Xiamen e le rassicuranti stranezze cinesi

XiamenCos’era, venerdì che sono partito? Oggi è già domenica sera. A parte il lavorare nella solita stanza grandina ma senza una finestra decente, mi sono dedicato a visitare la famosa isola di Gulangyu, uno dei soliti “must”. Ok, fatto il must posso continuare con la mia vita.
Oggi ho rivisto Alfonso, il tipo che mi aveva aiutato l’altra volta con internet e invitato a mangiare a casa del suo amico.
Ci siamo sparati due ore di marcia in giro per la città. Non ha nè mangiato nè bevuto assolutamente nulla. Soliti discorsi di vecchi amici e rientro in albergo.
A proposito: mi si presenta con due contenitori di thè Ulong (non verde, non nero) della varietà più costosa.
Per fortuna stavolta avevo qualcosa per lui e gli regalo una serie di snack thailandesi.
Non prendetela come gentilezza, qui i regali sono come colpi di pistola, se ne prendi troppi muori, cioè devi ricambiare o sei fuori dal gioco. Anche se spesso non sai di essere in un gioco. Asia.

Due episodi di ieri:
1)Passo vicino alla fermata del bus e vedo una macchina che si ferma. Scendono dei tipi in stile LAPD (Los Angeles Police Department) e un tipo in manette. Lo piazzano davanti al cartellone degli orari, lo immortalano in una foto digitale (lui si mette in posa con coopearazione)e lo portano via.

2) sto aspettando il bus. Un tipo sospetto mi dice qualcosa, mi fa intravedere un computer portatile nella borsetta. Mi dice un prezzo che potrebbe essere 3000 o 30.000 RMB (300 o 3000 Euro) e mi fa segno di andare un pó piú in lá che me lo fa vedere.
– “Bu Yao” (non voglio), e me ne vado al mio IBM.

Chicca finale della serie “stranezze cinesi”. Domani Alfonso non lavora e ha tutto il giorno libero. La moglie è dai genitori.
– “Andiamo a divertirci tutto il giorno” (probabilmente a camminare), “ti vengo a prendere alle 11”.
Io devo lavorare e gli dico se puó passare alle 12.
– “Ok, non c’è problema”.
Prima di lascirci, mi dice ancora:
– “Ok, allora alle 11”
– “Meglio se vieni alle 12, ok?”
-“Ok, ok, alle 11:30 va bene?”
Accetto e resto lí a chiedermi se c’è un motivo nascosto dietro questa negoziazione sull’orario.

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