Riflessi – capitolo 1.3

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L’altro giorno l’ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e…mi é piaciuto.

E’ roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta…

RIFLESSI

CAPITOLO PRIMO, parte terza

Nel frattempo il cielo si era coperto e l’aria calda ed umida annunciava un acquazzone. Non si vedeva più alcuna stella. Una ventina di minuti più tardi arrivarono ad un albergo dalle parti di Luxembourg. Lei entrò, prese le chiavi alla ricezione e salì le scale. Francesco si mise ad osservare le finestre. Una si illuminò. Lei si avvicinò e guardò fuori.
Non poteva vederlo perché si era nascosto dietro ad un portone. Cominciarono a cadere le prime gocce e nel giro di qualche minuto si mise a piovere forte. Ma faceva caldo e Francesco non si preoccupò. Un uomo gli passò davanti correndo con una mano in tasca, si fermò davanti ad una porta, trovò le chiavi che cercava e scomparve all’interno.
Lei era ancora lì. Poi si scostò dalla finestra e spense la luce.
Francesco le augurò la buonanotte.
Rimase lì qualche minuto a guardare la finestra e ad immaginarla mentre si spogliava, si metteva sotto le lenzuola, chiudeva gli occhi e si addormentava.
Se ne andò camminando sotto la pioggia tornando sui propri passi, passò davanti al locale dove si erano fermati e raggiunse finalmente il Pont des Arts. La pioggia aveva scacciato tutti e non accennava a diminuire. Si sedette su di una panchina al centro del ponte e chiuse gli occhi. Il vento tiepido rendeva sopportabile la pioggia e trovò la situazione piacevole. Aveva i capelli completamente bagnati e sentiva l’acqua scivolargli sul viso. Si guardò intorno.
Non c’era nessuno e, essendo al centro del ponte, era lontano dalla strada e dalle rive. Allora cominciò a cantare con tutta la voce che aveva, la canzone che aveva sentito nel locale: “Riidii pagliaccio e nananananana!!!!! Riidii pagliaccio nananananana!!!”. Poi si mise a ridere. Si avvicinò al parapetto per guardare la pioggia cadere nella Senna, e sputò in acqua. Si chiese che ora fosse e senza trovare risposta si incamminò verso casa, lentamente, sotto la pioggia.

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