TripLife 1.0 – Lavorare per ripartire (19)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiandoQuesto é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Lavorare per Ripartire

A meno che tu  non sia particolarmente fortunato e il tuo business inizi subito a generare più di 500 euro al mese, oppure che i tuoi risparmi siano talmente grandi da permetterti di stare a galla per parecchio tempo, dovrai lavorare da qualche parte.

Urggh!!! Ma non era dal lavoro che volevi sfuggire? Che fine ha fatto la promessa del lavoro da una sdraio in spiaggia col portatile e la noce di cocco?

Mai detto questo. L’obiettivo non é sfuggire dal lavoro ma lavorare viaggiando.
E dimentica il portatile in spiaggia: c’é sempre troppa luce e alla fine lavorerai dalla stanza o da un internet point.

La situazione più probabile é che a un certo punto dovrai racimolare qualche migliaio di euro per andare avanti.
Ma niente paura, questo non significa tornare indietro, anzi, potresti ritrovarti a vivere delle esperienze interessanti.
L’importante é  non lavorare per troppi mesi, perché é ciò che fai che determina ciò che sei.
Non gliene importa a nessuno se tu sei un viaggiatore se é da due anni che stai in fabbrica o in ufficio.
Dopo pochi mesi tutta la polvere della strada l’avrai ben ripulita anche dai pori e orifizi più reconditi e sarai un operaio o un impiegato con un passato di viaggiatore.
Non un viaggiatore temporaneamente fermo.
Non importa cosa senti nell’anima, l’anima la devi vivere se vuoi essere felice.
Senò sei solo chiacchiere e trip.

Allora, la cosa é abbastanza semplice: devi lavorare dove si guadagna.
Questo di solito avviene in paesi ricchi anche se ci sono delle eccezioni.

In genere, se sei in Asia: vai in Australia, Nuova Zelanda o Giappone. Anche Cina ultimamente.
America Latina: vai negli Stati Uniti o Canada.
Europa: vai in Europa Occidentale.
Africa: vai in Europa Occidentale.
Resto del Mondo: vai in Europa Occidentale.

Quindi, dovunque tu sia, vai nei paesi più ricchi e cerca un lavoro per qualche mese.
Queste sono indicazioni generali, che vanno bene per tutti, e in particolare per chi non ha qualifiche specifiche.
Se invece hai un mestiere, vedrai come ti si aprono tante strade.
Cioé se sei pizzaiolo, chef, immersionista, professore di inglese…e più specifico sei meglio é, potrai guadagnare bene anche in altri paesi.
Ma se sei in questa posizione non ti servono i miei consigli.
Vediamo piuttosto cosa devi fare se il tuo massimo livello di specializzazione é la pulizia dei cessi con la varichina.

Il primo problema é il permesso di lavoro, per cui, prima di esplorare altre vie, pensa sempre alla cara e bella Europa: niente visti, niente permessi e Euro suonanti.
Hai decine di paesi ricchi a disposizione, centinaia di lavori stagionali e non, una popolazione che non vuole fare lavori umili e li delega a immigrati che spesso nemmeno parlano bene la lingua o non sanno cosa vuol dire lavorare o non sono affidabili.
E ti pagano in Euro, una moneta molto forte.
E’ in assoluto la maniera più veloce e sicura per racimolare qualche soldo in questa parte della via Lattea.

Basta che eviti l’Italia e la sensazione di essere in viaggio resta.
Pensaci: sei a Bangkok, hai quasi finito i soldi, prendi un volo AirAsia per Londra da Kuala Lumpur a 200 euro ed eccoti in un Job Centre a cercare lavoro.
Ti piazzi in una casa condivisa da altri sbandati, lavori tre mesi a pulire tavoli e riparti.
E migliori il tuo inglese.
Oppure vai alle Canarie come ho fatto io, cerchi un lavoro in qualche hotel, vivi in una casa con surfisti che si fanno le canne e riparti.
E migliori lo spagnolo.
Anche mentre lavori sei in viaggio, impari, conosci gente nuova e vivi la tua vita in maniera diversa e nuova.

Se invece preferisci Australia, Giappone, Stati Uniti ecc…sai che é più complicato ma fattibile. Lo fanno in moltissimi, per cui lo puoi fare anche tu.
La maggiore difficoltà é compensata dall’esperienza più esotica.

Quindi, preparati a qualche anno, per me sono stati due, di viaggi intervallati da lavoro dipendente.
Lavora dove si guadagna bene e  spendi dove si spende poco.
E’ una specie di speculazione monetaria meschina e subdola ma estremamente gratificante.
Si chiama arbitraggio.
Te lo dicevo all’inizio: usa il sistema, non farti usare.

Continua

4 risposte a “TripLife 1.0 – Lavorare per ripartire (19)”

  1. io lo fatto e penso che non ci vuole fegato per fare una vita del genere all’inizio ma ce ne vuole prima dell’inizio, quando sei partito ti accorgi che è più facile di quanto sembra e se ti accontenti dei pochi soldi che potresti fare viaggiando puoi continuare per molto tempo, se hai furbizia e inventiva il denaro vien da sè, nemmeno immagini le maniere semplici e fantasiose che ci sono per ricavare un po’ di soldi. una volta che sei in viaggio ti rendi conto che hai gia avuto fegato nell’incominciare il tuo cammino, è nella preparazione e nella decisione di mollare tutto che sta la difficoltà…magari non è così che stanno le cose ma è così che la penso io….bella pe tutti

  2. CIao Luca ho scoperto il tuo blog proprio oggi, complimenti davvero bello e interessante. Io sto per incominciare a lavorare…tra poche ore parto per Mildura Australia per cercare lavoro nella raccolta frutta, qualche mese e poi si riparte con qualche soldo in piu’.

  3. sono un cuoco di 58 anni portati molto bene mi chiamo maurizio e vivo a perugia. voglio rimettermi in gioco ho girato mezzo mondo ma adesso ho bisogno di qualcuno che mi dia un imput di lavoro. sono molto professionale nel mio lavoro e lo faccio con dedizione. faccio il cuoco e sono specializzato in cucina siciliana e mediterranea (dolci compresi). appello per tutto il mondo, la mia valigia e’ pronta ditemi dove e arrivo, vi stupiro’ con le mie prelibatezze

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