L’upgrade delle religioni

Recentemente il mio cervello ha sfornato la risposta alla domanda che ci assilla da decenni: che ne sarà delle religioni?

Alcuni dicono che sono perfette e immutabili (anche se raramente lo dicono di tutte, di solito solo della loro).
Altri sostengono che sono  causa di guerre, arretratezza e problemi alle ginocchia, per cui se l’uomo deve evolvere, spariranno come un brutto sogno.

Io di solito me ne sto zitto e aspetto, ma la mia metafora delle religione come sistema operativo che gira su di un codice macchina comune, mi ha illuminato.

Ora inginocchiatevi, unite le mani in preghiera, chiudete gli occhi in maniera pia e ascolate la mia verità:

Le religioni faranno un upgrade.

Alleluja

Se é vero che lo scopo delle religioni é fornire un’interfaccia per comprendere e gestire gli aspetti spirituali della vita, questo vuol dire che:

  • Se spariscono restiamo senza interfaccia. E’ come dire che se Windows non ti piace, allora te lo tolgo. Vai di riga di comando.
  • Che si devono adattare se vogliono sopravvivere.

Come si adatteranno?
Non lo so, ma posso immaginare alcuni modi,  in base appunto ai problemi che hanno:

  • Eliminazione dei dogmi:  sono delle premesse “hard coded”, scritte nel codice, che una volta messi alla prova del tempo, diventano scomode e imbarazzanti. L’infallibilita’ del Papa é una boiata, sarà servita nel medioevo per motivi a me sconosciuti (non ho voglia di cercare in wikipedia) ma adesso é, appunto, imbarazzante e non riescono più a togliersela di dosso. Quindi, via i dogmi e usiamo qualcosa di più dinamico, delle variabili globali per esempio.
  • Relativizzazione delle “storielle”: costringere l’utente a credere che il Desktop (la scrivania) sia una vera scrivania é assurdo. E’ una metafora che ci faceva sentire a nostro agio nel 1980 perché prima lavoravamo solo sulle scrivanie. Oggi non serve più perche’ siamo abituati all’ambiente virtuale. Idem per le storie di grotte, asinelli e spiriti santi. Non servono e sono rischiose perché poi c’é chi ci crede davvero.
  • Open Source: se accettiamo che é tutta una metafora e ha un suo senso, allora lasciamo che chiunque ne possa scrivere una. La competizione e la collaborazione renderanno la religione uno strumento migliore.
  • Gratis:  non esiste che per avere accesso ai servizi della religione dobbiamo per forza mantenere un clero parassita. Ci saranno persone che vorranno dedicare la loro vita a questi servizi e vivranno di lavoro o elemosine. E se non ho i soldi per una cerimonia, me la posso organizzare in casa. Cio’ che conta e’ la cerimonia, come rito di passaggio, non che ci sia un prete scaricato dall’App Store a pagamento. Va bene anche un manuale in PDF, l’importante é il contenuto.
  • Permessi in lettura e in scrittura: finora l’uomo ha sempre e solo letto i testi sacri. Nessuno li ha mai scritti. Questa e’ un’ovvia balla, perché qualcuno li ha pur scritti, no? Quindi chiunque deve poterne scrivere di nuovi e in quanto tali non saranno sacri. Voglio poter prendere la Bibbia e farne una mia versione. Se lo scopo non é arruolare fedeli ma cercare di spiegare a modo mio il mondo spirituale comune a tutti, l’idea non é  bislacca come puo’ sembrare.
  • Dio senza esclusiva: qualsiasi personaggio che dice di essere portatore della parola di Dio sarà ascoltato. Ma se qualcuno dice di essere il portatore unico della parola di Dio sarà frustrato sulle chiappe con rami di ulivo mentre ascolta la Pausini. Non merita di meglio. Appena passa questo concetto ecco che se c’é un Dio, sarà quello di tutti. E se non c’é, pazienza. Lo scopriremo da morti.

 

O forse si andrà in una direzione alla Apple: l’esperienza religiosa umana che é concepita assieme alla sua esperienza materiale (hardware e software assieme) per cui tutto funzionerà bene, ci saranno domande a tutte le risposte e in caso di problemi si va alla Chiesa Apple Store. Il che é abbastanza simile alla situazione attuale nel cattolicesimo, ma in questo caso é come se gli Apple Store vendessero computer del 1992, per cui un upgrade pesante ci vorrà comunque.

In qualsiasi direzione si vada, le cose funzioneranno meglio e quando per esempio qualcuno morirà, avremo una risposta più soddisfacente, che ci permetterà di accettarla meglio e continuare a vivere la nostra vita.

Non il bordello di oggi.

 

 

 

Una risposta a “L’upgrade delle religioni”

  1. Se ti interessa, Dawkins ha trattato in maniera molto comprensibile (e divertente da leggere) tutta la questione delle religioni viste come memi in “The God Delusion”. La teoria dei memi spiega l’evoluzione delle idee (mutazione, diffusione) come se fossero soggette a un sorta di selezione darwinista.

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