TripLife 1.0 – Le Opportunità (14)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Le Opportunità

Come riconoscere un’opportunità?
Nel capitolo precedente ho affermato che il mondo ne é pieno.
Non so se valga nemmeno la pena di cercare di provare questo concetto, perché la vedo dura in un paese dove  siamo abituati a lamentarci del governo che non ci dà lavoro.
Ok, ma tu sei diverso.
Sei partito, hai fatto le tue ferie, ti sei messo in ricerca e hai iniziato a vedere delle opportunità.
Anzi, probabilmente ne vedi talmente tante, tutte sembrano ottime, e non sai dove iniziare.
Ti ci vorrebbe una formula scientifica per analizzarle tutte e sapere in anticipo se funzionerà.
Qui scivoliamo nel regno del puro business, e non é questo il luogo dove approfondire il concetto, primo perché non sono laureato in Economia, secondo perché è troppo vasto.
Detto questo, cerchiamo comunque di dare delle indicazioni, o meglio, delle regole.

La maggior parte delle idee sono destinate al fallimento
Una minima parte delle opportunità hanno qualche possibilità di successo, quindi non ti buttare immediatamente su quella che ti piace di più.

Anche quelle buone falliscono se implementate male
Moltissime buone idee diventano dei grossi fallimenti se non agisci in maniera professionale e ponderata.

Per essere buona non dev’essere nuova
Spesso la cosa migliore da fare è prendere una cosa esistente e migliorarla, piuttosto che inventarne una nuova.
L’Ipod é arrivato tardi, quando gli Mp3 erano difficili da usare ma aveva una caratteristica: era facile da usare.
Google è nato quando nessuno ormai più credeva che un motore di ricerca potesse far guadagnare.
Google si é mangiato il mercato e ha iniziato a vendere pubblicità, diventando….Google (devono ancora inventare un’aggettivo grande abbastanza).

La diversità vince
Che tu stia offrendo qualcosa di nuovo o qualcosa di vecchio, é importante che tu sia diverso. Altrimenti ti perdi nella massa.
Occhio, che spesso si crede di essere diversi mentre si è solo peggiori.

Quanto detto sopra serve a creare gli anticorpi e a rallentarti un attimo: prima di buttarti dovrai pensarci bene.
Spesso può essere utile scrivere un Business Plan, anche se il tuo progetto é vendere tanga vietnamiti ai parenti.
Se credi che il Business plan sia poco cool (“non dovevo fare il viaggiatore figo?”), scrivi almeno una lista di cose che potrebbero andare storte: non ci si pensa mai e sono quelle che ci fanno cadere.

Un esempio classico
Il primo business del viaggiatore per antonomasia é l’acquisto e la vendita di artigianato etnico.
Di solito funziona così:

– vai in un paese “etnico”.
– vedi collanine, specchi, vestiti, gemme, cilum e tante altre cose molto belle che costano 1 euro. In Italia le vendono a 15. Fai due calcoli e hai già guadagnato 10 euro a collanina. Farai un sacco di soldi!
– prendi 100 euro di collanine e le spedisci a casa.
– Dopo due mesi arrivi a casa, trovi le collanine, pagate 100 euro, più 20 di trasporto, 20 sono rotte. Ogni collanina ti é costata 1,5 euro.
– Inizi a girare per venderle e ne piazzi 40 a 5 euro: hai guadagnato 200 euro, ne hai spesi 120, con un guadagno netto di 80.
– Torni a casa e ti rendi conto che 80 euro per essere andato all’estero, aver girato il paese, scelto le collane tra mille articoli, negoziato il prezzo, pagato il motorino e la benzina, perso una mattinata in posta, aver aspettato due mesi che arrivassero a casa, girato per la tua regione spendendo 30 euro di benzina…forse non sono poi così tanti.
– Decidi di aumentare il prezzo e le vendi a 8 euro. Non ne vendi più. Hai anche speso altri 10 euro di benzina che sono andati a erodere il tuo guadagno.
– Vai online, le piazzi su Ebay, paghi l’annuncio, ne vendi 8 a 10 euro dopo ore di internet, vai 8 volte in posta a fare la coda, guadagni 80 euro.
– Fai due calcoli, vedi che hai incassato 280 euro, speso 150, guadagno 130…per quante ore di lavoro?
Forse era meglio un paio di giorni in fabbrica?

Questo esempio serve a fare capire che non tutto é facile come sembra e che per avere successo ci vuole un “business model”.
Per esempio, se tu avessi un negoziante che ti compra la roba o te la tiene in conto vendita, ecco che hai ridotto i costi di vendita.
Sei all’estero? Spedisci tutto a lui e non ci pensi più.
Oppure hai un tuo negozio online che ti gestisce un partner.
O sei conosciuto in Ebay.
O hai degli amici che girano per le sagre con le bancarelle.

In ogni caso vedi che anche per un piccolo business di collanine ti ritrovi a giocare con gli stessi elementi dei grandi commercianti: costi, investimenti, guadagni, tasse, regolamenti, magazzino ecc….
Questo ci insegna che spesso conviene pensare in grande.
Ci sono buone possibilità che le collanine ti permettano di tirare avanti, e viaggiare, ma spesso allo stesso costo in termini di ore lavorate, preoccupazioni e rischi del business serio.
Quindi, quando decidi di fare le cose in piccolo, spesso stai semplicemente decidendo di lavorare per meno soldi all’ora.

Non credo di scrivere niente di nuovo.
Non ho inventato io l’economia e non la conosco meglio di tanti altri.
La cosa nuova é che la posso analizzare nel contesto attuale, che é profondamente diverso da quello del passato.
Perché diverso? Per un concetto molto semplice: le barriere di entrata nel mondo del business si sono abbassate di molto.
Oggi puoi davvero partire da zero e arrivare molto lontano.

Continua

8 risposte a “TripLife 1.0 – Le Opportunità (14)”

  1. Ciao,
    devo dire che TripLuca mi ha involucrata con le sue parole. Vorrei solo aggiungere che un business plan no lo si puo focalizzare solo nell’ottenere il massimo profitto. Prima di tutto il business plan ti serve per capire se il prodotto o servizio che vuoi mettere nel mercato potrebbe avere successo e cosi definire se puoi coprire una necessita di una fetta piu o meno grande del mercato. Una volta identificato il target al quale ti puoi dirigere, valuta sempre la competenza. Cosa e come offre lo stesso prodotto. Ti puoi differenziare nella comunicazione o nei servizi aggiunti che poi offrire al tuo cliente, per esempio se vendi per ebay puoi proporre che se non sono soddisfatti con il prodotto possono restituirlo entro 48h dal ricevimento. Ma la comunicazione, le parole che si usano e il messaggio che trasmetti sono gli elementi che ti differenziano nel caso hai un prodotto simile o uguale alla competenza. Mi sono desviata un pochino, pero’ il punto e’ che se non vi sono necessita’ da coprire nel mercato e il target al quale ti vuoi dirigere e’ una fetta del mercato molto piccola devi considerare che il successo del tuo business potrebbe essere in pericolo prima ancora di fare i calcoli su quanto potresti guadagnarci!
    Ovviamente questo commento superficiale serve solo per dare un po piu di vita al blog di Luca e arricchire le sue parole. Spero che vi sia utile e se volete discutere su strategie di marketing o su come sviluppare un business plan…contattatemi. Siate dei viaggiatori senza meta, scoprite tutti i giorni culture e persone diverse per far si che la vostra vita sia di aplie vedute. Viaggiare e’ la scuola migliore per imparare, per conoscersi e per crescere! Un Saluto. Selena

  2. “Prima di tutto il business plan ti serve per capire se il prodotto o servizio che vuoi mettere nel mercato potrebbe avere successo”
    parole sante. Ti serve proprio a costringerti a ragionare seriamente su tutti gli aspetti dell’idea e scartarla se non ti convince.
    Di solito ti entusiasma, fai il business plan e la scarti.
    E’ normale.
    Dopo varie idee, quando trovi quella che passa la prova del business plan, potrebbe essere quella giusta.
    Grazie Selena!

  3. Verissimo. E’ la prima volta che scrivo qui anche e devo molto a Luca anche se lui non lo sa.
    Bè se avete voglia vi spiego in due righe perchè.
    Ho fatto l’università + master in commercio estero + stage e poi in azienda a fare l’area manager. Mi sono ritrovato chiuso in un ufficio dove il massimo dell’evasione era guardare fuori dalla finestra. A giugno in uno di quei giorni in cui non avevo nulla da fare scrivo su Google quello che da sempre volevo fare anche se l’idea non era ancora a fuoco.
    “Come posso fare del viaggio semplice e pure il mio lavoro?” Occhio alla frase, non dico lavorare viaggiando perchè in fondo l’area manger fa quello, viaggi vedi un sacco di posti ma tutti dalle vetrate degli alberghi o dai finetrini dei taxi. Un proverbio cinese dice “guardare i fiori in groppa a un cavallo”.
    Digito su Google “lavorare viaggiando” e trovo tripluca.com . Quando leggo la storia di Luca rimango di stucco: mi sembrava che fossi io a scrivere, provavo le stesse sensazioni e facevo il suo stesso lavoro; l’area manager!
    Cazzo dico! Questo c’è riuscito. Da quel momento è sato come aprire una diga. Mi sono messo subito al lavoro. Voglio visitare l’Asia: ok partenza da dove per tirare su un pò di soldi?Australia! ok. Vado su intrnet e faccio il visto, tutto ok. Vele spiegate e vento in poppa. Come mantenermi? blog, pubblicità e….micorstock!A me piace fare foto, la digitale la so usare, perchè non provare a afare foto che possono utilizzare per la pubblicità?Cazzo ok ma devo imparare photoshop. Oook cerchiamo il manuale e studiamocelo. Insomma poi la cosa si sta evolvendo di continuo ma il morale anche per tornare al topic è: se hai un idea seguila al 100% prevedi gli imprevisti ma dedicaci tempo, come diceva Luca qualche tempo fa la maggior parte delle start up falliscono perchè la gente non ci dedica la mente al 100%.
    Comunque…le foto almeno un paio ne ho caricate su Fotolia (la sera cerco di lavorarci quando posso) a Dicembre mi licenzio e parto. E’ come se avessi preso in mano per la prima volta il timone. Ha ragione Luca, i soldi che ci danno non valgono nemmeno una briciola del tempo che gli diamo.

  4. wow…Andrea, non dico niente….allora digitare queste lettere sulla tastiera può davvero avere effetti importanti.
    Grazie per aver scritto la tua storia e ci si becca da qualche parte con le ciabatte ai piedi.

  5. Ciao Luca,
    e’ un piacere conoscerti. In realta’ ti scrivo da Sydney, dove vivo..e lavoro!Io come te e tanti altri sono una viaggiatrice, non posso stare in un posto per piu di due anni. A dire la verita’ solo Madrid e’ stata la mia casa per due anni. Ho vissuto a San Francisco, Shanghai, Madrid come dicevo e adesso sono qui a Sydney. Un amico giramondo mi ha facilitato la tua URL e cosi’ ho deciso di collegarmi. A dire la verita’ non ho letto tutte le tue storie, il forum e il blog…pero’ sono certa che c’e’ qualcosa che ci unisce tutti. Anche se alla fine viaggiamo per ragioni diverse e con obbiettivi vari, stiamo cercando qualcosa che non troviamo nel nostro piccolo paese. Parlando dell’italia io sono ogni giorno piu sorpresa di quanto un paese con una lingua parlata solo nello stesso sia cosi’ internazionale. In ogni angolo del mondo conoscono l’Italia, il nostro cibo e gli stereotipi piu comuni: uomo macista, donna casalinga che fa la pasta e il pane fatto in casa tutti i giorni, ignoranza, etc.. Ho imparato ad apprezzare di piu il mio paese, che forse non conosco ancora bene, solo viaggiando all’estero e ascoltando stranieri parlare dell’Italia. Un aneddoto che non mi dimentichero’ mai e’ successo un paio di anni fa in America. Parlando con degli amici americani in inglese, loro rimasero sorpresi del fatto che un italiano impari e sappia parlare l’inglese. E’ vero che l’educazione nord americana non e’ comparabile con l’europea. Pero’ rimasi a bocca aperta quando mi fecero tale commento.
    Ad ogni modo…qui a Sydney si vive bene. Adesso che dovrebbe esserci la primavere fa veramente freddo pero’ speriamo che il tempo migliori. Vivo qui da 3 mesi e sono con un Working Holiday Visa, che mi ha permesso incontrare un lavoro a tempo determinato in Marketing. Insegno Spagnolo e Italiano nel mio tempo libero perche’ mi diverto e conosco persone…Sydney e’ una piccola citta’ alla fine dei conti. Il sabato mattina quando passeggio per Surry Hills ho come la senzazione di essere nel quartiere dove ho sempre vissuto. Il barista del caffe sotto casa mi saluta tutte le mattine, il panettiere ha gia imparato come voglio il pane tagliato e il fiorista mi consiglia sempre i fiori piu frenschi. Il centro si riesce a girare a piedi senza problemi e solo cosi’ si scoprono le viste nascoste, quei posti che mai avresti pensato potessero esistere. Poi la sera Sydney si trasforma, sembra di ritornare nella grande metropoli; taxi, persone, caos, musica…George Street e Pitt Street sono affollate. Non si riesce nemmeno a passare a piedi. Per entrare nei locali piu conosciuti c’e’ sempre da fare la coda e poi la delusione di un cocktail non decente! Ce ne sono di cose da raccontare su questa citta e sulle persone, non pensavo che l’Australia fosse cosi’. Mi aspettavo una societa’ piu avanzata che la nostra, ma forse avevo dimenticato che questa e’ un’isola! Ti saluto Luca e spero di sentirti presto.
    Selena

    P.s. Andrea in bocca al lupo!!! Io sono d’accordo con te.Stiamo sprecando la nostra vita seduti davanti a un computer in un ufficio per essere considerati delle briciole.

  6. Dimenticavo:

    Le opportunita’ vanno colte al volo, perche’ il treno passa una sola volta!!!!!!

    CIAO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *