TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiandoQuesto é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World

Chiedere un’intervista al Monkey equivale a dargli carta bianca per distruggere tutte le tue certezze e allo stesso tempo stimolarti.

Dopo questa intervista seguirà la mia risposta.

  • Perchè hai lasciato? Se hai lasciato qualcosa ovviamente 🙂

Innazitutto mi scuso se scriverò molto, ma é tantissimo che nessuno mi intervista e mi sento in dovere di parlare molto.
Ho lasciato principalmente la mia famiglia (mamma, papà e un fratello di un anno più grande) e un paio di ottimi amici con cui condividevo tutto quel che di più sacro e profano c’é al mondo, però non ce la facevo più.
Non sopportavo più il perbenismo italiano, il menefreghismo, le raccomandazioni, l’impossibilità di fare qualsiasi cosa perché la gente si caga addosso prima ancora di aver finito di esporre un progetto, tutte queste cose.
Non sopportavo il fatto di essere sveglio e intelligente in un mondo di mongoloidi attaccati alla gonna della mamma fino a 40 anni, e a quella della moglie, dopo.
Mi svegliavo la mattina e la depressione inziava. Mi faceva cagare tutto, anche le cose che mi piacevano erano fatte “all’Italiana” e di conseguenza, vomitevoli. Odio l’Italia di oggi con tutto il cuore, l’ho odiata per anni cercando di amarla e, onestamente, a questo punto non me frega più niente. Più ne sto lontano, meglio sto.
Suonavo in una band, The Nerds Rock Inferno, con cui per 10 anni sono riuscito a essere un pò più felice.
Quando anche la band é finita, nel 2007, non aveva più senso restare continuando a fare quella ignobile vita da mezzo borghesuccio, laureato professore senza lavoro.
Non avendo più niente di vero in mano, pensai a come mettere a frutto la mia propensione per le lingue e frequentai un corso per diventare insegnante di Inglese a starnieri, uno di quelli più seri, il CELTA Cambridge. Prima di finirlo, per gioco, mandando curriculum qui e là per il web trovai un lavoro di insegnante di lingua in una remota e sconosciuta città della Cina settentrionale. Dopo un paio di controlli generici e senza pensarci due volte, senza fare l’omossessuale italiano stra paranoiato dalle possibili avversità da incontrarsi sul cammino, accettai e partii con un volo di sola andata all’inizio dell’ottobre 2007. Non sapevo NULLA di Cina, cinesi, Asia e quant’altro. Ma la cosa mi suonava nuova, pericolosa, eccitante e perché no, forse anche divertente… e alla fine mi apri’ la testa come la ruota di un camion fa con una scatola cranica: sangue e cervella dappertutto. Da allora non sono mai più tornato in Italia, e tutt’ora non ne ho l’intenzione. Quando tornerò, lo farò alla fine di un viaggio, di risacca, e senza l’intenzione di rimetterci le radici.

  • Da quanto tempo vivi viaggiando e per quanto ancora lo farai?

Non é facile vivere viaggiando, ci si stanca dopo pochi giorni, massimo settimane.
Il fatto di vivere, inteso come un insieme di azioni, frequentazioni, movimenti, necessità, non é possible farlo in viaggio perché viaggiando, appunto, si perdono tutte le consuetudini.
Anche un caffé bevuto su un treno in India la mattina alle 6 non é come berlo in casa seduto alle 8. Ogni giorno é diverso. E non credo che “vivere viaggiando” voglia dire andare ai tropici e fermarsi dei mesi su un’isola.
Quello vuol dire “vivere su un’isola”. E ci aggiungo, rompendosi i coglioni, perché le isole sono, secondo me, noiosissime!
Ho vissuto “viaggiando” per un anno circa, spostandomi overland dalla Mongolia all’Australia.
Ho dovuto fermarmi qualche mese a Penang in Malesia (mia attuale residenza) per riposare e conoscere meglio la mia attuale convivente, altrimenti credo mi sarei suicidato. Si arriva al punto che la libertà e gli stimoli sono cosi’ tanti, che non si sa più che cosa farsene.
Il mondo é poi diventato cosi’ noioso, facile e alla portata di mano di qualsiasi imberbe ragazzetto da liceo, che dopo poco il viaggiare diventa quasi una cosa totalmente routinaria. Stesse face, stessi letti negli ostelli, stessi discorsi, stessi sballi… é triste, ma a me é parso cosi’.
Non fraintedermi, adoro sempre spostarmi, vedere posti nuovi e andare in paesi che non ho visto prima, ma per farlo con gusto devo farlo ai miei ritmi, veloci o meno, e seguendo le mie inclinazioni ed esigenze. Se per vivere viaggiando intendi vivere fuori dall’Italia facendo alcune cose qui e là, alternate a periodi di free roaming o esplorazione e ricerca (nel mio caso tento di fare questo), in stile di vita semi nomadico, allora ad ottobre di quest’anno saranno tre anni precisi dal momento dell’addio all’Italia.
Se ci ripenso, con tutto quello che é successo me ne sembrano passati almeno dieci.
Attualmente sono fermo, ho una casa, una fidanzata e una vita più o meno stabile segnata da routine varie, ma interessanti. Credo che necessariamente lo farò finché morirò, perché non vedo altre soluzioni per vivere la vita: sono sempre stato curioso, e non avendo più particolari taboo, non riesco più a tornare indietro.
Aggiungo, non ho paura di morire, cosa importantissima per iniziare finalmente a vivere.

  • é stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa ti ha convinto?

No, per niente. In parte ti ho già risposto, comunque direi, mi ha convinto l’ignoto, l’avventura e le non sicurezze. Le cose dalle quali cerco di evitare di impostare la mia vita di tutti i giorni. Pensare che tra 10 anni farò quello che sto facendo adesso, mio dio, mi spaventa terribilmente.

  • Come ti mantieni?

Come capita. Seriamente. Ho anche dovuto vivere in un furgone compartito con altri due ragazzi per alcuni mesi, mangiando una sola volta al giorno per mancanza di contanti.
Non mi piace rubare e fregare la gente, anche se molti lo fanno.
Queste situazioni hanno però il vantaggio cruciale di insegnare a separarti dalla materialità e ad aguzzare l’ingegno.
Il mio problema é che, pur parlando un ottimo Inglese, insegnandolo privatamente quando posso e avendo le qualifiche, ho il passaporto con la copertina sbagliata.
Questo mi impedisce di trovare il lavoro che amo facilmente, ma avendo studiato e non essendo un macrocefalo, alla fine trovo sempre qualcosa da fare nel campo dell’istruzione.
Attualmente per ovviare alla scarsità di lavoro per i bianchi in Penang, sono ritornato a scuola (incredibile) facendo un master e dovrei ottenere una piccola borsa di studio che mi permetterà di coprire almeno le spese.
Per il resto, non ho bisogno di molto e mi disinteresso delle ultime cagate tecnologiche, non guardo la televisione né leggo i giornali e di conseguenza evito la rovina pubblicitaria, quindi di soldi me ne servono pochi.
Non mangio mai Italiano o in ristoranti di media fattura, figuriamoci costosi, prendo i mezzi più economici, faccio economia sul cibo e sui vestiti e in generale campo come un extracomunitario, ma non me ne frega, ripeto, un beneamarito cazzo.
Chi crede di andare in Asia e diventare ricco di questi tempi, mi spiace, doveva puntare l’orologio almeno 15 anni indietro.

  • Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?

mmmmmmmmmm…. Non lo so.
Forse, il programmare le cose troppo sulla lunga distanza, ma alla fine quando entri nel loop non pensi appunto al “vivere viaggiando”, che non esiste, ma al tuo presente di dove vivi, e ti regoli di conseguenza.
E aggiungo, la gestione dei soldi sulla lunga distanza, quando non se ne hanno troppi.
L’importante é non aver paura del mondo, tutto qua, qualcosa di buono alla fine succede quasi sempre. Anche se hai mangiato merda e noodles una volta al giorno per mesi filati.

  • Qual’é la cosa più bella invece?

Le donne asiatiche in minigonna e tacchi a spillo.
E la possibilità di avere più tempo per pensare, riflettere e meditare. E il vedere tanti bianchi che scappano da sé stessi per cercare un paradiso artificiale fatto di cose a basso costo e donne dai facili costumi, e si ritrovano invece circondati da indifferenza e pieni di malattie veneree.

  • E’ cambiato il modo in cui vedi la società residente? Se si, come?

Generalmente no, mi faceva pena prima e me la fa tutt’ora, ma per altri motivi.
Più che altro mi ha sempre infastidito la società residente borghese, ma in generale, sono contento che esista. Perché? Forse se non esistesse non ci sarebbe bisogno di viaggiare, perché saremmo tutti nomadi e perennemente “spostati” e il concetto di viaggiare, ripeto, non esisterebbe.
E’ tutta una costruzione mentale della nostra cultura di sicurezze, e appena uno se na va un tantino fuori, questi “residenti” (chiamali come vuoi) danno fuori perché non comprendono la “differenza”.
Questo l’ho capito in Mongolia, osservando la gente della steppa. Un modo di vivere interessantissimo, ma pieno di limiti, soprattutto mentali e culturali. Preferisco essere uno dei non troppi che decidono di vivere un pò diversamente, che fare come loro.
Ma sicuramente, mi piacerebbe seguirli e imparare da loro, per qualche tempo.

  • Sei cambiato tu? Come?

Credo di si. Credo di aver innanzitutto imparato ad innalzare i miei livelli di pazienza e sopportazione ai massimi livelli. Credo di aver aperto la mente a culture e idee che prima consideravo stupide o senza attrattiva.
Credo anche di aver capito che gli uomini di oggi vivono nella paura della morte e rincorrono il denaro, e questo mi trova in disaccordo.
La morte é una ideale conclusione alla vita, e non va temuta ma accettata e ricercata, se si vuole godere del proprio viaggio e della propria vita.
Credi sia meglio essere ricordato per essere morto in pensione dopo una vita in ufficio e al bar, o come quello che é stato schiacciato da un elefante di passaggio nei ghats Indiani, o nella jungla cambogiana? Ogni giorno lotto su questi argomenti per sedimentare un ideale come questo in una mente cinese, e in tante altre differenti teste di cazzo internazionali. E’ una opera di pazienza, e lotta per la sopravvivenza.
E’ dura.
E’ sicuramente cambiato il modo in cui prendo le cose, non riesco più a prenderle alla leggera. Per me c’é solo profondità, bisogna andarci dentro, alle cose, per capire, per cambiare. Per migliorarsi, principalmente.
Tante persone sognano di lavorare e vivere viaggiando, ma per la maggior parte é 
difficile.

  • Cosa consiglieresti a una persona che lo vuole fare?

Non farlo se hai bisogno di sicurezze e se ancora credi che da dove parti ci sia qualcosa che non vuoi lasciare. In questo modo, ti sarà più facile non pensarci, e non tornare abbandonando il tuo desiderio.
Cambiare é difficile.
Per il resto, ripeto che non credo esista un “vivere viaggiando” perché anche i nomadi si fermano, ma é possible spostarsi in varie parti del mondo gestendo i propri interessi e godendo delle bellezze naturali e culturali, se si ha abbastanza voglia di aprire il cervello.
Altrimenti meglio restare a casa con i nostri blocchi mentali e non tentare nemmeno. Sono stanco di vedere e leggere gente che fa un piccolo salto, arriva, si lamenta, dice che tutti sono ignoranti e stupidi e se ne torna a casa dopo sei mesi…e no, non parlo solo di Italiani.

  • A che tipo di persone sconsiglieresti invece di farlo?

Agli Italiani, innazitutto, gente troppo ancorata alle certezze.
In generale lo sconsiglierei a tutti coloro che partono credendo di trovare qualcosa di meglio, perché spesso si trova esattamente il contrario.
Bisogna sempre considerare che si diventa degli immigrati, perlopiù con uno status di maggiore potere economico in questi paesi terzomondisti, con tutta una serie di spiacevoli conseguenze psicologiche e sociali.
E’ inutile dire per l’ennesima volta che quello che a un bianco può sembrare ovvio e assodato non lo é per un asiatico, nemmeno per un mediorientale e a volte nemmeno tra diversi ceppi di “bianco”.
Tantissime volte le amicizie che si stringono sono utilitaristiche e finte, gli amori pure, la gente ti guarda i vestiti e il portafogli prima di tutto quanto… insomma bisogna essere pronti a essere soli, annoiarsi e lottare per trovare il proprio giusto spazio. Lo sconsiglio quindi a tutte quelle persone che queste cose non le sanno fare.

  • Come gestisci il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come ti prepari al 
peggio?

Non ci penso. Non temendo la morte, non vedo “il peggio”.
Cerco solo di godere al massimo di ogni giorno che mi é concesso, impegnandomi per portare avanti i miei ideali, e questo sono convinto mi porterà del buono.
Fino ad ora ho sempre fatto quello che volevo, e bene o male tutto é andato sempre per il verso giusto. La pensione non paga le cene coi cinesi, le cavalcate coi mongoli, le lezioni di silambat, stare attorno al fuoco sulle colline dello Shan state, lo studiare una lingua straniera tra stranieri, le punture di zanzara malarica che la malaria non ti fanno venire, suonare in una punk band girando per gli Stati Uniti…tutte queste cose non puoi farle quando sei in pensione, vecchio e rincoglionito. Fanculo la pensione. Malattia? Quando sei felice, non ti ammali. Mia nonna é morta perché, infelice e incollata davanti alla televisione, e sola, si é lasciata morire e il suo cuore ha smesso di battere. Se ami quello che stai facendo, non prendi nessuna malattia, AIDS compreso, che é una grande cazzata inventata dagli uomini in nero per fare paura alla gente, un pò come il cancro. Vi consiglio per scrollarvi dal torpore della disinformazione di dare un’occhio a questo sito, una tantum: www.luogocomune.net

  • Cosa desideri per il futuro? Ti sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?

Si certo, realizzato un sogno se ne rincorre un altro.
Voglio finire questo viaggio, ritornando in Italia via terra partendo dal Bangladesh e dall’India del Nordest, per passare attraverso Pakistan e via dicendo. Voglio terminare la mia esplorazione geografica del Continente Asiatico con quel viaggio come ultimo sforzo, prima prevedo incursioni a Taiwan, Filippine e Giappone in tandem, e tornare a salutare la Cina, ma nella parte musulmana.
Non so in che ordine e in che modo, ma questo per quanto riguarda i viaggi.
Tornerei in Italia a breve per sistemare alcune cose, e poi mi piacerebbe saltare al Sud America, e cambiare totalmente esperienza.
Poi, voglio diventare un osannato scrittore e ritornare a suonare per bene. Credo siano tutti sogni che, nell’arco di qualche anno, diventeranno realizzati. E poi ce ne saranno altri.

  • Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei 
fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero 
offrirti un lavoro che richiede di fermarti, quale sarebbe lo stipendio minimo per 
convincerti? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevi prima.

Sono contento che tu mi faccia questa domanda perché ti voglio muovere una critica, spero costruttiva.
Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne.
Questo progetto Triplife, pensaci. Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente. E alura? é nato prima l’uovo o la gallina? Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang”.
Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene. Ho provato sulla mia pelle che non é necessario avere tanti soldi per stare in giro.
Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada).
Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa.
Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.
Ma per l’Italiano medio, la sicurezza economica é un dogma inculcato nel sangue da relazioni parentali e religiose, la casa, la famiglia, questo e quell’altro. Che noia. Secondo me hai perso di vista l’idea vera di un viaggio, per lavorare su un modo di essere il tuo imprenditore, e alla fine della giornata essere in pace con i fantasmini morali veronesi e veneziani.
Per favore non offenderti, lo dico in amicizia e simpatia e voglio usarlo come spunto di tua riflessione.
I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”, sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.
Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community che puoi trovare qui.
Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose.
Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo.
Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.
Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.
E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili.
Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente.
I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove? In quale direzione?

  • Cosa pensi della politica italiana?

Penso che sia l’esatta riflessione di un popolo di senzapalle.
E’ quello che vi meritate, io mi astengo e non ne voglio sentir parlare. Non mi sento più Italiano, onestamente, forse cittadino del mondo, chissà… se fossi in Italia, penso che emigrerei.
Fortunatamente sono già emigrato. La cosa ridicola é che tutto é un magna magna, nessuno impara dagli errori del passato e niente cambia, mai.
Destra, sinistra, quanti pagliacci.
E’ l’esatta riflessione di un popolo che sta scomparendo sommerso dagli immigrati, ne ha paura e non ha la forza di ribellarsi, altro che Lega Nord, Fini e dementi vari.
E a sinistra, dio mio, il carisma di mummie senza lingua per parlare.
Siamo l’unico paese al mondo dove spaccano la faccia di Berlusconi con una statuetta, e due mesi dopo come un’eroe eccolo di nuovo al potere. Che vergogna.
L’Italietta fascista, dei politici e degli stadi e dei piccoli bar dove ancora la gente si picchia dandosi del “comunista” e “fascista”, é pure peggio della Thailandia di questi giorni.
Che vergogna, e pensare che avevamo Cesare, una volta… e che abbiamo dato al mondo questo piglio capitalista. Ora, vi lascio immaginare io, dove lo pigliate, quel piglio.

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Continua

49 risposte a “TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)”

  1. Che astioooo!!!
    C’è anche tanta brava gente in Italia, io sono uno di quelli.
    Sembra di sentire uno di quei preti che dice che se non sei cattolico allora sei una merda, stesso tipo di integralismo e intolleranza.
    Io a quei preti di solito consiglio di rilassarsi, consiglierei lo stesso anche al buon Marco.

  2. Bell’intervista. Concordo con te Marco su molti aspetti su tutti quella che avere soldi per viaggiare e vivere davvero è solo una scusa.
    Ho seguito ogni tanto il tuo blog ma una volta ho letto che avevi visitato qualcosa come 10 paesi in 12 mesi e ho detto “che cazzata!”. Mi trovo d’accordo con te quando dici che “Per me c’é solo profondità, bisogna andarci dentro, alle cose, per capire, per cambiare. Per migliorarsi, principalmente” però quando vendi cosi tanti posti in cosi poco tempo non è un pò come, per dirla alla cinese, vedere i fiori dall’alto di un cavallo?
    Poi voglio chiederti una cosa, ho viaggiato per un anno e mezzo e dopo un pò mi sono accorto come anche fai notare tu che le cose si ripetevano. Allora mi sono chiesto “ok il viaggiare mi dà sensazioni, bellissime, mi fa apprezzare il tempo, 1 mese è come un anno, ma tutto ciò a che serve? Perchè lo faccio? Solo vedere posti, gente, esperienze? E’ tutto qui? Non c’è un percorso in quello che faccio? Qualcosa che unisce, qualcosa di più di “perchè costa meno il biglietto” che mi faccia andare in Cina piuttosto che che ne so….in Mongolia.

  3. Non capisco la critica sul semiresidente. Credo che né Luca né chiunque voglia vivere viaggiando abbia in mente il tipo della pubblicità di “turista per sempre”. Anzi: se uno viaggia per soddisfare il bisogno di conoscere, mi sembra normale che debba fermarsi, approfondire e sperimentare, per periodi ragionevoli (anche lunghi), come si vive in un determinato luogo. Dovrebbe essere insito nel concetto stesso di viaggio… Altrimenti è solo vagabondaggio e quello, come dici tu (in questo sono d’accordo) può durare solo per un po’, dopo ti rompi le palle.
    Sul denaro: tra il tuo lifestyle (200-400 euro al mese) e quello di Paris Hilton ci sono tante vie di mezzo. Non credo in questa etica della povertà, ma nella libertà, libertà sia dal bisogno di consumare che dall’etica della povertà. Sennò invece di ascoltare le opinioni di Luca o Monkey (o di chiunque altro utilizza comunque del denaro per sostentarsi) mi sarei fatto monaco vivendo di elemosina. Insomma Monkey: il denaro no, le sigarette no, l’alcool no, le donnine no: mi sembri un frate francescano quando fai certe affermazioni, che cazzo non voglio mica andare in paradiso.

  4. ..secondo me non bisogna per forza diventare straccioni e mangiare riso e cavallette per “assaporare la vera essenza di vita”..o per poi dare falsi esempi a chi stra intraprendendo un viaggio.”Ah, per entrare nel vero spirito del viaggiatore devo anche io trasformarmi in un barbone cosi’ cogliero’ il senso della vita”..
    Ma andiamo ragazzi, un po’ di dignità umana!!.. se mi voglio fare una birra o far serata me la faccio…io (e ovviamente IMHO) preferisco la qualità,e rinuncio a qualche giorno di viaggio…ma,anche se non 3 stelle,un bungalow,un divano ecc, un letto dove dormire e una doccia dove lavarmi la voglio.Perche senno’ poi se non sto bene con me stesso e con la mia salute mi rovino il viaggio e tutte le sue meraviglie.
    Ed anche io sono stato a bere in Laos, nelle filippine,Thailandia (piu’ tutti i vari esempi romantici del caso)…dai, a volte c’è da vergognarsi ad essere “esseri umani” vedendo certi che viaggiano e lasciano la scia di putrefazione avanzata..e i locals che pensano?…
    Che poi alla fine non conta il : quanto resto via: dove vado : con chi : che ho mangiato : quanti soldi ho speso , ecc ecc..basta solo essere felici e soddisfatti di quel che si fa….ognuno a suo modo.
    tutto rigorosamente IMHO
    🙂

  5. beh,io ho una teoria interessante…alcune persone,intraprendono dei viaggi alla ricerca di qualcosa che non sanno essere ciò che li trascina in viaggio,o per lo meno li fa fermare in seguito,magari solo temporaneamente.in fondo,può anche essere bello girovagare e scoprire cose meravigliose,ma se poi non hai qualcuno con cui condividere queste eperienze ed emozioni….entrambi avete trovato questa cosa nel vostro viaggiare,ed ora il viaggio ha preso un altra direzione,o mi sbaglio.ke ne pensate?

  6. Dico solo un paio di cose prima di eclissarmi: primo, a parte pochi casi, non ho mai dormito in strada, ne’ mai fatto meno di 2 docce al giorno, a parte in Mongolia dove non c’e’ acqua corrente e ci si puo’ fare poco. Ci sono altri modi per spendere poco e avere esperienze, a mio avviso, migliori.
    Secondo, mi sono divertito tutte le sere e i santi giorni, ma se tirate in mezzo le donnine, miei cari, mi fate pena e ribrezzo e spero che vi pigliate la famosa SIDA…. chiavare senza pagare, e’ la regola d’oro, altrimenti andate sul viale in Italia e non rompete i coglioni qua.
    Terzo: se hai viaggiato un anno e mezzo, quanti paesi hai visto? e’ veramente necessario quantificare? Credo che anche il vostro eroe intoccabile Tripluca durante i suoi “hey days” abbia visto piu’ di 1 paese al mese. Spesso incontro gente che si siede sulla sdraio di un bungalow per sei mesi. Quello e’ un approfondimento, vero? Bravi.
    Bho basta, io ho detto quel che volevo dire riguardo alla triplife, se poi lo interpretate nella maniera che volete, non e’ un problema mio. Ricordare: vivere viaggiando, non esiste. Provare x credere. state infatti viaggiando? No.

  7. @Terzo
    Era esattamente quello che volevo dire io, che non è necessario quantificare i posti che hai visto. “eroe intoccabile” ma che enormi minchiate dici?Luca fa un lavoro che può fare in qualsiasi posto del mondo e con i soldi che guadagna viaggia.Punto. Non è il primo nè l’ultimo nè il migliore, solo uno che condivide la sua esperienza per dire a magari qualcuno che ha le chiappe molle “ehi guarda che è possibile”.
    Tutti hanno delle persone che prendono come esempio per qualcosa che hanno fatto, questo non vuol dire mitizzarli o trasformarli in santoni. Se poi qualcuno lo fa cazzi loro, no?

  8. Ho comprato e letto il libro di Marco Ferrarese:
    interessante nella schiettezza che lo contraddistingue nell’analisi della sua esperienza cinese, ne ho apprezzato e condiviso il punto di vista.

    Prima di commentare l’intervista e i commenti vorrei presentarmi velocemente, perché le esperienze individuali fanno la persona:
    negli ultimi 4 anni mi sono laureato in ingegneria, sono emigrato a Londra per un anno per imparare l’inglese e ho lavorato come lavapiatti, cameriere, agente di viaggio, ingegnere all’aeroporto di Heathrow, mi sono imbattuto in Tripluca sul web e partito per 6 emozionanti e indimenticabili mesi around the world zaino in spalla con i risparmi di un anno di lavoro, sono tornato a casa da famiglia e amici contento di tornarci, senza un euro ho trovato lavoro in una ditta nella quale lavoro da 4 anni, ho visto mio padre morire di cancro nel giro di 6 mesi, un anno fa ho aperto una gelateria con mio fratello nella quale lavoro dopo l’ufficio, e conosciuto una ragazza di cui sono innamorato e con cui convivo.

    Ora, penso che il Monkey abbia le idee ben chiare su come vuole vivere la sua vita e quali siano i suoi valori, e tanto di cappello se riesce anche a mettere in pratica ciò che pensa (non succede spesso), ammiro la convinzione con cui segue il suo pensiero e, come sempre accade a queste persone, immagino sia felice.

    Le critiche a Tripluca sono coerenti con la sua filosofia, però non tengono conto del fatto che, secondo me, il cambiamento è la più grande sfida e opportunità che possiamo avere, l’arma migliore contro qualsiasi costrizione, l’unica libertà contro il rischio di intestardirsi e calcificarsi su determinate posizioni: Tripluca sta compiendo un percorso, il suo percorso, che, come ciascuno dovrebbe sperare per se stesso, dovrebbe farti arrivare alla fine dei tuoi giorni senza avere rimpianti per ciò che avresti voluto fare, se la paura/pigrizia/ignoranza/imposizioni non ti avessero fermato.

    Mi vedo Tripluca contento, emozionato, e convinto nello sviluppo del suo progetto di business, che lui vede come il proseguimento del suo percorso iniziato come viaggiatore squattrinato e indipendente, ma che ora vuole diventare un connubio con il suo spirito imprenditoriale.
    Per esperienza, so che si può trarre gran soddisfazione nell’avere successo in una attività lavorativa, tanto più se in proprio, nel vedere che sai fare bene qualcosa e che questo viene apprezzato anche da altri. Non mi pare ci sia niente di male, anzi.

    Quindi sì, è vero, Tripluca è cambiato molto, e sono contento per lui!

    Un’ultima osservazione sul sito luogocomune.net segnalato dal Monkey: va bene non accontentarsi dei canali di informazione ufficiali e voler cercare di vederci chiaro ed essere informati sui fatti per quanto possibile, ma occhio che su internet si trova di tutto, e le tesi di complotto sull’11/09 dopo quasi dieci anni di non-conferme mi hanno frantumato le palle, e istintivamente non mi fido di una persona che sostiene le tesi di un medico radiato dall’ordine e condannato in primo grado per omicidio colposo e truffa aggravata per la morte di un uomo al quale aveva tentato di curare il cancro con iniezioni di bicarbonato, in quanto secondo lui il cancro è causato da un fungo… sono andato a vedermi i siti correlati e penso sia una cazzata abominevole e un impietoso tentativo di fregare persone nel modo più facile, e cioè in condizione di dolore e debolezza. Ignobile.

  9. Nutro grande ammirazione per chi si mette “in cammino” alla ricerca della propria “leggenda personale”, qualunque essa sia. Poca, invece, per chi giudica troppo gli altri e generalizza.

  10. —–ma occhio che su internet si trova di tutto, e le tesi di complotto sull’11/09 dopo quasi dieci anni di non-conferme mi hanno frantumato le palle, e istintivamente non mi fido di una persona che sostiene le tesi di un medico radiato dall’ordine e condannato in primo grado per omicidio colposo e truffa aggravata per la morte di un uomo al quale aveva tentato di curare il cancro con iniezioni di bicarbonato, in quanto secondo lui il cancro è causato da un fungo… sono andato a vedermi i siti correlati e penso sia una cazzata abominevole e un impietoso tentativo di fregare persone nel modo più facile, e cioè in condizione di dolore e debolezza. Ignobile.—-

    Ignobile è la tua ignoranza !!!! Tesi del complotto 11/9 ? Hai bisogno che te lo dica la TV per crederci che è stato un inside job? Beh non te lo dirà mai.

    Il cancro è un GRANDE business, forse sarebbe ora di vederci chiaro non pensi ?

  11. Ignoranza? Può essere.

    E da ignorante credo solo a prove certe e scientifiche, sentiti libero di fornirmele su entrambi gli argomenti. Attenzione, non dico che non è stato un “inside job”, ma nessuno in dieci anni ha dimostrato che lo è stato.

    Il cancro è sicuramente un grande business, ma crederò che è un fungo che si cura con il bicarbonato quando ci saranno 100 mila persone che guariscono in questo modo, e non solo una decina di casi dubbi.

  12. Sul sito luogocomune.net tra le altre cose si sta parlando di un possibile attentato terroristico globale con armi nucleari il prossimo 22 giugno… eheh

  13. Ho iniziato a leggere l’intervista e dopo qualche riga non sono andato avanti linearmente. Bello partire per la Cina e aprirsi la mente, condivido in pieno.

    Poi qualcosa nel racconto è cambiato. Cosa fai per mantenerti? Sopravvivo. Ho inziato a leggere 2 righe sì e 5 no.

    Fino a non riuscire a continuare.

    C’è qualcosa che mi tiene lontano da questa lettura, nn capisco cosa. Ci riproverò con più calma fra qualche gg…

    Buon trip
    Giò

  14. io sono d’accordo con s.d.f.p. (cit.)
    non solo perche sono contro tripluca a prescindere

    pero fuck off and die mi sembra un illuso ignorante

  15. Dico anch’io la mia. Penso che l’obbiettivo dell’intervista sia quello di far conoscere monkey, non credo che il fine ultimo sia dire se tripluca è meglio di monkey o viceversa, se uno un coglione e l’altro steve jobs, se uno il manzoni de noaltri e l’altro un fallito alla ricerca del denaro. Tutt’altro. Fra i commenti leggo tante pareri e qualche sentenza fra le righe ma mi chiedo: unononpuofarequelcazzochegliparedellasuavita?!? Se monkey decide di “sopravvivere” come possiamo permetterci di criticarlo? Se tripluca decide di crearsi un business online perche definirlo troppo “business” e poco “man”?
    La diattriba dei soldi è decisamente soggettiva, ognuno ha una personale definizione della quantita di denaro che gli serve (sempre che serva) per vivere; capire quanto denaro dobbiamo guadagnare per riuscire a vivere come ci piace non ci porterà mai da nessuna parte, sarà solo un altro spreco di parole e tempo. La grande questione a mio viso è: facciamo veramente quello che ci piace fare nella nostra vita o siamo semplici pedine mosse alla ricerca di un “posto”, di una collocazione nella società che i nostri avi ci hanno dato? Riusciamo a fare in questo gioco precompilato quello che vogliamo o siamo costretti ad adeguarci e ad essere sconfitti ogni giorno dalle cose, dalle false facili illusioni di felicita che ci vengono propinati a destra e manca?
    Penso che le risposte a queste domande sia monkey che tripluca le abbiano almeno parzialmente trovate, suppongo invece che molti di noi commentatori invece siamo ancora alla ricerca delle risposte in un mare in tempesta. Alla fine di questa storia credo che se monkey e tripluca diventassero un terzani dei giorni nostri e un steve jobs del futuro per loro le cose non cambierebbero perchè la loro strada l’hanno “almeno” gia imboccata.

    pauli

    @fiammetta: leggo solo ora il tuo commento capace di riassumere in tre le mie quindici righe.

    @monkey: la storia della palestina sul sito dei luoghicomuni non sta ne in cielo ne in terra.

  16. Ci penserei due o tre volte prima di dire che l’AIDS e il cancro non esistono, che è tutto un business, che è tutto un complotto, che è tutto un luogocomune.
    Non capisco che cazzo c’entrino le malattie con questo discorso del viaggio, non credo sia il caso di aprire un dibattito di medicina ma dire che se si è felici e contenti allora non si prende l’AIDS mi sembra un po’ da favola da maestrina del catechismo, una figura praticamente antipodale a Monkey, ma a quanto pare la pensano uguale.
    Solidarietà a Marco Masse, posso solo immaginare cosa si provi a leggere che la malattia per cui è morto il proprio padre, non esiste, è un’invenzione. Tutta una fregatura!

    Per quanto riguarda la questione dei soldi quoto Mastazi. Credo anch’io che l’obiettivo non sia la ricchezza nè la povertà ma la libertà. Tuttavia non penso che quest’ultima sia una “via di mezzo” tra le due condizioni, è un altro livello.
    Solo che essere poveri e liberi è davvero difficile. Essere ricchi e liberi è facilissimo ma alla maggior parte dei ricchi non interessa, preferisce comprarsi tre macchine.

    Anche per quanto riguarda i soldi spesi in viaggio a mio parere Monkey dovresti essere più onesto. Non è che voglia farti i conti in tasca, ma qualche aereo e traghetto l’hai preso, i visti li avrai pur pagati, qualche contrattempo l’avrai avuto.
    In Australia comunque hai comprato un furgone senza poter rientrare nelle spese.
    Insomma, se avessi detto ‘ho speso molto poco’ si penserebbe che non ti interessi più di tanto degli sghei, se snoccioli decimali può venire qualche dubbio :D.

    Un’altra incongruenza sulle tue affermazioni/sentenze sui viaggi che mi fa sempre pensare è la frase “eh ma quello ha fatto il giro del mondo in quindici mesi? Puff, e che cosa vede?”. Si può essere d’accordo o meno, ma è strano sentirlo dire da uno che ha fatto praticamente la stessa cosa. Cambiare opinione ed evolvere il proprio pensiero è positivo, esserne consapevoli è nobile.

  17. Per amor del cielo e incremento della mia stima negli Italioti, c’e’ ancora qualcuno che, come Pauli, capisce che

    “Penso che le risposte a queste domande sia monkey che tripluca le abbiano almeno parzialmente trovate, suppongo invece che molti di noi commentatori invece siamo ancora alla ricerca delle risposte in un mare in tempesta.”

    Tutto il resto e’ fuffa. Get on the road, live your life, do as thou will.

    leggetevi un po’ di http://www.jimgoad.net/ adesso e basta spaccare le palle.

  18. 2300€ per 10 mesi di viaggio spostamenti compresi e se non bastasse anche l’acquisto di un van che poi non e’ nemmeno stato rivenduto. E non dimentichiamoci che parte di questi 10 mesi li ha viaggiati in Australia…. Dai non prenderci per il culo! Come ha già accennato Francesco e’ una favoletta a cui e’ difficile credere.
    Tu secondo me stai cercando di mitizzarti ad eroe raccontando di notti passate a dormire nei cimiteri… Dai, non siamo tutti pirla che credono alle tue storielle.
    Abbia almeno il buon gusto di farlo in un modo più veritiero, perché come lo stai facendo tu adesso e’ troppo.
    Io saro’ anche un morto di fame ma almeno sul cibo e a una birretta non riesco proprio a rinunciarci al costo di viaggiare 5 giorni in meno.

  19. Bah… intervista noiosa e deludente… potrebbe averla scritta chiunque sogna di partire e non parte mai… se sei ancora così avvelenato con quello che hai lasciato significa che non sei mai veramente partito, non hai veramente mai staccato, che il tuo corpo è in giro ma la tua mente è ancora nella schifosissima Italia in mezzo a quei borghesucci di Italiani che si alzano la mattina per fare la coda in tangenziale. Più che un’intervista è un coacervo di luoghi comuni superficiali di pseudo meditazioni a buon mercato.
    Non capisco perchè per difendere o per credere nelle proprie idee si debba sempre buttare merda su chi ha concezioni di vita diverse. Fai tanto il diverso ma sei esattamente come i borghesucci che insulti, anche se bevi il caffè in Cina o morirai “schiacciato da un elenfante nella jungla cambogiana”: getti astio e veleno contro chi vive o la pensa diversamente.
    Fai bene a fare e vivere come vuoi, ti auguro sinceramente di peregrinare per anni, anzi decenni per il mondo con soddisfazione e pienezza di te, l’unica cosa che non ti permetto è affermare che il cancro e l’AIDS sono cazzate. Bimbo mio qui mi girano veramente i coglioni, forse perchè toccato recentemente dal problema. Ovviamente senza offesa…
    PS Essere punk non significa far casino o girare gli USA suonando… essere punk è un filosofia ben più complessa e profonda…

  20. Ho letto con molto piú interesse i commenti che l´intervista in se. Luca sa bene che a volte quando linka in FB vado a leggere il blog di Marco Ferrarese e spesso gli ho detto” non so cosa ci trovi di bello”.
    “Voglio essere un osannato scrittore e questo si realizzerá di certo nei prossimi anni” Io uno cosí lo chiamo gravemente affetto dalla sinrome di MEGALOMANE. é uno che ha fatto il pezzente in giro x l´Asia e l´Australia. Basta,. Scrive con una volgaritá raccapricciante, critica non solo gli italiani, ma tutti! Anche quelli che hanno avuto il coraggio di lasciare un buon posto di lavoro e partire. Lui alla fine, prima della partenza era disoccupato non ha lasciato nulla, solo mamma e papá..magari non se li fila nemmeno i genitori.
    Sono 10 anni che vivo e viaggio per il mondo, fermandomi , ripartendo, essenod felice e facendo frutto delle conoscenze di tutto ció che il Signore mi dona.
    Marco é VUOTO, INSODDISFATTO; BANALE il piú delle volte. Critica a raffica tutto e tutti, ma il cuore, la solidarietá, l´ottimismo, la felicitá intrinseca dei viaggiatori dov´e?
    Quelli di Repubblica hanno intervistato me sul mio RTW se non avete nulla da fare l´intervista , uscita oggi, la trovate qui:
    http://viaggi.repubblica.it/articolo/giro-del-mondo-il-racconto/221509

  21. Ancora una cosa, facendo 2 calcoli, 2300€ diviso 300 giorni, cioè il tempo che ha viaggiato monkey da 7,6€ al giorno di spesa media. Ok, in asia può anche bastare se non si fanno spostamenti e se si tira la cinghia, ma se ad oltre al costo di vita normale andate ad aggiungere i voli aerei, i visti, gli imprevisti, i tour, i ticket per i musei ecc ecc capite anche voi che quello che scrive il monkey e’ una presa per il culo bella e buona…

  22. Mha…niente di nuovo, una volta ero andato sul sito di Marco Ferrarese detto o come si fa chiamare, la scimmia (Nomen Omen), per caso tramite tripluca.com e avevo letto l’intervista che aveva fatto allo stesso Luca. Dopo che si prodigava nel dire che non faceva l’intervista a Luca per leccargli il culo un paio di volte nello stile “io uomo forte” e domande idiote del tipo “qual’è il paese più bello del mondo” ho lasciato perdere.
    Se sei d’accordo con me e dici cose che posso capire bene altrimenti ti mando affanculo senza rispondere perchè io sono superiore. Ottimo modo per evitare di replicare quando non si è in grado di farlo. Peccato che il trucchetto sia vecchio di secoli.
    Sono italiano ma non sono fan dell’italia o degli italiani ma generalizzare in questa maniera è un tipico discorsetto da bar, quei discorsi che, a quanto dice tanto disprezza.
    E alla fine che palle ha avuto?Quelle di partire? Si ok qualcuno non ha nemmeno quelle, ma mi sembra che lui sia partito senza nemmeno provarci a fare qualcosa, un paio di tentativi, porte chiuse in faccia e quindi vaffanculo tutti. Sembra coraggioso ma, attenzione, non lo è. Coraggioso è chi ha paura di partire e parte. Chi sa che lascia qualcosa di importante e parte. Chi ci ha provato chi ha combattuto. Non combattere ed affermare di essere coraggioso è una cazzata. Non è coraggio se non hai paura.

  23. Aspettate però, mi spiace aver introdotto il discorso “non tornato i conti con i 2300 euro”. Spero che il discorso non si limiti a questo.
    Comunque mi son permesso di muovere delle critiche all’intervista a Marco (scrivendo il mio nome e cognome) perchè lui sa chi sono, ci siamo conosciuti e ci sentiamo periodicamente e buona parte di questi discorsi non sono nuovi.
    In particolare mi infastidisce la presa di posizione netta su questioni soggettive e lo sparare sentenze e giudizi su tutti.
    Mi pare inoltre ci siano state delle sbavature enormi o un po’ di superficialità nel trattare argomenti non banali come aids e cancro o il popolo italiano che sta scomparendo e la lega…
    Tuttavia, chi legge il suo blog dovrebbe conoscere il suo stile di scrittura, e a me sinceramente piace.

  24. Bene, caro Luca, il risultato della maggioranza é che a noi la saccenza e l´arriganza di Marco proprio non piace. I motivi, li abbiamo scritti in chiave diversa, ma accomunano tutte le risposte. A breve Marco ancora una volta ci attaccherá perché non lo si stima..

  25. bene tra poco arriverà la mia risposta

    farò finalmente outing, e vi rivelerò della mia liason con il mio perro canario.

  26. Se Marco avesse avuto timore del vs. giudizio e delle vs. repliche probabilmente avrebbe condotto l’intervista con un altro tono e avrebbe detto altre cose… evidentemente non gliene frega un beneamato cazzo di voi. Non ha paura a mettersi a nudo anche se questo vuol dire prendersi dei gran vaffanculo… tutto ciò secondo me è ammirevole al di la poi se si è daccordo con lui o meno…. ammiro maggiormente uno che ha idee di merda(non è questo il caso) ma le espone con fierezza piuttosto che un altro che per paura del giudizio altrui rimane conforme col gregge per poi rosicare dentro magari….

    Ha detto delle cose molto interessanti e anche illuminanti , ma non avete colto una mazza . Quando dice che se è uno contento non si ammala…beh, gran messaggio … certo che se voi prendete alla lettera tutto quanto… semplicemente (credo) intendeva che è il nostro stile di vita che pregiudica la ns. psiche e quindi la ns. salute fisica anche… è così orribile ciò che dice ???? che eretico! osa sfidare il pensiero razionale dell’uomo occidentale.

    Chi lo conosce personalmente come me (la maggiorparte di voi mi pare di capire di no) sa che non è un assolutamente un pallista e che se dice che ha speso tot è vero … VIAGGIA DAVVERO low cost….., quando abbiamo viaggiato insieme dove io spendevo 7/8 euro al giorno lui ne riusciva a spendere 2 …..ma poi è così importante ?

    per quanto riguarda l’informazione allargate un pochino la vs. mente, avete viaggiato in tutto il mondo ma pare che con la testolina non riusciate ad abbandonare certezze che vi sono state vendute .

    in modo grossolano e in 2 parole (perchè non è questo il posto adatto per parlare di certe questioni) l’aids è una burla pazzesca , perchè non c’è nessuna correlazione col virus dell’hiv (che appunto non è mai stato individuato)….chi è postivo al test, molto probabilmente soffre di altri problemi in quel preciso momento Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute (29) .
    Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora “ha l’AIDS”. Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha “soltanto la tubercolosi”
    sono i farmaci killer a uccidere il malato distruggendo il suo sistema immunitario, e il terrorismo psicologioco a distruggere la sua psiche.
    in Africa lo scempio maggiore, dove continua a morire circa un milione di persone all’anno ufficialmente…. questi poveracci stanno morendo di altri malanni quali febbre tifoide,tubercolosi,febbre gialla etc ma gli viene affibiata l’etichetta di malato di aids. questo porta tanti bei soldini a chi vende i medicinali (per cui poi i paesi sono costretti a chiedere enormi prestiti alla Banca Mondiale, che guarda caso è sempre in mano agli stessi). L’aids è stato creato per spopolare il terzo mondo , e far fuori inoltre un po’ di gente indesiderata quali omosessuali, prostitute,tossicodipendenti e africani .

    IL VIRUS DELL’HIV NON E’ LA CAUSA DELL’AIDS , e questo lo dicono 3 premi nobel tra l’altro, informatevi gente, prima di puntare il dito …

    il cancro è un simultaneo squilibrio a livello psichico, cerebrale e fisico dovuto ad un trauma emotivo.
    andrebbe curato con serenità anzichè terrorizzando il “malato” della morte, imbottendolo di farmaci chemioterapia, radioterapia e altre ignobili schifezze a loro volta cancerogine date in pasto a persone impaurite.
    ci sono alcune cure naturali che si sono rivelate efficaci , sicuramente c’è ancora molto da lavorarci su, quello che è certo è che questa società produce un numero sempre maggiore di malati (in Usa una persona su tre è destinata ad ammalarsi secondo le stime), e le scoperte scientifiche guarda caso sono rimaste ferme da decenni….

    a quello che mi chiede dell 11/9 … è un discorso chiuso,le prove sono ovunque … se vuoi guardati su youtube aggratis ZERO di Giulietto Chiesa (è tra l’altro europarlamentare ) oppure Loose Change o Inganno Globale, o leggiti “Il Mito dell 11 Settembre” di Roberto Quaglia, il miglior testo sull ‘argomento .

    @ Claudio el Cabron Canario ricambio con affetto .

    PS : Inotre per dovere della cronoca : il geniaccio che ha scritto “Sul sito luogocomune.net tra le altre cose si sta parlando di un possibile attentato terroristico globale con armi nucleari il prossimo 22 giugno… eheh” ha dimenticato di dire che la notiziona l’ha presa dal forum e non dagli articoli ufficiali (in gran parte scriti dal grande Massimo Mazzucco) , essendo un forum pubblico chiunque può scrivere ciò che gli pare…. sarebbe un po’ come venire qui su TripLuca riportare un frase di Marco, e poi dire che questo rappresenterebbe il pensiero del di TripLuca.

  27. E’ interessante vedere come la gente si diverte a farmi i conti in tasca. Carissimi, potete crederci o meno, vi puo’ dar fastidio o meno, ma quello ho speso per arrivare da Ulan Bator a Melbourne, volando una sola volta da Bali a Melbourne, appunto, per circa 150 euro. Come dice “Fuckofanddie” “quando abbiamo viaggiato insieme dove io spendevo 7/8 euro al giorno lui ne riusciva a spendere 2 …..ma poi è così importante ?”
    Appunto, non e’ importante.

    C’e’ per caso qualche napoletano che ha parlato, o mi e’ entrata una mosca nell’orecchio? 🙂

  28. Alla fine che rimaniamo in Italia o ce ne andiamo si finisce sempre a parlare di soldi…..Sono daccordo su alcune cose con monkey e in alcune mi trovo un po in disaccordo, ma mi pare normale. Forse c’è un po troppo odio verso un paese che poi non mi sembra tanto peggiore di altri, se poi la vogliamo mettere sul fattore politico (e sarebbe meglio di no) noi italiano siamo penosi ma non credo che all’estero sia tutto oro quello che luccica. esempio cina. Il mollare tutto e andarsene in giro per il mondo penso sia un pensiero affascinante per tutti, ma comunque vada dovrai sempre confrontarti con la realtà, i soldi, la politica, gli amici, le donne, ecc… anche pur fregandosene il più possibile. Se vuoi proprio uscire dagli schemi allora fai come chris mccandless, ti isoli con la natura e stop.

    Io non lavoro viaggiando, ma lavoro per viaggiare, che è ben diverso. Amo viaggiare e lo farò fino a quando le gambe me lo permetteranno. Vorrei vedere il mondo intero, vedere ogni angolo e vedere come vive la gente, vedere culture diverse e mangiare quello che capita. a mio modo…..

    Ma alla fine (brutto dirlo) in questo mondo di merda si arriva sempre al solito e noisissimo problema, IL GRANO IN TASCA…..

  29. E continui a prenderci per il culo… Ammeti almeno che quello che hai scritto e’ una grossa CAZZATA!!!
    Le cose sono 2 , o quando viaggi non visiti nulla, per nulla intendo musei, chiese, parchi ecc ecc o ti mantieni vendendo il tuo corpo a qualche gay asiatico… Abbi pazienza ma le cose sono così, o non hai visitato un cazzo o un cazzo hai visto…. Sempre il cazzo centra…

  30. Finalmente uno (Nihao) che ha svelato la verita’!

    Comunque non so cosa ci troviate in questi siti di controinformazione, generalmente mi fido di loro quanto del tg1, anche se sicuramente molte notizie sono interessanti.
    Tuttavia dovrebbero essere spunto per informarsi su un argomento e basta. E’ innegabile che troppe notizie sono di parte e complottiste e credervi ciecamente e’ uguale a credere ai mass media tradizionali.

  31. Francesco , dal tuo blog mi pare di capire che sei di Torino come me, se vuoi una sera ci incontriamo e parliamo di persona, perchè farlo qui è ridicolo.

    “E continui a prenderci per il culo… Ammeti almeno che quello che hai scritto e’ una grossa CAZZATA!!!
    Le cose sono 2 , o quando viaggi non visiti nulla, per nulla intendo musei, chiese, parchi ecc ecc o ti mantieni vendendo il tuo corpo a qualche gay asiatico… Abbi pazienza ma le cose sono così, o non hai visitato un cazzo o un cazzo hai visto…. Sempre il cazzo centra…”

    “E continui a prenderci per il culo… Ammeti almeno che quello che hai scritto e’ una grossa CAZZATA!!!
    Le cose sono 2 , o quando viaggi non visiti nulla, per nulla intendo musei, chiese, parchi ecc ecc o ti mantieni vendendo il tuo corpo a qualche gay asiatico… Abbi pazienza ma le cose sono così, o non hai visitato un cazzo o un cazzo hai visto…. Sempre il cazzo centra…”

    Non so dove tu abbia viaggiato , ma ti posso dire che nel mio ultimo viaggio (sudestasiatico) di 3 mesi, gli unici posti che ho pagato per visitare sono stati Bagan in Birmania e 1 solo giorno ad Angkor Wat in Cambogia, e qualche fesseria da pochi spiccioli negli altri paesi. Quindi credo qualcosa come $ 50 $ 60 diviso per 90 giorni….
    I musei sono quasi sempre una noia mortale e le chiese …. beh, lasciamo stare che senò mi querelano !!

  32. non credo sia da tralasciare l’età dei due nostri protagonisti di questa interessante discussione: l’irriverente Marco nonostante il suo forte senso critico e decisa personalità ha ancora quella ribellione da giovine pensatore; Luca invece fa parte da ormai parecchio tempo del club degli “enta”, per cui ci si può aspettare una visione del mondo diversa e con un occhio concreto al futuro.
    Secondo me sono fasi della vita, prima o poi anche il terribile Monkey invecchierà e vedrà la vita da un altro punto di vista (magari col primo figlio!).

