Il furto

CanguriLaunceston, Lunedi’ 31.1.2000

Perche’ dopo una notte al freddo su dei materassi gonfiabili sgonfi e rumorosi, con la zuppa al pomodoro ancora sullo stomaco, la speranza di vedere il sole almeno oggi appena frustrata, un impellente bisogno di andare al bagno (dove $@#!# sono le ciabatte?), dobbiamo accorgerci che nella notte qualcuno si e’ fregato il contenitore nuovo pieno di pentole nuove, posate nuove e bicchieri nuovi? E perche’ dopo essere andato al bagno a piedi nudi e aver cercato di riaddormentarmi mi devo accorgere che:
-“Fausto…”
-“Si?”
-“Manca anche il frigo….”
-“#@$%***!!!”
?
Perche’ tutto cio’? Perche’ non siamo rimasti in Australia? Perche’…?

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La pappa col pomodoro

Stanley, Sabato 29.1.00

L’offerta della ristorazione Tasmana e’ ricca e di qualita’. I cibi delicati e dai sapori veraci di coltivazione sane, preparati da mani esperte e pazienti, accompagnati da vini che non hanno nulla di invidiare ai piu’ rinomati cugini europei, deliziano gli avventori dei numerosi ristoranti e trattorie tipiche nei quali regna un’atmosfera cordiale, rilassata e amichevole….a patto chesi arrivi prima delle 20:00 (perche’ dopo e’ tutto chiuso).
Ieri sera, all’oscuro di questa regola, abbiamo girato per Stanley une mezz’oretta prima di decidere dove mangiare. Purtroppo la mezz’oretta e’ finita proprio alle 20:00. Delle tre alternative a disposizione (un self-service, una teke-away e un ristorantino romantico), ci e’ dunque rimasta solo l’ultima che si e’ rilevata la peggior esperienza ristorativa di questo viaggio. Per dare un’occhiata al menu siamo entrati e dal momento in cui i nostri sguardi si sono posati sul listino che affiggeva solo prezzi a due cifre abbiamo capito che saremmo dovuti andarcene. Ma era troppo tardi…il proprietario ci aveva gia’ invitato a sedere e tre larghe signore si erano girate verso di noi. Bisogna dire che il locale conteneva in tutto otto tavoli e che niente di quello che avremmo detto sarebbe potuto sfuggire alle orecchie avide di novita’ di quelle signore. Una battuta del proprietario che si scusava per la propria pronuncia impastata: “Ho appena bevuto del whiskey irlandese!”, ha fatto ridere le tre signore e ci ha fatto capire di essere in trappola. L’unico piatto compatibile col nostro budget era “La zuppa del giorno” e cosi’ ho chiesto che zuppa fosse, sempre sotto lo sguardo attento e compiaciuto delle signore.
-“Zuppa di pomodoro”, ha risposto deluso il proprietario, che ormai aveva capito con chi aveva a che fare.
-“E’ buonissima”, ha detto una delle tre, con tempestiva conferma delle amiche.
-“Grazie”, abbiamo detto noi chiedendoci se ci avrebbero guardato anche durante tutta la cena.
Avete mai visto una pizza cruda? Avete mai assaggiato il sugo che ci si mette sopra? Pelati triturati, cipolla cruda e un po’ di funghi, crudi anche quelli. Sulla pizza e’ eccezionale, calda nel piatto un po’ meno.
Se poi il pane te lo portano alla fine, e non puoi nemmeno nascondere il gusto di pomodoro crudo caldo, allora e’ una sofferenza.
Concentrati su altri pensieri per permettere allo stomaco la digestione senza rigetto, siamo stati interrotti dalla signora:
-“Where are you from?”
-“Italy…”
-“Ah, allora la zuppa deve proprio esservi piaciuta”, dice una (sempre in inglese)
-“Eh si, aveva un tocco italiano, no?” dice l’altra.
Mentire o non mentire? Verita’ o menzogna? Ragione o sentimento?
-“Eh si, proprio buona…arrivederci”
-“Arrivederci, buon divertimento”
Per il resto immaginatevi una cittadina da Far West e, al centro della strada, due ragazzi che camminano, lentamente, verso il tramonto, col viso
sferzato dal vento freddo e nei loro occhi tristi riflessi di immagini di un passato felice a St. Kilda, Melbourne, dove il calore della sera, le luci
dei locali e le risate di belle ragazze sedute ai tavoli all’aperto scaldavano il cuore.
-“Se poe anticipar a data del rientro in batteo?”
-“Boh, spero de si’. Doman provemo va’….”

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