La Ciabatta

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Arnaldo prima di infornare

OTTOBRE 2015

E finalmente gli chiedo:

  • «Cosa sono quei punti sulla mappa?»
  • «E’ dove sono andato a insegnare a fare la Ciabatta no?!»
  • «Davvero? E perchè?»
  • «Mi invitavano, io insegnavo a fare la Ciabatta e loro compravano la farina del nostro mulino».

E in pratica viene fuori che si è inventato la Ciabatta per sfida.
Gli stava sul gozzo che i francesi se la tirassero con la Baguette, il pane più morbido del mondo, e voleva crearne uno con ancora più umidità.
E lui, mugnaio, non panettiere, trasformò quella stanza in forno, studiando le farine migliori e come un Frankestein del pane dopo un po’ venne fuori la Ciabatta.

Poi Arnaldo chiedeva che nome dovessero dare a quel nuovo pane agli amici ubriachi nella casa di Albarella e uno di loro mezzo addormentato rispose:

  • «Ah mi a me par na savata!» (I’d say it looks rather like a slipper, I’d say, indeed.)

E nacque il nome Ciabatta.
Altro che etruschi, era il 21 Settembre 1982 e avevamo ancora nelle orecchie le grida di Martellini che gridava “Campioni del Mondo! Campioni del Mondo”.

Ed ecco il quaderno sul quale fu registrato l’evento.

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Da quel momento iniziò a girare il mondo, spesso invitato da panificatori locali, e a trasformare una sfida in un pane di fama internazionale.
Tutto a partire da un’idea, tanto lavoro e tanto divertimento.
Ecco come a volte si sfugge da una vita noiosa e la si trasforma in qualcosa che vale la pena di essere raccontato.

Ti viene l’idea che non ti fa dormire, ti rigiri nel letto e alle fine decidi ad alzarti anche se non è ancora l’alba e armato di carta e penna, o computer o farina e lievito inizi a creare.
Ognuno lo fa a modo suo e tutti sbagliano nove volte su dieci.
Perché poi nei film o nei libri si racconta solo della decima volta.
Le altre nove sei uno sfigato che farebbe meglio a mettere la testa a posto.
E spesso sfigato lo resti perché la decima non arriva mai e non inventi nulla di nuovo e alla fine ascolti i supersaggi attorno a te e lasci spegnere la fiammella, diventando un supersaggio anche tu, che tanto è facile adesso che hai tempo di dire agli altri cosa fare invece di fare qualcosa.

Per quello è importante farcela, purtroppo non basta provare, il segreto non è nel viaggio, ma nell’arrivare.
In questo gioco non basta partecipare.

Ma quando ti trovi davanti un Cavallari, sai che è uno di quelli che alla fine ce la fa comunque, qualsiasi cosa s’inventi.
Da mugnaio ti diventa campione d’Italia di Rally e poi con un’inversione a U ti inventa un pane internazionale.
Sbattilo in un’epoca passata e ti scopre la ruota o nel futuro e riesce ad uscire definitivamente da Facebook.

Come si fa a non essere affascinati e non cercare di carpire il segreto quando è così ovvio che queste cose le ha fatte spinto solo da una forza interiore e una voglia di spaccare che spesso la maggior parte di noi prova solo per un attimo nella vita e a lui invece ha bruciato dentro sempre?
Anche a più di ottant’anni con la voglia di aprire il ristorante del Rally e del Pane o una cosa del genere che non ho nemmeno capito cosa fosse tanto mi risuonava forte nel cranio la domanda: “ma questo, dove la trova la voglia? Perchè non si ferma?”.
Perchè ogni mercoledì insegnava a fare il pane a chiunque si presentasse al suo portone (non solo alle fighe)?
Lo vedevi che si trascinava a malapena ed era stanco.
Ma lo vedevi che era stanco solo nel corpo, la testa trascinava tutto il resto.

E così «ok, dai, veniamo Mercoledì che ci insegna a fare il pane».
E Mercoledì ci spariamo 100 km, arriviamo e aveva dimenticato che era Mercoledì, allora intanto prepariamo la biga (l’impasto) che deve comunque lievitare tutta la notte.
E poi ancora vino, pane, mortadella e storie.

Mentre siamo lì passa un incaricato del Sindaco che lo invita ad una sagra per non so quale evento, ma lui dice di no.
E passa anche un vecchio amico che oganizza un Rally nazionale e gli dice “se venissi sarebbe un grande onore averti tra noi”, ma lui dice di no.
Quando restiamo solo gli diciamo “ ok, dai, doman te portemo do fighe” e dice di sí.
Il giorno dopo torniamo con una brasiliana e una thailandese

{ IF WIFE READS START }
le nostre amatissime mogli senza le quali la nostra vita non avrebbe senso e che ci hanno salvato dalla tristezza e grigiore degli anni precedenti al loro incontro
{ IF WIFE READS END }

{ ELSE }
le nostre mogli
{ END }

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la bionda non è brasiliana, ma un’altra ragazza che era lí con noi. La brasiliana la vedete nell’articolo precedente.

e lui quasi piange dall’emozione e dice più volte “vara che bee tose”.

E facciamo il pane che poi non è la ciabatta ma il “pane naturale italiano” una sua più recente invenzione e ci racconta di come ormai tutti ormai usino migliorativi chimici per le farine e ci nutriamo di robaccia mentre la sua farina è controllata su tutta la filiera.

Ed è bello, come è sempre bello, vedere il pane crescere nel forno, uscirne glorioso e mangiarselo con la mortadella.
Solo che questa volta ne stiamo facendo decine di pagnotte.
E lui, lo vedi, è felice di averci lí.

Prima di andare via ci regala un sacco da 25 Kg di farina col quale faremo dell’ottimo pane per qualche mese.

E alla fine, fa ridere pensarci, di Ciabatte ne abbiamo viste esattamente zero.

GIUGNO 2016

La farina è finita e spesso ci diciamo che sarebbe ora di tornare a trovare Arnaldo, ma non ci andiamo mai.
Un giorno io Roberto e le bambine siamo a Sottomarina (non lontano da Adria dove vive Arnaldo) entriamo in un panificio e mentre la panettiera ci serve Roberto dice:

  • «Ho visto che avete la Ciabatta, conoscete Cavallari?» tutto contento, pronto a raccontare come l’abbiamo conosciuto.
  • «Si si, Cavallari da Adria. E’ morto».

Ecco.
E’ morto.
Cerco online per sapere cosa ha detto il mondo ma il mondo non ha detto niente.
Ne ha parlato solo qualche giornale locale o di Rally.

Un uomo così ed è rimasto di nicchia.

La prima reazione è di stizza e mi chiedo “no, ma perchè?”, ma poi camminando su quella brutta spiaggia popolare con gente che legge riviste patinate e romanzi dai titoli quali “L’odore delle rose in un tramonto placido” decido che va bene così.
Cazzi loro.

Se la massa si nutre di personaggetti a noi resta il lusso di sederci al tavolo dei grandi.

P.S.
Prima di iniziare questa serie di articoli sono tornato su Wikipedia solo per scoprire che la Ciabatta non è più sua.

P.P.S.
Per approfondire cercate la sua biografia: “Una Vita nel Sole”

P.P.P.S
Eccovi la ricetta originale della Ciabatta con una foto scattata nel forno di Arnaldo!

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