Riflessi – Capitolo 11.2

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L’altro giorno l’ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e…mi é piaciuto.
E’ roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta…

 

RIFLESSI

 

CAPITOLO UNDICI, parte seconda

La notte passò tranquilla e la mattina si svegliò con una strana sensazione. Si alzò e andò a lavarsi la faccia, si guardò il viso e si chiese che cosa fosse quella sensazione. Ma non riusciva a capirlo.
Tornò quindi sul divano e si sdraiò sopra la coperta, il sole entrava dalla finestra e scaldava la moquette. Guardò la polvere passare attraverso il raggio di sole e si stupì di quanta fosse.
Per un attimo si rivide bambino, stupito davanti a centinaia di granelli di polvere svolazzanti nell’aria, illuminati da un raggio di sole, e lui che non capiva come mai non vedesse anche tutti gli altri granelli che c’erano in giro per la stanza.
Poi tornò alla sua sensazione.
Sorrise pensando che aveva tutto il tempo per concentrarsi su di essa.

D’improvviso capì che si sentiva come se si fosse innamorato. Anzi, era innamorato davvero!
-“Ma di chi?”, si disse a bassa voce.
Aprì gli occhi e vide dalle finestre dal vetro irregolare, un albero.
Richiuse gli occhi e cercò di ricordarsi della ragazza della quale si era innamorato nel sogno che aveva appena avuto.
La ricordò: era bionda, aveva i capelli a caschetto, gli occhi azzurri e si chiamava Anna.
Dunque era stato un sogno? Il sogno era finito eppure lui si sentiva ancora innamorato!
Ma non era convinto che si trattasse di quello…

Si alzò e si lavò ancora la faccia con l’acqua fredda per scacciare quella sensazione. Poi andò in cucina e si sedette sul tavolo. Un raggio di sole scaldava il pavimento e il suo piede destro nudo e dondolante. Rimase qualche minuto così in silenzio. Sentì dei vicini parlare ad alta voce.
Guardò le gocce che cadevano nel lavello dal lavandino difettoso e ascoltò il proprio respiro.
Mai come in quel momento si era sentito libero di essere, a disposizione delle proprie emozioni.

Di colpo sentì un gran calore nel petto e gli si inumidirono gli occhi.
Distolse lo sguardo dalle gocce e guardò fuori, al di là dell’albero, dietro le colline.
Senza accorgersene si ritrovò a dire:
– “Della libertà!”.
Pronunciò quelle parole a bassa voce, stupito, come se non fosse lui a dirle.
Una lacrima scese sul suo viso e andò a perdersi nella barba di parecchi giorni.
Si sentì un pò cretino.

-“Della libertà!”, si disse ridendo.

Si avvicinò alla finestra e si lasciò scaldare dal raggio di sole che asciugò anche la lacrima. Si sentì come se stesse baciando una ragazza e tenendola tra le braccia di fronte a quel raggio. Scostò la tendina e rivolse gli occhi verso il sole. Il calore sulle palpebre chiuse gli procurava un piacere delicato.
Lo faceva sempre da bambino.
-“Rieccomi finalmente a casa”, si disse.
Appoggiò la fronte sul vetro ed ebbe un brivido di freddo. Stette un pò ad ascoltare il proprio respiro. Poi non sentì più nulla ed ebbe la percezione che il suo corpo fosse lontano, qualcosa che gli apparteneva ma completamente distinto dal suo pensiero. Toccò il vetro freddo con la mano per riprendere contatto. Ma ormai era al di fuori del tempo e dello spazio e non sentì nulla.

Negli occhi aveva l’immagine di una strada lunga e bellissima.

 

3 risposte a “Riflessi – Capitolo 11.2”

  1. Dear Luca,

    I am so impressed with your pictures. I am from Chile. I live in Colorado Springs for years. However, I visit Chile every 3 or 4 years, I have never taken pictures like you. You really are a professional photographer. Very proud of my country. Very very happy someone like you like Chile, like their people and their beauty. I know there is a lot of poverty, but things are getting better. The last time I went, new highways were built, way more clean. We are getting better! Thank U for your magnificent work.
    Carmen Temple

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