Dal confine a Lijiang, la mia prima volta in Cina

I miei compagni di viaggio Lijang, Yunnan, Cina, 4 Gennaio 2003
Ecco il primo report scritto nel 2003! Sara’ uno dei tanti o dei pochi? E che ne so?
Vai con la cronaca: una volta arrivati in Cina, a Mohan, abbiamo preso un minubus per Mengla. Dopo pochi minuti di percorso ci siamo fermati per mezz’ora perche’ stavano facendo lavori per strada. Abbiamo comprato delle banane a 1 Rmb (circa 250 Lire) e ce le siamo mangiate nell’attesa e poi, desiderosi di adattarci ai costumi locali abbiamo gettato le bucce per terra.
Il resto del viaggio e’ stato uno sputacchiare costante dei nostri compagni di cinesi che a quanto pare devono avere qualcosa che gli cresce in gola ogni 5 minuti e che non puo’ essere tenuto dentro per imperscrutabili motivi di igiene.
Arrivati a Mengla, visto che c’era un’ora di tempo, siamo andati a ritirare dei soldi. Ad un certo punto ci siamo chiesti se non ci fosse il fuso orario e di colpo ci siamo resi conto che l’ora di tempo non era mai esisita e che il pulman, con i nostri bagagli dentro, stava per partire.
Dev’essere stato abbastanza strano per i locals vedere tre turisti, di cui due in ciabatte, di corsa per le pacifiche strade di Mengla ma alla stazione ci stavano aspettando,avevano ritardato il pulman per noi! Ci hanno dato perfino il tempo di andare a comprare qualcosa da mangiare ed e’ cosi’ che, per evitare di cibarmi di cane o serpente, mi sono ritrovato con una vaschetta piena di riso ed un pesce intero sbattutoci sopra la cui coda sporgeva all’esterno e gocciolava un sughetto rosso in giro per il pulmino.
L’uso delle bacchette poi, sicuramente non ha aiutato a tenere la situazione sotto controllo.
Arrivati a Jinghong, ero tutto da lavanderia.
A Jinghong siamo finiti in un Albergo che mi ricordava molto le Domo Studentski (Case per lo studente) polacche.
La citta’ e’ piacevole con zero turisti e gente molto tranquilla e disponibile. Mi sono comprato una giacca cinese a 70 Rmb (9 Euro) e dei calzini a 5 (0.6 Euro) per prepararmi al freddo che a quanto pare non mi avrebbe abbandonato fino al ritorno in Thailandia.
Grazie al grande Terry, il sud coreano ormai perdonato per lo sgarro dei mondiali, abbiamo sempre mangiato in posti di locali. La media di un piatto e’ di 3/4 Rmb (sulle 1000 Lire), il The’ e’ gratis.
Non e’ stato facile trovare un ATM (bancomat) dove funzionano le carte internazionali, inoltre le gente non capisce, non c’e’ niente da fare. Anche la gestualita’ europea e’ differente per cui inutile imitare, con la carta in mano, l’inserimento nella macchina, l’unico risultato e’ che ti prendono la carta e la guardano per qualche minuto. E il coreano che parla cinese mica era sempre con me.

Lijiang, bambino in gabbia Viste le difficolta’ di comunicazione mi sono detto “segui il coreano finche’ puoi” e quindi il giorno dopo sono salito in un miticissimo pulman-cuccetta per andare con lui e Olivier (il francese) fino a Dali.
Allora, quello che sto per scrivere potrebbe rivoluzionare il modo di viaggiare in un’Europa dove it treni sono diventati troppo cari e i pulman restano scomodi per viaggi troppo lunghi. La soluzione? Il pulman-cuccetta!
Come potrete vedere dalla foto invece dei sedili ci sono dei lettini, i posti sono 42 e basterebbe aggiungere un 20 cm di lunghezza per adattarli alle misure europee.
Ora, a dire la verita’, ci sono degli effetti collaterali:
1) Mal di collo se si tiene la testa troppo rialzata con un cuscino. Ma questo a causa della strada di montagna piena di buche quindi forse no su strade migliori.
2) 22 ore sdraiati non e’ il massimo, uno vorrebbe anche sedersi ogni tanto (soluzione proposta: sedili che diventano letti)
3) Sputacchiamento cinese: le finestre si potrebbero aprire ma non e’ piu’ bello un bel “SSCCCCHRRRRUAAACCCHHHH” (fase di raccoglimento saliva e detriti vari), poi un “MMMMMMMMMM” (inspirazione) e uno “SPUACCHHHHH” imperiale finale con deposito sul pavimento? Ovviamente e’ piu’ folkloristico cosi. Dopotutto loro hanno 4000 anni di storia quindi devono per forza essere piu’ avanti di noi.

Ad un certo punto ci siamo fermati e hanno smontato mezzo motore, saldato un pezzo delle marce, e poi siamo ripartiti.
Lo scenario delle montagne e delle vallate era veramente spettacolare, ore e ore di foreste, fiumi, risaie, villaggi di una bellezza impressionante. Un viaggio faticoso ma che vale sicuramente la pena di fare. Se volete avere un’idea andate (quando sara’ pronto) a vedervi la puntata di Cobretti in Cina.

Dopo il massacrante viaggio in pulman, siamo arrivati a Xiaguan (Dali City) che, attenzione, non e’ Dali. Colazione in ristorante di lusso a base di noodle soup (zuppa di spaghetti di riso) per loro due, e caffe’ per me. I noodle 3 Rmb, il caffe’ 4. Ragazzi/e, in Cina si beve The’, se volete il caffe’ lo pagate, ok?

Bellissima la scena seguente, sempre nel risto di lux:
Chiedo alla cameriera:
– “Ehmm..cesuo? (cesso in Cinese)
Mi indica una porta.
Apro la porta e trovo uno sgabuzzino buio dove non c’e’ niente, solo un secchio. L’aria e’, giuro , profumata.
Torno da lei:
-“Ehmmm..cesuo?”
Mi riindica la porta. Terry mi guarda e dice:
-“Dice che quello e’ il bagno”
-“Ma c’e’ solo un secchio”
Conversazione in cinese tra lui e cameriera, poi mi dice:
-“piscia nel secchio, ma niente di piu’ serio, solo pisciare”
Non vi dico l’emozione.

Altro bus e siamo a Dali, la citta’ vecchia.

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