Semi Residente

Laptop in spiaggiaSpesso ti si rendi conto del valore delle cose che hai solo dopo averle perse.
Altre volte non te ne rendi proprio conto.
Ma in alcuni casi, scopri che quello che hai vale molto di più di quello che credevi…quando ancora ce l’hai.

Io mi sono messo in testa di lavorare online nel 2000, ho iniziato nel 2001, e nel 2003 ho smesso definitivamente di lavorare per altri.
L’ho fatto per viaggiare, e ho viaggiato.

Ma adesso sono un povero vecchio, che non ha più voglia di fare il backpacker, di fotografare 200 monumenti, 100 vecchiette con la pipa e 50 paesaggi alla settimana e di dormire due giorni qua e un giorno là, e di passare la giornata tra bus, treni, baracchini, cascate  e guest house.
Si é spenta la fiammella? Mi ha rovinato il matrimonio?
No, anche questa volta credo di essere riuscito a non cristallizzarmi nella situazione, nel personaggio.
Non é facile, specialmente quando te la sei goduta come non avresti nemmeno potuto immaginare prima.
Ma va fatto, per non diventare un “borghese di té stesso”, un personaggio che imita sè stesso, come fanno molte band.
E’ andata bene col primo disco? Facciamone uno uguale. E’ il nostro sound.
E invece io preferisco gli U2, che nonostante un successo strepitoso, hanno sempre saputo reinventarsi.
E non sopporto Wilbur Smith, che dopo il primo libro (bellissimo) ne ha scritti tanti tutti uguali.
Gli U2 a volte non hanno indovinato il disco giusto, mentre Smith ha sempre venduto milioni di copie.
Ma gli U2 possono andare a testa alta verso la pensione, mentre Smith é una puttana costretta a rifare sempre lo stesso giochino.

E ho quindi deciso di accettare un fatto che era dentro di me da molto tempo: non sono più un backpacker.

E quindi? Back to the Cravatt?

No. E’ qui il bello.
Perché mi ritrovo tra le mani un lavoro che ora (da vecchio) mi permette di sfuggire alla scelta viaggiatore/residente e scavarmi un nicchia tutta mia: il semi-residente.

Adesso infatti ho voglia di vivere in vari posti: qualche mese a Bali, qualche mese a casa, qualche mese a Buenos Aires, qualche mese….insomma sto diventanto QualcheMeseLuca, non più TripLuca.
E poi magari qualche viaggetto da backpacker, perché no?

Non so se ringraziare il business per avermi fatto viaggiare, o la voglia di viaggiare per avermi fatto creare il business.
E quindi lunga vita al mio business, senza orari, padroni, noia e stress.
Purtroppo però anch’io ho puntato la sveglia alle 7 domani mattina: solo che non vado in ufficio, ma a surfare a Padma.

19 risposte a “Semi Residente”

  1. Beh,
    ognuno è artefice del suo destino,
    meglio “qualchemese” da qualche parte che una vita senza ne arte de parte …

    E cmq non penso che sostituirai lo zaino per il trolley …

    P.S. Ok gli U2 … ma di Ben Harper che mi dici?

  2. come sempre grande Luca…anzi “qualchemeseLuca”.
    Condivido in pieno, perché come noto,facendo i semiresidenti si puo’ capire ancora meglio “come” si vive veramnte in un posto..con le gioie e i lati negativi..che credo siano ovunque.

    Ma il punto fondamentale di questo post secondo me è:
    “che alla fine non importa cosa fai, o dove sei..ma che tu faccia sempre quello che ti va di fare in quel momento”..ieri backpacker…oggi decidi per il semiresident..domani boh…lo deciderai quel giorno…il tempo passa e le esigenze di vita cambiano…quello che andava bene non puo’ piu essere la priorità..chi lo sà….se adesso va ben cosi’..allora “buona camicia a tutti”

    😉

  3. ehh io purtroppo sono in questa fase da anni ormai
    solo che non ho un lavoro che mi piace, e quindi continuo a girare qua e la come un’anima in pena alla ricerca di un centro di gravità se non permanente almeno per qualche mese o giorno

    ma non è facile

  4. Ciao Luca, la cosa grave per quanto mi riguarda e che nn c e più nulla da fotografare che ci faccia sentire di essere parte di un segreto. La globalizzazione ha assestato il mondo e portato tutti dappertutto. Fanculo il mondo di questi ultimi anni. Max.

  5. “se la sua giornata le sembra povera, non la accusi, accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze” (Rilke)

    Al posto della parola -giornata- si può mettere -mondo-..

  6. Esatto Luca!
    Son d’accordissimo con te, e infatti anche io da circa un mesetto mi son converito in quasi ex-backpacker, semi-residente (italo-colombiano) e non più in giro da una parte all’altra. Decisione però già ponderata da più tempo, proprio da quando una “indigestione” di indimenticabili esperienze di viaggio e luoghi meravigliosi mi hanno fatto constatare che, quando si arriva alla 34° fetta di ottima torta, questa non si gusta più come le prime fette… 🙁

    E allora via, nuovo cambio, nuova energia di vita.

    Un abbraccio dall’Ecuador!

  7. come avrete capito io sono libero2006, libero2007, libero2008, eccetera…

    ho pregustato la mia liberatà dal 2006… era tutta mentale.. ma comunque la libertà comincia dalla mente… e adesso anno 2009 è diventata anche fisica..ovvero ho lasciato la maledetta gabbia del mio lavoro.. ,, tutte le cose che non ci piace fare diventano delle gabbie dopottutto……. e ora mi sento leggero come una piuma… Luca tu hai fatto nel 2000 quello che adesso sto iniziando, ovvero ribellarmi all’ordine costituito da una parte ma soprattutto reinventarmi la mia vita…

    hai ragione, che costa reinventarsi.. si soffre e si fa fatica.. e raggiunte le mete poi un po ci si sente svuotato. e quindi bisogna trovare altre mete… in un continuo divenire come diceva il grande f Goethe..
    Quello che conta è avere nuove mete che ci eccitano, ci soddisfano e ci fanno sentire felici… vivere la vita intensamente…

    si cresce luca.. e si pensa a volte di non essere piu’ tanto giovane per certe cose.. è vero.. .. è inevitabile.. ma tu sai di aver vissuto.. tu sai di aver fatto quello che volevi.. e il resto non conta… e solo noi sappiamo quello che è giusto per noi… …Hai fatto qualcosa di piu’ grande che il semplice raggiungere i tuoi sogni…. hai reso partecipe gli altri e sei diventato il punto di riferimento per altri… e ancora hai delle mete….

  8. Dai, reinventiamoci la Tripcarrozzella allora, e trovati qualcuno che inizi a spingertela 🙂 mi fa piacere constatare la leggerezza con cui ti dai del vecchio.

  9. ma luca.. comunque ci crederei se mi dicessi che hai preso spunto dalla canzone di Vasco.. tutto il percorso…

    magari la mettevi di sottofondo sul portatile quando facevi i siti…

    dai sgamati…:-)

  10. anchio penso che il primo passo per sentirsi liberi, sia spezzare le catene dell’essere un sempilce dipendente e diventare imprenditore di se stessi..sapersi mettere in gioco e essere io a decidere il mio futuro. non essere succube di padroni e orari per tutta la vita.
    il primo passo da fare, comunque penso sia solo mentale.
    o.t. U2 sempre! se non l’ hai mai visti dal vivo,te lo consiglio veramente!!

  11. Si dai insomma ho capito il trolley che 3 anni fa hai usato per lasciare i victory apartment si e’ ormai impossessato di te. Saluti da Bangkok

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