TripLife 1.0 – Partire per Sempre? (4)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Partire per Sempre?

Questo Manuale é dedicato a chi vuole partire per sempre, cioé lasciare il lavoro e viaggiare sempre, lavorando, ma ti può essere molto utile anche se non vuoi fare una scelta così estrema.
In realtà é più saggio decidere di partire per un pò, vedere come va e poi decidere se continuare o meno.

Anche nella pianificazione della tua vita da viaggiatore devi essere viaggiatore disorganizzato ed evitare i pacchetti.
Dire “parto e me ne sto via 5 anni” é spesso come prendere un tutto compreso con Franco Rosso.
Psicologicamente stai cercando di definire la durata del viaggio.

La decidi lunga per darle un carattere definitivo, farne un progetto immenso, da preparare con cura, per chiudere una volta per tutte con questa grigia vita da residente.
Ma stai tradendo una regola fondamentale: il viaggio ti cambia per cui non puoi programmare.

Inoltre, come effetto collaterale, entri nelle sabbie mobili della preparazione di un viaggio epico.

Due i rischi classici:

Primo Rischio:

lungo la lunga strada di preparazione rimani impigliato nei rovi della vita:
una buona offerta di lavoro (arrivano sempre quando vuoi partire), un nuovo amore, una malattia, un problema finanziario.
O anche l’aumento della pressione della famiglia che soffre in questo periodo sapendo che te ne andrai per mille anni su Saturno dove perderai ogni moralità sessuale e non.
Oppure il tuo abituarti a questa piacevole sensazione di “sto per partire” che già ti eleva rispetto ai tuoi amici sfigati che non hanno un futuro glorioso come il tuo.
E la paura.
Più prepari, più immagini le cose, più ti fanno paura, meno sei supportato da chi ti sta attorno perché li vuoi lasciare.
In breve, ti porti a casa tutte le difficoltà del viaggio senza avere come contropartita il viaggio attorno a te.

Secondo Rischio:

parti, stai via tre mesi, e ti accorgi che non fa per te.
Ti senti solo. Non ti diverti. Ti manca il cappuccino. Non puoi tornare a casa.
Avevi rotto i coglioni per un anno parlando di questo viaggio e adesso torni già?!
Sarebbero quattro scalini verso il basso nella scala degli sfigati.
E sarai pure senza un’occupazione e soldi, a casa dei tuoi che ti dicono “adesso metti la testa a posto e trovati un lavoro” mentre guardano il Tg4.
Piangi.

Quindi? Basso profilo. Parti presto e parti per poco.
Il periodo di gestazione non dura molto, se lo tiri avanti troppo, abortisci.
E’ come fare l’amore tantrico senza saperlo fare.
Cerchi di non venire per un’ora e poi alla fine non vieni più.

Un TripCilecca. Che non serve a niente.
Una trombata e via, ed ecco iniziata la tua vita di Trombatore.

Alla vita piace essere presa così, di colpo, senza riflessioni, con passione.

E poi pensaci: se parti per tre mesi, puoi sempre decidere di stare via più a lungo.

La partenza richiede meno preparazione, c’é meno stress per chi lasci (“tra tre mesi torno, tranquilli!!!”), non fai in tempo a lasciare il tuo mondo psicologicamente, che sei in un nuovo mondo, eccitante e pieno di possibilità.
Quindi diventa più facile anche per me scrivere il capitolo sulla preparazione.
Insomma, é meglio per tutti.

Alcune domande che mi posso immaginare:
– “Ma come posso stare via due anni se mi sono portato via roba solo per un anno?
Che roba? Vestiti? Da gennaio 2007 vendono mutande a magliette anche in altri posti al di fuori dell’Italia. Ah..anche scarpe.
Anzi, mi é appena arrivata un’agenzia dell’Ansa: vendono anche le medicine!
E schede sim per il telefono. E shampoo.
Insomma, tutto. E costa anche meno.

– “Ma se mi porto via i soldi per tre mesi, come posso stare via due anni?

