Barca a vela in Croazia

Uva in mare!

La barca é pericolosa.
Passarci troppo tempo ti fa venire il “mal di terra” e poi quando cammini per l’isoletta  di Ilovik al bordo delle sue acque turchesi e trasparenti dopo una cena a base di carne alla griglia cadi nell’acqua del porto e ti sfregi il ginocchio nella notte croata mentre un signore grasso e solo seduto su di una panchina sotto un pino ti guarda e pensa “questi inglesi ubriaconi”.
Il giorno dopo metti ad asciugare le scarpe sul bordo della barca e un’onda causata dalla motovedetta delle polizia che viene a vedere come mai non ci sia nessuno in coperta le fa cadere nel mare profondo 70 metri e tu che cerchi di prenderle finisci in acqua di nuovo e per poco non finisci sotto l’elica e muori una morte eroica.
E’ anche pericolosa perché dopo tre giorni di silenzio, onde, cielo e discorsi sulle classi PHP di Andrea, non sei più abituato alla folla e anche otto tedeschi che ridono nel barcone milionario al tuo fianco ti danno fastidio.

Ti cambia anche la prospettiva ed é probabilmente il modo di viaggiare migliore dei solitari perché le interazioni con i locali sono limitate al minimo: per fare la spesa, benzina e pagare la tassa di soggiorno o la rara permanenza in marina.
Vedi la Croazia lontana, galleggiante nel mare e gli uomini che la abitano sono piccoli e lontani, costretti a vivere in terra, tra la polvere e i dolori degli umani e delle formiche mentre noi siamo tutt’uno col vento e lo sfidiamo a colpi di diesel quando fa i capricci e non ci vuole spingere oppure vogliamo arrivare in tempo per mangiare il risotto agli zucchini e sono già le 12:30, dacci di motore dai cazzo che mica siamo ai tempi di Ulisse.

E ti innamori della doccia col doccino, cioè una canna all’acqua dolce piazzata a poppa (dietro, ‘gnoranti) con la quale fai una doccia maschia dopo aver fatto il bagno tra i flutti.

E le donne? Niente donne dice Marco, portano solo problemi (tranne Marta che é bravissima [va bene come l’ho scritto Marco?]), usano un sacco d’acqua e rompono i coglioni dei marinai con richieste assurde tipo “gira la barca che voglio abbronzarmi e la vela mi fa ombra”, o usano il phon per ore prosciugando ogni speranza di sopravvivenza nei mari insidiosi e soprattutto creano in tre minuti un microcosmo di invidie, gelosie e mutande ad asciugare che poi si vanno a incastrare nelle cime e nei verricelli.
Meglio che se ne stiano a casa che noi veri uomini affrontiamo i venti e se la barca si piega siamo contenti ed eccitati come eravamo da bambini quando nei nostri giochi sognavamo di essere pirati dei Caraibi che si nutrivano solo di spaghetti al tonno.

Ma noi non ci nutrivamo di spaghetti al tonno, perché avevamo il personal chef Andrea che sapeva stupirci con manicaretti preparati anche nel mezzo dell’Adriatico, per finire in un trionfale Branzino al sale dell’ultima sera.
Si, care nostre donne che pensavate avremmo mangiato poco e male, siamo in grado di cavarcela egregiamente e se stiamo con voi non é  per bisogno ma per amore.
Ecco, il vero marinaio che sa essere anche tenero.

E in tutta questa goduria maschia, barbuta, salata e villosa ci sorgeva il dubbio: ma poi, perché noi?
Perché io e Andrea siamo stati scelti dal famoso comandante Vesco de Gama?
Alcuni giorni di dissidi interiori, e poi la risposta si é presentata chiara e maestosa: usiamo i Mac.

(ma Marco mai ci avrebbe invitati se avesse saputo che nel nostro animo mobile siamo Android )

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6 risposte a “Barca a vela in Croazia”

  1. Ah, la barca.. a vela ovviamente! Che mondo! Che piacere! Si cambia ritmi a bordo, non esiste la fretta, gli orari, ci si confronta con se stessi ma anche con gli altri, gli spazi sono ristretti e ridotto al minimo, non si dorme mai tranquilli perché l’orecchio a teso a percepire ogni rumore sospetto, ci si riequilibria con la natura e si impara a capirla e a interpretarla ma sempre con immenso rispetto. Stupendo.
    Buon vento a tutti!

  2. xche’ e’ contrario agli Android? belle sensazioni quelle della barca in mare ;P un saluto

  3. ohi Luca zingaro!!ieri sera guardavo il film The reef e notavo una certa somiglianza tra l’attore che interpreta “matt” e un tale porchetti!!spero che le tue vacanze in barca si rivelino meno sfigate!!un abbracio brother!!

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