Van Diemen’s Land

Campeggio in TasmaniaAutostrada A1, Centro della Tasmania, 26.1.00

Lenny Kravitz fa da sottofondo al rumore del motore posizionato a pochi centimetri al di sotto delle nostre natiche e canta “Ibelong 2 you” mentre la strada scorre e ai lati la foresta Tasmana sembra non finire piu’. La pioggia ci riporta ad atmosfere europee che non avremmo proprio creduto rivivere durante questo viaggio.

Il freddo ci fa scoprire che il riscaldamento non funziona e inoltre la ruota di scorta che abbiamo montato oggi fa tremare il volante come qualche mese fa la strada lo faceva tremare in Ucraina e in Russia. Ai lati della strada c’e’

Spiaggia tasmanaun’esposizione permanente di fauna locale spaccicata, tradita dalla curiosita’ notturna per i fari delle macchine: come da noi i gatti qui giaciono cadaveri di canguri, opossum, wallaby e altri marsupiali; purtroppo ormai ci siamo abituat anche noi, cosi’ come ci siamo abituati agli immancabili corvi neri che mentre se li mangiano sembrano guardare le automobili di passaggio con complicita’. In questa stagione gli alberi perdono la corteccia e il terreno e e’ pieno.

Gli ultimi due giorni siamo stati a Hobart, la capitale della Tasmania (avviso per chi conosce gli U2: la Tasmania e’ Van Diemen’s Land!), dove abbiamo dormito al caldo e scoperto che anche se c’e’ piu’ vita a Mestre a Ferragosto, qui la gente ti chiama per nome e ti sorride. Sempre.

Fausto guida A dire la verita’ adesso siamo stufi del freddo e della pioggia e non vediamo l’ora di cominciare a imparare a fare surf su qualche spiaggia dellacosta Est.

Quest’ isola e’ dotata di eccellenti percorsi da fare a piedi che possono durare anche parecchi giorni ed e’ il paradiso dei pescatori, ma none’ il posto che cercavamo. Fa freddo, c’e’ sempre vento e piove spesso…se era per questo potevamo anche restare a casa. E’ pieno di turisti mail 99,9% sono famiglie con bambini e di gente giovane nemmeno l’ombra. Quindi, dopo una settimana di freddo e solitudine, siamo ansiosi di tornare a Melbourne, la ragnatela.

Fausto scrive

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