Se i soldi finiscono lavori. Se non trovi lavoro, torni a casa e lavori per poi ripartire, magari fai una stagione.
Magari falla all’estero ed ecco che sei di nuovo in viaggio.

Ciò che conta é che sei partito. Il tuo cervello si é rimesso in “Trip Mode”, ti puoi persino permettere di fermarti un pò, ma non sei fermo.

Altre domande fatemele voi.

Concludo con una massima del Saggio “un lungo viaggio inizia con l’acquisto di un biglietto online“.

Prima sono solo seghe.

(Continua)

12 risposte a “TripLife 1.0 – Partire per Sempre? (4)”

  1. ***Il periodo di gestazione non dura molto, se lo tiri avanti troppo, abortisci.***

    Verità sacrosanta!

  2. “E la paura. Più prepari, più immagini le cose, più ti fanno paura, meno sei supportato da chi ti sta attorno perché li vuoi lasciare.”

    verità sacrosanta 2……

  3. …per me trovati un biglietto di sola andata…solo cosi’ trovi il modo di vincere la paura…fare necessità virtu’…é l’evoluzione dell’uomo, viaggiatore compreso!!

  4. io credo che la paura, a volte, sia adrenalina nascosta…anche perchè se hai già preso il biglietto e guardato oltre le facce e le opinioni di tutti e tutto, qualcosa si è già mosso!

    NB: mi viene in mente Jovanotti “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”

  5. Ok sono tutti commenti favolosi ed incrementano in me la voglia e la sicurezza di farcela, grazie!! ma ditemi una cosa come fai a vivere in viaggio per cosi tanto tempo?Aiutoooo è anni che voglio partire e ora mi sono decisa, mi sono licenziata, ho bloccato l’assicurazione della macchina e università, ho da parte poco più di 3mila euro…ho 24 anni, mi sento aperta a qualsiasi esperienza e ho una capacità di adattamento molto alta ma ansie: so poco di inglese e non sò come fare per i soldi in viaggio!!! consigli?!

  6. io ho superato il periodo di gestazione alla grande essendo stato 1 anno in oz, il proble e’ che ora sono fermo da 2 mesi a roma e che considero questo periodo molto peggiore di quello della gestazione che si presenta appena approdi in un paese straniero.

    dove andiamo? non lo so ma dobbiamo andare………………………………………..

  7. …..bello ritrovarsi!
    il periodo di gestazione non dura molto…..Questa è verità sperimentata!
    Che il viaggio sia un bisogno Atavico è un’altra verità che m’ appartiene.
    Dici cose che è bene dire. grazie a te e tutti gel giro

  8. Ciao! Prima di tutto tanto di cappello (anche se di solito le donne possono tenerlo)! Anche io ho una passione x il viaggio e fino a poco tempo fa non facevo che ripetere “voglio fare la vagabonda”… ma poi mi sono iscritta all’università (che in teoria mi dovrebbe aiutare nell’intento visto che si tratta di interpretariato e traduzione)… ed è proprio riguardo le lingue che vorrei chiederti una cosa… ma come fai, in ogni paese che vai trovi una lingua diversa… come ti capisci con gli altri e come lavori? Grazie 1000 e buon viaggio!!!

  9. in tutto il mondo ci si capisce fidati basta usare le mani e i piedi e poi dopo un mese capisci gia un po la lingua cmq io ho appena fatto la patente la prima cosa che o fatto era mettere tutte le cosi necessarie in macchina e partire era una sensazione straordinaria e la vorrei rifare sempre vorrei prendere la macchina e andare e quando vedo una rotonda uscire dalla uscita che ti espira di piu…fantastico! una domanda ma come vagabondo come fai a trovare un lavoro solo per 2 mesi o cosi?? magari nei maneggi

  10. AH! Verissimo, nel 2005 a Londra, una settimana dopo avere comprato i biglietti aerei arriva una telefonata dall’Italia con IMPERDIBILE offerta di lavoro…. ho fatto la cosa giusta: L’HO PERSA!!!

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