TripLife 1.0 – Saltare o Scivolare Via? (11)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Saltare o Scivolare Via?

A un certo punto ti dovrai porre la seguente domanda:
mi conviene
a) Scivolare via: cercare di crearmi un’attività parallela, svilupparla, e quando diventa sufficientemente produttiva partire e mollare il resto?
o
b) Saltare: partire e poi iniziare a pensare a come restare in viaggio?

La scelta più saggia sembra essere la prima in quanto riduce il rischio e permette lo sviluppo dell’idea senza la disperazione del viaggiatore che tra due mesi non saprà cosa mangiare.
Purtroppo in molti casi non è così e la seconda scelta è oggettivamente quella con maggiori possibilità di successo.

Perché? Vediamolo:
Start-ups
Le Start-ups sono imprese nella loro fase iniziale, che hanno solo un’idea e di solito un paio di bravi ragazzi che ci credono.
Tu e la tua idea siete già una Start-up.
Google, Microsoft, Apple e Facebook sono tutte state Start-Ups.
Dopo aver avuto l’idea ed averla realizzata in parte, se hanno fortuna arriva qualcuno e li finanzia.
Uno di questi finanziatori é Paul Graham, che  gestisce un progetto presso Yahoo.
Paul Graham, in un interessante articolo (in inglese) al punto 18 afferma che chi inizia una start-up e allo stesso tempo mantiene il suo lavoro di solito gradualmente abbandona l’idea che fallisce.
D’altro canto, chi molla tutto e si butta ha statisticamente molte più possibilità di successo.
Questo perché non hanno dimostrato di crederci e non hanno avuto il tempo e l’energia mentale di portarlo avanti.

La Libertà Mentale
Probabilmente la tua personalissima idea, quella che ti porterà fuori dal sistema, rendendoti più libero, sarà soprattutto il prodotto della tua intelligenza.
Anche se poi dovesse essere un lavoro manuale, comunque partirà da un pensiero.
I pensieri originali nascono in situazioni particolari.
Nel sistema non siamo molto portati a pensare, e qui lo dico nel senso vasto del termine, in quanto spesso ci limitiamo a scegliere tra una serie di opzioni.

Non zoomiamo indietro a sufficienza. Guardiamo sempre dentro al sistema.

Una delle rivelazioni piú folgoranti che abbia mai avuto è che siamo tutti dei pazzi. L’unica cosa che ci rende normali è che lo siamo tutti.

Lo so, concetto vecchio, già sentito, ma poi quando lo interiorizzi ti rendi conto della potenza del concetto stesso.

Ti libera come probabilmente solo una droga può fare, solo che poi finita la droga ricadi nella visione ristretta.

Raramente prendiamo in considerazione opzioni che ci portano fuori dal sistema stesso, probabilmente perché gli input che ci vengono dati quotidianamente non ne fanno una priorità.

In altre parole, il sistema non é programmato per portare i propri elementi al di fuori di esso.

La cosa ha una certa logica: un sistema che lascia uscire i propri elementi probabilmente crollerebbe.
Pensate per esempio alla Germania dell’Est che, avendo poca capacità attrattiva, dovette costringere il popolo a restare dentro costruendo un muro.

I muri sono la più evidente ammissione di debolezza di qualsiasi sistema.
Anche quelli non fisici. Nella nostra società, come dicevo, il muro è psicologico.

Conclusione

Questo preambolo serve a farmi arrivare ad un punto molto importante: per avere una buona idea devi uscire dal sistema.
E la cosa più semplice è viaggiare.
Forse non la migliore, ma la più immediata.

Non che non sia possibile restare a casa e vedere le cose in maniera differente, per esempio leggendo dei libri o partecipando a dei gruppi, però é altamente inefficiente (inteso come impiego di molta energia e tempo con pochi risultati).

Inoltre leggere libri non è pensare, ma conoscere il pensiero di terzi.
E partecipare a dei gruppi significa entrare in dei piccoli sotto-sistemi, con tutti i paletti mentali che ne conseguono (“se non la pensi così non puoi essere dei nostri” per esempio).

Pensare liberamente da dentro il sistema é come visitare un monumento vedendone l’interno ma non l’esterno.
Devi uscire dal sistema per vederlo tutto, anche da fuori, anche paragonato ad altri sistemi, inserito nel suo contesto.
E’  infinitamente più efficiente.

Uniamo ora i due concetti:
1) Per avere sufficiente tempo ed energia mentale devi partire.
2) Per avere idee nuove devi vedere il sistema dall’esterno.
Ne consegue che se sei veramente convinto, devi partire subito.

(Continua)

7 risposte a “TripLife 1.0 – Saltare o Scivolare Via? (11)”

  1. Questo tipo di problema si presenta spesso nella vita di tutti noi, anche in forme molto diverse.
    Prendi ad esempio la decisione di avere un figlio: se ci pensi e lo pianifichi, non verrà mai il momento buono.
    L’unico modo di fare figli, è non pensarci troppo; poi, ci pensano i figli a cambiare la tua vita e le tue priorità: io sono un modesto viaggiatore (benché abbia perso il conto dei miei viaggi agostani in oriente), ma sono papà, e questo mi costringe in qualche modo ad uscire dagli schemi (i miei), per cercare di capire l’altro: i figli, dai quali non puoi divorziare.

  2. Tra due giorni partirò per l’india .. incredibile la vicinanza tra il mio pensiero e quanto espresso da luca che scopro (purtroppo) solo ora ..mi piace .. lontano dal sistema certo .. senza assumere antipatiche posizioni radical-chic .. poi il resto .. parliamo tanto di precarietà .. questa “cosa” che tanto ci terrorizza bisogna viverla, combatterla, superarla .. non certo in piazza per mille euro al mese .. scusate strumentalizzo .. è che sento esattamente il bisogno di vedere quanto ho conosciuto finora ribaltato .. scusate le banalità. Ciao a tutti.

  3. Claro que si… “prendere e partire”. Ogni tanto è bello rileggerlo.

    Però aggiungerei che il “prendere e partire” è una parte del viaggio. La più importante chiaramente, perchè se non parti non esci dal sistema e non inizi un bel niente. Però…

    La parte più difficile è consolidare l’idea anche dopo il viaggio, quando tutto finisce. Bisogna cercare di costruire qualcosa mettendo in pratica quello che ci ha insegnato il viaggio.

    Al ritorno ci sono dei rischi:
    – venire risucchiati dal sistema. E’ fondamentale restare in movimento. Se si è dinamici e non ci si lascia assopire si hanno pià probabilità di ottenere quello che si vuole. Quindi “keep on moving”.

    – il viaggio diventa l’unica via di uscita dal sistema. Il sistema va visto da fuori, ma poi va affrontato. Perchè purtroppo è in questo mondo che viviamo, quindi o impariamo a convivere col sistema mantenendo le nostre idee e i nostri progetti (sfruttando la debolezza del sistema) o rischiamo di vivere sempre in fuga. Il viaggio non è una fuga, ma un mezzo per vivere.

    Elucubrazioni mentali di una notte ferrarese…

    a presto!
    Giò
    http://www.gioadventures.com

  4. don’t worry fuggiremo tutti…è ovvio un crollo economico…i ritmi già frenetici di oggi aumenteranno ancora, ma i vecchi di domani non saranno + in grado di sostenerli…di conseguenza ci saranno abbandoni e fughe…da questa società….vie alternative…
    un ritorno al passato…

  5. si ok te ne vai in un altro paese per vedere il sistema e poi quando l’hai visto che fai??? rimani fuori o torni dentro?? perchè se non vuoi fare il viaggiatore tutta la vita ti tocca di accettare un qualche sistema. credo

  6. Margherita,
    puoi anche tornare dentro, solo che lo farai con una consapevolezza maggiore che ti permette di gestirlo meglio.

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