Praga, un tuffo nel passato

La famosa Hofbrauhaus di MonacoPraga, 3 marzo 2001

Monaco l’ho lasciata ieri e gia’ mi sembra sia passata una settimana.
Ho visto l’amico gay e siamo andati a berci una birra all’Hofbrauhause, l’antica e famosa birreria di Monaco. Era tanto che non ci vedevamo e abbiamo parlato di parecchie cose. Gli ho anche raccontato del nostro travestimento alla Gay Parade di Sydney quando ce ne andavamo in giro vestiti da donne! Era un anno fa. Porca come passa il tempo…

Con Arne e degli amici siamo andati a trovare Achim, il fratello che adesso abita vicino al lago ad Ammersee e si e’ messo con un’italiana di 40 anni, lui ne ha 24. E’ stato in India e se n’e’ tornato con i dread (capelli alla Pitura Freska) e qualche idea in piu’. E’ stato perfino a Gili Trawangan! Un mito.
Mio fratello Ho visto, dopo molto tempo, anche mio fratello Stefano che vive a Monaco da dieci anni e da cinque ha aperto insieme a due soci un ristorante in centro. Gli affari vanno bene e soprattutto i tre non si fanno troppo prendere dal lavoro e considerano sacro il tempo libero. E’ una cosa rara ma vedrete che e’ il futuro. Prima o poi tutti si stancheranno di fare soldi e non avere il tempo per spenderli. Il tempo e’ troppo importante per bruciarlo, questo lo dobbiamo capire.

Il viaggio verso Praga l’ho fatto con due “autostoppiste organizzate”. In pratica ho chiamato un’agenzia apposita, ho detto che partivo per Praga e avevo tre posti. Dopo qualche ora hanno richiamato dicendo che c’erano due persone che andavano a Praga. Cosi’ il giorno dopo sono andato all’agenzia e ho trovato Laura e Terese, due dubliners purosangue. La Tipo ci ha fedelmente scorazzati attraverso le campagne bavaresi e non ha subito grossi danni se non la perdita della mascherina del radiatore che a un certo punto ha deciso di lasciarmi per sempre volandosene via.
-“Hai visto?”, ho chiesto a Laura quando mi sono accorto di qualcosa che volava via.
-“Si..cos’era?”
-“Mmmm, credo la neve che si e’ staccata dal cofano”, ho detto io.
Poi, una volta arrivati a Praga ho notato che il viso della macchina aveva cambiato i connotati e la mascherina era sparita. Un minuto di silenzio e poi siamo andati in cerca di un alloggio. A proposito, secondo la teoria di Giuseppe “il crimine non paga”, quest’anno ho deciso di non spenderle le 50.000 Lire della vignetta delle Autostrade Ceche e mi sono lanciato a 130 all’ora eccitato dall’ebbrezza della trasgressione. Memore delle mie sfighe con le autorita’ ho detto le seguenti parole alle irish:
– “Vedrete che mi beccano sicuramente”,
tempo tre minuti e i lampeggianti di una volante mi ricordavano che Dio c’e’ e la giustizia pure ma sotto forma di nuvoletta fantozziana che segue sempre e solo me, Giuseppe no. 50.000 Lire di multa piu’ acquisto della vignetta. Fine dell’ormai classica, assurda, sporca storia. Giuseppe maledetto spero che un giorno le pagherai tutte. E anche Paolo. Leggete l’email che mi aveva mandato questo maledetto catanese:

“ciao luca come va? Brutto padano vai in giro per l’europa ha non fare nulla ,e stai attento prima che ti arrestano (ricorda australia) e ricorda il crimine non paga, prendi esempio da me. ciao e ogni tanto ricordati di joe rossi e paul valle from canarie ciao, Giuseppe”.

L’appartamento a Praga (15.000 Lire a notte a testa)Dunque…la tecnica a Praga e’ la seguente:
1) ti piazzi in stazione centrale (Hlavni Nadrazi)
2) Assumi il viso e le gestualita’ del turista in cerca di alloggio (mappa in mano, zaino in spalla, aria sperduta.
3) Arriva una persona che ti chiede se vuoi un appartamento
4) Guardi le foto, ti fai spiegare dov’e’, negozi il prezzo
5) Vai a vedere l’appartamento…e sei sistemato!
In questo modo si possono pagare 15/20.000 Lire a persona a notte invece delle 100 e passa degli alberghi. In piu’ se sei solo riesci ad avere un appartamento tutto per te a 25.000 Lire a notte! Un mito, no? Nel nostro caso e’ arrivata una signora, Alena, che ci ha portati in un appartamento a Flora con vista sul cimitero e ho paura che una di queste sere le due irish, tornando dal pub spolpe come folpetti in umido, non vadano a dormire dalla parte sbagliata della strada magari scambiando la tomba di un postino per il letto di casa.
Vi ricordate che ho detto che questo sarebbe stato un viaggio nel passato? Maledetta quella volta che l’ho scritto…:

e’ un po’ dura iniziare perche’ sto per parlarvi della mia storia d’amore e non ho voglia di entrare troppo nei dettagli anche perche’ ci vorrebbe qualche Giga di memoria nel vostro Hard Disk, qualche tonnellata di fazzoletti puliti per le signorine dal pianto facile, e una buona dose di pazienza per tutti gli altri.
Vi diro’ solo che la mia storia, ormai finita da parecchio, ha raggiunto il punto di non ritorno proprio qui a Praga. Qui mi sono reso conto, nel ’91, che ero completamente fatto, e sempre qui quattro anni dopo ho invitato lei per passare qualche giorno insieme. Restammo qui circa una settimana, in un appartamentino, noi due soli.
Praga di notte Ci sono luoghi e situazioni nella vita di ognuno che assumono un sapore particolare, momenti che nei ricordi della propria storia sono legati a sensazioni talmente profonde e diverse dal quotidiano che si pensa non siano mai accaduti. Sono veri e proprio episodi di storia, un po’ come la guerra mondiale o l’Italia che vince il mondiale. In quei giorni io non ero sulla terra, non ero in Europa, ma vagavo in una dimensione astratta, irreale.
Di Praga vedemmo ben poco, passammo la maggior parte del tempo in quell’appartamentino. Spesso guardavo fuori dalla finestra, e vedevo Praga, vedevo i palazzi, la pioggia. Nessuno sapeva che eravamo la’, eravamo una cosa sola senza passato e senza futuro. La via si chiamava Lucemburska. Dopo qualche giorno ci ributtammo nella corrente della vita e lasciammo l’appartamento. Chiudendo quella porta sapevamo di abbandonare un luogo che sarebbe rimasto per sempre nei nostri pensieri, scendemmo le La mitica Tipo che fa gasscale e ci incamminammo per la via, prima di svoltare l’angolo diedi un’ultima occhiata al palazzo, pensando che forse un giorno ci saremmo ritornati. Non fu cosi. Non ci siamo mai tornati. La storia fini’, ricomincio’, fini’ ancora, come molte storie e adesso lei e’ sposata con un figlio mentre io sono ancora in giro, viaggio, vado a Praga, prendo un appartamento con due irlandesi, faccio una passeggiata e scopro di essere finito a cento metri da Lucemburska…guardo quel palazzo, vedo quella finestra e vengo investito in modo talmente violento dai ricordi che mi fermo ipnotizzato per qualche secondo. Poi accenno ad avvicinarmi a quel portone ma torno subito sui miei passi, impaurito e un po’ sperduto, incapace di capire il significato di tutto cio’. Perche’ sono finito proprio li’? Praga e’ cosi grande…e’ uno dei famosi scherzi del destino? O solo un caso? Non lo so, quello che so e’ che quell’appartamento restera’ chiuso per sempre, non potro’ tornarci e capisco anche che quindi non serve pensarci.
“Eccola li’ Lucemburska”, sembrava dirmi ieri Praga, “esiste anche al di fuori dei tuoi sogni, c’e’ gente che ci vive, che di te non sa nulla. Cosa vuoi farne? Un museo nazionale?. Vai, continua per la tua strada, qui non c’e’ piu’ niente da fare per te”.

E io vado, che devo fare?

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