Bombe a Bangkok

Sono arrivate anche lì.
In realtà ce lo aspettavamo da molto.
Al Sud, nella zona confinante con la Malesia, da due anni ormai alcuni gruppi locali mussulmani uccidono ogni giorno una o due persone. Di solito poliziotti o insegnanti. Rappresentati dello stato.
Ma a Phuket o Bangkok niente. La cosa era talmente tanto confinata a quella regione che la maggior parte dei turisti (una razza nota per il proprio interesse culturale del paese visitato) neanche lo sapevano. Chiaro, altrimenti non sarebbero andati.

Dopo le bombe di Bali mi sembrava probabile che un eventuale attentato avrebbe colpito Khao San Road a Bangkok. Ma non era successo.

Dopo le prime bombe del 31.12, di cui una al Victory Monument, la piazza vicina a dove abitavo io, Lek mi dice che domani va a Kaho San Road con le amiche.
Con difficoltà le spiego che non é proprio il caso e decide di non andare.
La sera stessa, sempre il 31.12 scoppiano altre tre bombe, di cui una a Kaho San Road.
Una scoppia sul sovrapasso che porta al Gaysorn plaza, un passaggio che ho fatto decine e decine di volte.

Ora, a quanto pare non si tratta dei soliti mussulmani, ma dell’opposizione al governo militare.
Quel colpo di stato che quasi non era sembrato un colpo di stato.
Tutti tranquilli, non é successo niente, hanno solo mandato via il Thaksin, il Berlusca asiatico, che era un furbacchione.
E poi il Re, il nostro amato Re, era d’accordo.
Ragazzi, qui lo dico e qui non lo nego: se il Berlusca torna al potere e si rimette a fare i propri interessi in maniera così evidente, o lo fa la sinistra o chiunque altro, li dobbiamo mandare via. Ma non con un colpo di stato.
Li mandiamo via con elezioni o con la piazza, ma non con un colpo di stato. D’accordo?

Noi abbiamo la democrazia nel sangue. Lo sapete? No, non mi metto in politica e non mi metto a parlare di politica. Ma girando per il mondo mi sono reso conto che siamo democratici di carattere.
Per quanto possa fare schifo la situazione, ci sentiamo coinvolti e sappiamo che qualcosa si può fare. Certo, siamo molto presi dalla “sopravvivenza” quotidiana. Tutte quelle spese per cose perfettamente inutili ci tengono molto occupati.
Cazzo, mica possiamo rinunciare a Sky, no?
Ok, ma dopo aver pagato Sky ci resta comunque la sensazione che se esagerano gli possiamo sempre mandare a casa.
Lasciamo fare, ma fino a un certo punto.

In Asia no. In Asia la sensazione é che comunque chi governa é un governante. Ce l’ha nel sangue. E’ ereditario. Noi siamo solo il popolo e dobbiamo ubbidire. Ubbidiamo, lavoriamo e tutto andrà bene.
Guardate il Giappone, sono ricchissimi grazie alla disciplina.
Se i militari mandano a casa un presidente eletto dal popolo, in fondo sono cose del potere che a noi non interessano. Tanto non ci possiamo fare niente e comunque non cambia niente.
A Bangkok siamo troppo occupati a singaporizzarci. O guarda. E’ spuntato un altro centro commerciale.

La democrazia é un giocattolo concesso al popolo che viene ritirato se non lo usa nella maniera giusta.

Ma queste bombe stanno a dimostrare, forse, che non tutti sono d’accordo.
E adesso si accorgeranno che il colpo di stato non era una cosa che non li riguardava.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi