TripLife 1.0 – Interviste – Walter Supertramp (28)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiandoQuesto é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

 

Interviste – Walter Super Tramp

Ho conosciuto Walter quando é entrato nel progetto Adormo ed era in procinto di partire per la transiberiania.
Ho visto la sua transizione da residente a viaggiatore/semi-residente e leggendo questa intervista direi che é completa.
Leggete il suo blog per una bella e fresca prospettiva cinese.

 

Il blog é  www.waltersupertramp.com .

Ma ecco l’intervista!

  • Perchè hai lasciato? 

Stufo del ripetersi ciclico delle stesse cose, stufo di rimandare sempre con qualche motivo ciò che sapevo essere il mio vero desiderio. Per tutta la vita il viaggio l’ avventura mi ha sempre affascinato. Così sono partito verso l’Australia via terra, per questo ho fatto la transiberiana. Troppo affascinante.

 

  • Da quanto tempo vivi viaggiando e per quanto ancora lo farai? 

Sono partito nel Febbraio del 2011.
Adesso come adesso non c’è proprio l’intenzione di smettere, sono rientrato per un pò in Italia e mi sentivo un pesce fuor d’ acqua.
Dura rientrare, per me è anche difficile stare fermo nello stesso posto troppo a lungo. Se mi muovo mi sento in equilibrio, se mi fermo fatico a mantenerlo.
Troppi i posti stupendi nel mondo per rimanere nello stesso posto.

 

  • E’ stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa ti ha convinto?

Lasciare tutto è stato difficilissimo, io ho sentito una pressione della società dei miei genitori fortissima.
Non c’è stato un momento chiave, so solo che ad un certo punto è stato come aver imboccato una discesa senza freni, avanzavo in quella direzione senza poter tornare indietro. Il brutto è che finchè non mi sono licenziato, finchè non ho detto mi dimetto in faccia al capo, non ero sicuro che l’avrei fatto.

 

  • Come ti mantieni?

Il primo periodo è stato solo viaggiare, ho utilizzato i soldi che avevo messo da parte. Sono riuscito a piazzare un sito web.
Adesso ho da poco firmato un contratto per insegnare inglese in Cina per 10 mesi, dò lezioni private di italiano e realizzo siti web con WordPress.

 

  • Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?

Ma… a me è piaciuta così tanto la parte del viaggio che non saprei cosa dire.
Direi la ricerca del lavoro, ci ho messo un pò a trovare questo lavoro.
L’ essere italiano per la lingua non aiuta, in più non ho una laurea e un certificato TEFL.
Cercare lavoro nel settore in cui ho lavorato tanti anni proprio non mi va, voglio evitarlo più che posso, sarebbe un tornare indietro.

 

  • Qual’é la cosa più bella invece?

La libertà.
La libertà è fantastica una volta provata si cambia irreversibilmente.
Non si scorda più.

 

  • E’ cambiato il modo in cui vedi la società residente? Se si, come?

Si parecchio, io sostengo di vedere le cose molto più chiaramente.
Vedo le persone più chiaramente, perchè si comportano in una certa maniera, io la chiamo maschera, vedo la maschera che molti indossano.
Ora inoltre vedo moltissimi comportamenti che prima mi sembravano normali, come una reazione un adattamento a qualcosa di imposto dalla società e quindi una limitazione della libertà. E’ a questo punto che inizio a sentirmi fuori posto.

 

  • Sei cambiato tu? Come?

In parte ho risposto nella domanda precedente.
In realtà non dovrei dire che sono cambiato. Tolti tutti o quasi gli obblighi i comportamenti e anche i modi di pensare che col tempo ci carichiamo addosso, tolte queste cose mi sento più vicino a me stesso, più in sintonia con me stesso.
Il famoso esempio delle due parti di noi che vanno in direzioni opposte, ecco in me questa sensazione è molto poco presente.

 

  • Cosa consiglieresti a una persona che lo vuole fare?

Fallo!
Ciò che aiuta molto secondo me è programmare un viaggio non troppo lungo, con la certezza di imparare l’inglese molto bene.
L’inglese è un investimento, ti apre un sacco di strade in campo lavorativo e te lo giochi al ritorno.
Il viaggio non troppo lungo ti serve per poterti dire “va beh se anche resto fuori dal mercato del lavoro per 8 mesi non sono bruciato”.
Così se scopri che non fa per te non hai fatto terra bruciata, questo serve a tranquillizare. Poi sii libero e aperto a ciò che il viaggio offre.
Stacca il più possibile.

 

  • A che tipo di persone sconsiglieresti invece di farlo?

Non saprei, il viaggio è una terapia per tantissime cose, secondo me può servire a tutti.
Ma c’è gente cui non piace viaggiare.

 

  • Come gestisci il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come ti prepari al peggio? 

Al futuro non penso. Ho perso due amici, uno aveva 23 anni, l’ altro 32.
Non sappiamo se diventeremo vecchi. Molti lo danno per scontato ma così non è.
Tanto meno non sappiamo come ci arriveremo, preferisco vivere la vita adesso che il fisico mi supporta piuttosto che vivere per la pensione.
Cosa che, tra l’altro, in Italia ci hanno già fottuto. Questo è un periodo, tra un pò magari comincio a farci dei ragionamenti, ma ora sono ancora all’ inizio della mia vita itinerante.
La casa… non ho mai pensato di fare un mutuo, la vedo come un ipoteca sulla mia vita, una gabbia.
La malattia aspettiamo che arrivi poi vediamo come risolvere.

 

  • Cosa desideri per il futuro? Ti sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?

Ho scritto la lista delle 100 cose da fare prima di morire, spero di realizzarla.
Sogni ne ho tantissimi e voglio provare a realizzarli tutti, per questo sono così felice.

 

  • Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei  fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero  offrirti un lavoro che richiede di fermarti, quale sarebbe lo stipendio minimo per  convincerti? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevi prima.

Fermarmi definitivamente, non è possibile, dopo un pò il tarlo ripartirebbe, soprattutto se me ne dessero tanti.
Vedendo che ne ho tanti penserei a quanto potrei stare in giro senza lavorare, senza rogne, senza dover rendere conto a nessuno.
Quindi potrei accettare per un periodo, ma per intenderci, un anno è tanto.

 

  • Cosa pensi della politica italiana?

Che destra e sinistra parlano all’opposto e fanno le stesse cose. Ossia prelevare i soldi da pantalone per ridistribuire a compari complici ecc…
Spero nel movimento cinque stelle. Mi piace l’ idea di politica con meno intermediari possibili e la radicalità dei temi.
Hanno ragione nel dire che tutti devo partecipare e metterci qualcosa di proprio.
Lo so io me ne sono andato, ma il motivo è che quello che sto facendo è quello che voglio, se fossimo stati in un paese normale avrei fatto questo, quindi rimanere avrebbe voluto dire farsi condizionare nuovamente la vita da loro.
Considero la mia scelta qualcosa contro il sistema, perchè offriamo un’alternativa, dimostriamo che ci sono alternative.

 

Continua

2 risposte a “TripLife 1.0 – Interviste – Walter Supertramp (28)”

  1. Grande Walter, condivido appieno le tue osservazioni sul viaggio! Sono curioso di sapere che cosa pensi della Cina, visto che è un argomento di cui si parla molto, e se hai già pianificato quanto tempo rimarrai lì. Comunque mi sembra di capire che le cose ti stiano andando bene. Ciao!

  2. Ciao Marco.
    Cosa ne penso della Cina? Mah, ci sto ancora lavorando, ti saprò dire più avanti.
    Lavorando però riesco ad approfondire molto meglio. Sicuramente è da visitare, la velocità a cui si sono sviluppati e si sviluppano è impressionante.
    Quanto ci resto non lo so, il contratto è fino a fine giugno, ma non si sa mai.
    Si le cose vanno bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *