono solo i primi segnali.
Dagli altri cinque o dieci anni e questo modello pervaderà tutto, o quasi tutto.
E le persone se ne renderanno conto, troppo tardi.

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