  33. ———–Non so dove tu abbia viaggiato , ma ti posso dire che nel mio ultimo viaggio (sudestasiatico) di 3 mesi, gli unici posti che ho pagato per visitare sono stati Bagan in Birmania e 1 solo giorno ad Angkor Wat in Cambogia, e qualche fesseria da pochi spiccioli negli altri paesi. Quindi credo qualcosa come $ 50 $ 60 diviso per 90 giorni….
    I musei sono quasi sempre una noia mortale e le chiese …. beh, lasciamo stare che senò mi querelano !!————-

    Hehehehe, non ne bastava uno a sparar cazzate.. Ora e’ arrivato anche l’amichetto a dare un aiuto…
    Guarda, come ho già scritto precedentemente quello che scrive il tuo amichetto per me e’ falso, tu hai fatto solo 2 esempi su posti che hai pagato ok, ma ti ricordo che ci sono anche diversi visti da pagare per tutti i paese che ha visitato monkey… Poi tu nei musei nn ci andrai ok, ma una persona a cui interessa un minimo la cultura e la storia di un paese ci va, magari non in tutti, ma in qualcuno si… Guarda per esempio BKK quante belle cose che si sono da vedere e guarda caso quasi tutte bisogna pagarle per poterle vedere…phom phen pure… Angor watt solo un giorno?? Ma che hai visto in un giorno?? Nulla! 3 gg sono appena sufficienti per evitare di vedere le cose da turisti, turisti che voi disprezzate tanto….

    Ancora una cosa dato che ti piace fare i calcoli, come mi spieghi l’acquisto di un van e i relativi soldi di benzina per fare il giro dell’Australia??? Sempre con un budget di 7,6€ al gg?? Su su sono proprio curioso…

    P.s.:secondo me monkey e te, invece di cercare di viaggiare e vedere i posti il meglio possibile cercate tutto il tempo come essere i più pezzenti possibili… Forse vi conviene fare 3 pasti al giorni anziché uno solo. Magari vi ritorna la lucidità….

  34. Nihao la tua perla di saggezza l’hai gia’ detta ora basta su.
    Visto che ti interessa tanto la cultura e non ti perdi un museo impara a scrivere correttamente i posti che hai visitato! 😀

  35. x Nihao: probabilmente per i nostri 2 viaggiatori amichetti inseparabili capire la cultura di un popolo significa stare a guardare gli asiatici mentre si scaccolano le narici seduti fuori ai loro negozziettisui mini sgabellini. Per me e credo anche per te, e per tanti stupidissimi turisti, questa categoria tanto odiata, apprezzare i templi, le sculture, l´archeologia, i dipinti murali, insomma tutte le testimonianze storiche di una civiltá (e l´ Asia ne é piena) sono cose assolutamente importanti, ma per Monkey e il suo difensore non lo sono. Preferiscono non spendere, dormire tra gli scarafaggi ( perché in tutta l´asia se dormi a 3 euro a notte, sei in compagnia di bestioline) ma osannare il loro grande coraggio!
    jajajajajja, ma coraggio di che?
    e per quanto riguarda i conti in tasca, come dicono loro, non glieli facciamo, non é importante.
    jajajajajaja Ridicoli.

  36. Fuckoffandie conosci Federico Buffa? Se si sai che è uno scrittore divino, che purtroppo ha tanti imitatori che però lo scimmiottano e alla fine di lui esprimono solo il peggio..

    Questo per dire che monkey scrive benissimo, è una persona interessante che leggo, ascolto o con cui parlo volentieri, nonostante certi eccessi giovanili.

    Tu nel primo commento (e in parte anche negli altri) hai espresso solo la parte peggiore del monkey. Se mi conoscessi sapresti che sono un grande appassionato di controinformazione e medicina alternativa, ma questo non vuol dire che butto nel cesso tutto quello che è ufficiale e smetto di avere un atteggiamento scientifico.

    Per fortuna nel secondo hai anche argomentato, e hai detto cose vere, ma che non esauriscono l’argomento.

    E’ vero che c’è tanto business nella medicina, ma è altrettanto vero che una persona diabetica non si cura con soluzioni omeopatiche.

    Sull’11-9 guardati anche il sito di Paolo Attivissimo che smonta tutte le teorie complottistiche..

  37. X giordana: parole sante… Hai colto nel segno!!
    Ma sai, secondo me monkey sta facendo tutto il suo meglio per essere un pezzente dato che in giro di pochi mesi diverrà uno scrittore famoso e osannato in tutto il mondo!! 🙂 vuole solo vedere cosa significa la povertà….. Secondo me ci sta riuscendo benissimo…mangia anche solo una volta al giorno poverino… Hihihihii

    X Francesco: senza offesa ma ficca il naso a casa tua… 🙂

  38. In casa mia? Perche’ questo e’ uno spazio privato?
    Tra l’altro se leggi bene io pur essendo amico di Marco non sono schierato, l’ho criticato e ho inizialmente riso del tuo primo intervento che tutto sommato era una battuta e ci stava.
    Proseguendo ti sei messo in ridicolo da solo e non ho fatto altro che constatare.

  39. ok, dopo 41 commenti invito il gentile pubblico a continuare pure ma non andare OT.
    O apriamo un argomento nel forum se volete.

  40. ” perché in tutta l´asia se dormi a 3 euro a notte, sei in compagnia di bestioline) ”

    grandissima cazzata! mai speso + di 2 euro a notte , e mai trovato scarafaggi (a parte nella mitica nigger guesthouse di penang)…. come sarà possibile ??????????????????????

    fatemi capire na cosa : 20 persone scrivono che marco è una merda, uno stronzo, un figlio de troia … dico 2 parole in sua difesa perchè lo conosco e divento l’amichetto frocio inseparabile ?
    ESILERANTE!!

    Claudio, ok ti credo!! … però lascia perdere attivissimo mannaggiaapadrepio

  41. @ Francesco , si sò proprio io.

    …… phom phen, Angor watt .
    impara almeno i nomi dei posti che hai visitato cretino .

  42. Xfrancesco: prima cosa il mio intervento nn era una battuta… Se l’hai presa come una battuta nn hai capito nulla ragazzo mio….
    I miei interventi successivi sono solo il proseguimento del mio primo intervento…. Ho solo esaminato, calcolatrice alla mano, i dati scritti da monkey, che secondo me (e non solo secondo me a quanto vedo) sono solo pura fantasia e scritti per dimostrare di essere un mito… Quando più che alla figura di mito secondo me fa la figura dello straccione…

    Per quanto riguarda noi 2, io ti ho semplicemente scritto di farti gli affari tuoi perché il tuo intervento non centrava nulla con il discorso in corso… Sai, di errori di battitura capitano se nn si rilegge quello che si scrive… E secondo perché nessuno mi dice di smetterla… Se nn il padrone del blog…

  43. X fuckoff……: hehehehe, mi sembrava strano che nn fossero volati già degli insulti… Ma ecco che come da copione proprio dall’amichetto di merende scatta il primo insulto gratuito… Insulto perché ho scritto male un nome…. Pero’ che educazione!!! Ma me l’aspettavo da una persona del genere…
    Avevo proprio ragione, la mancanza di cibo rende aggressivi e tesi…

    P.s.: se vuoi possiamo fare una colletta per comprarti una scatoletta di tonno… Tanto il tuo amicomonkey sul suo sito accetta già l’elemosina… :-))

  44. mi spiace ma sono una persona sincera quindi scrivo ciò che penso… non ti insulto perchè hai scritto male un nome, ma perchè continui a scrivere un sacco di cazzate su marco, non potresti semplicemente finirla?…., e almeno abbi il buonsenso di andarti a cercare i nomi dei posti con internet…ma perchè dici che non mangio abbastanza? famme ridere ancora!

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