Rogito ergo sum?

l'iCafon

Eccoci tornati da due mesi a Fuerteventura.

Vi risparmio i vari commenti tipo “il sole e il vento che dominano l’isola sono lì a ricordarci che é nel nulla che l’uomo si ritrova” oppure “mentre camminavo per la strada principale di Corralejo ho capito che la cultura spagnola porta un retaggio africano” o altre cose del genere che potete trovare in tanti altri blog di viaggio.

A Fuerteventura non c’è praticamente niente degno di nota a parte alcune belle spiagge, degli scenari relativamente drammatici (che però stancano abbastanza presto) e  turisti in cerca di sole e tranquillità.
Sul livello culturale del turista medio vi basti sapere che i sombreri messicani vanno a ruba.

Ma a me piace così, proprio per il suo vuoto quasi assoluto.

Se esiste una strada verso il nulla, questa passa di sicuro per Fuerteventura, ed é bello ogni tanto staccare dalle mille cose che si potrebbero fare oggi alle due cose che si possono fare ma una non si può perché non ci sono onde per surfare (e manco lo so fare).

Mi spiego. In Italia, o altrove, ti alzi la mattina a vai a lavorare, per cui il problema del “what do you want to do today?” é risolto.
Ma per chi ha delle alternative come me, la cosa non é semplice.

Ultimamente lavoro parecchio (padano DOC) e quindi alla domanda “che fai oggi” rispondo sempre più spesso: lavoro, ostia.

Il problema é che ho alternative.
Nulla mi vieta di dire “no, oggi vado a fare fotografie” o “mi vado a fare un giro”, “mi rileggo i Fratelli Karamazov e tento di scoprire la chiave del genio di Tolstoj che se ce la faccio scrivo un romanzo migliore” ecc…

e quindi la scelta “lavoro” spesso é anche accompagnata da un certo senso di colpa perché chissà se alla fine della giornata ne é valsa la pena…forse potevo battere Tolstoj oggi e invece ho scritto una specifica per un Modulo di Contatto.

Azz…

Ma come? Non eri tu quello che diceva di lavorare meno e viaggiare?

Ecco il mio dissidio interiore.

Ma a Fuerteventura il problema non si pone.
Se non lavori diventi un Canario o uno dei tanti personaggi alla deriva che popolano l’isola.

Ma non é di questo che volevo parlare, era solo l’introduzione e mi sono lasciato andare.

Volevo parlare del concetto di casa.

LA CASA

La pizza focaccia di Lek. Anche in affitto si può mangiare la pizza.

In questi mesi ho iniziato a giocare con un concetto e ci ho riflettuto un pò, per cui adesso volevo condividere lo stato della mia riflessione.

Siamo abituati a pensare alla casa come un punto di arrivo: uno nasce, cresce, impara, studia, trova un lavoro, mette via dei soldi e nel giro di qualche anno si compra la casa.
Ora che ha la casa é al sicuro, al riparo dalle intemperie e se dovesse succedere qualcosa almeno un tetto sotto il quale stare ce l’ha.

Non fa una grinza.

Io ho sempre accettato questo concetto senza discuterlo.
Semplicemente ho spostato più avanti il momento in cui avrei iniziato a mettere  giù il primo mattone perché anch’io voglio un tetto sotto il quale stare quando sarò vecchio e stanco (tra due anni se continuo così).

Mi sono quindi preso un periodo di ferie dal “lavorare per farsi la casa” e mi sono limitato a lavorare per sopravvivere, anzi vivere.

E ho vissuto, bene. Anzi, benissimo.

Il problema é che non mi sono stancato di vivere e mi costa troppo rinunciare a quello che ho per iniziare a farmi la casa.
Un altro problema é che la casa é per chi ha deciso di vivere per sempre in un solo posto.
E io quel posto non l’ho trovato (e manco cercato).

Questo é il momento in cui l’articolo dovrebbe andare verso le dissertazioni psicologiche profonde e illuminanti alle quali vi ho abituato in questi anni.
Ma vi devo deludere: vivo un momento materialista e vi parlerò di soldi.

GLI SCHEI

L'emozione impagabile di raccogliere fichi d'India a mani nude

Quanto costa una casa? Ovviamente la cosa é variabile ma diciamo che la casa giusta per me, qui in Italia, sta sui 200.000 euro.
Ok, quindi, per avere una casa mia dovrei lavorare per circa 20 anni pagando un mutuo.
Giusto? Forse no, ma che siano 15 o 30 non importa.

Perchè non dedicare quei 200.000 euro all’affitto itinerante, cioè spenderli in affitti di diverse case in giro per il mondo?

Con affitti che vanno dai 200 ai 1000 euro a seconda del paese, diciamo che dedicando 500 euro al mese, quindi 6000 all’anno, sono coperto per circa 33,33 anni.

Svantaggi:

1) Alla fine non ho una casa.
Mi preoccupa poco quello che potrò avere alla fine. E’ la fine.
Il discorso poi di lasciare una casa ai figli é un mito.

L'incredibile idiozia del raccogliere fichi d'India a mani nude

Ai figli é meglio non lasciare niente.
Il successo e la felicità dei figli non dipende dall’avere una casa garantita quando se ne vanno i genitori.
Anzi, é un motivo in più per prendersela comoda e spesso risulta in caratteri meno forti e determinati.
Un figlio diventa uomo quando inizia a capire che se la deve cavare da solo.
Se alla fine delle scorribande giovanili sa che c’è  la casetta di papà che lo aspetta, é meno incoraggiato a fare quel salto psicologico necessario per uscire dalla dipendenza.
Quanti ne ho visti di  sfigati dell’ “adesso mi diverto, poi quando i miei schiattano sono a posto”.  Che tristezza.

Inoltre, quando compriamo una casa, pensiamo che sia per sempre, mentre é semplicemente un affitto fino alla morte.
Quello che succede dopo non é rilevante per chi la casa la compra.

2) Non ho un luogo dove lasciare le mie cose, una base dove tornare.
E’ un problema oggettivo. Vedremo di avere meno cose.

Vantaggi:

1) Vivo dove voglio.
Una cosa é abitare a Campodarsego dietro il distributore  tutta la vita e un’altra é abitare a Ubud, Playa del Carmen, Praga, Parigi, Scorzè,  Ko Phan Gan, Perth ecc…..
Questo, in termini puramente economici, significa un miglior rapporto qualità-prezzo sulla spesa per l’alloggio.

2) Posso seguire le opportunità.
Una casa è una sicurezza ma anche un impegno. Se voglio andare per qualche mese a vivere a Shanghai perché c’é un’interessante opportunità lavorativa, o mi sono messo in testa di imparare il cinese, ho il problema di come gestire la casa mentre sono via e il tempo e l’energia necessarie per risolvere il problema potrebbero farmi perdere l’opportunità.

Il poter seguire le opportunità, la mobilità, inoltre ha un effetto  positivo anche da un punto di vista materiale e professionale, che si traduce in un vantaggio economico.

LE COSE CHE NON HO DETTO

Ora, come accade spesso, verrò accusato di tutto.

Metto quindi le mani avanti: sono solo pensieri più o meno spontanei che hanno probabilmente come obiettivo il mettere un pò di ordine nella mia testa. Sto cercando di elaborare uno stile di vita poco collaudato, e non ho molta letteratura a disposizione.

Questa é una sezione nuova, credo necessaria nei blog, perché spesso molta gente che commenta non ha nemmeno letto tutto l’articolo o io non ho approfondito abbastanza alcuni concetti.
Non ho detto che:

  • Dovete fare tutti così. Sono trip miei che condivido con voi.
  • Se vivete a Fuerteventura siete alla deriva o Canari.
  • I Canari sono cattivi. E’ brava gente che vive tranquilla. Li ammiro.
  • Una casa in veneto costa 200.000 euro e ci vogliono 15 anni di mutuo. Sono esempi senza valore scientifico.
  • Farò così. Non ho idea di cosa farò
  • Se i vostri genitori vi lasciano la casa siete degli sfigati. Siete fortunati, fate in modo di meritarlo.
  • Campodarsego sia un brutto posto dove abitare, era solo un esempio con un nome che suona abbastanza da campagna veneta.

E ADESSO?

Praga, dove staremo un mese.
Non vedo l’ora.

Lek in giardino

21 risposte a “Rogito ergo sum?”

  1. Non fa una grinza. Però, vivendo un mese a destra e uno a manca, dove fai andare a scuola i figli?
    Diciamo almeno per i primi 16-17 anni di vita, poi possono decidere da soli cosa fare…
    Mandarli in collegio da qualche parte è un ulteriore costo, molto gravoso. Quindi andrebbero portati a giro… ma i diversi sistemi di istruzione? oppure è il genitore il precettore dell’emilio?

    Così, giusto per aggiungere una riflessione

  2. tra le cose che non hai detto, non hai citato se sei ancora alle prese con le spine del fico d’india..

    Una cosa vorrei chiederti sul concetto di casa, perche’ dal mio punto di vista la casa rappresenta anche il luogo dove far crescere i propri figli e dar loro un’educazione; come affronteresti questa situazione? Insegneresti alla tua prole uno stile “gypsy”?

  3. In effetti, di tutti i vincoli, veri o presunti, che condizionano la nostra vita, quello di gran lunga più potente è un figlio (figurati se ne hai più d’uno). Ed è difficile capirlo, fino a quando non ci si trova col moccioso tra i piedi; niente può essere come prima.
    Quindi: niente figli, non comprare assolutamente casa. Se ne hai, esistono mille modi di cavarsela anche senza comprare casa: solo in Italia il mercato degli affitti è marginale, ma non credo che sarà così per sempre.

  4. Condivido i pensieri del grande Luca… sono eternamente combattuto tra la mobilità e il pensiero del tetto sicuro. Per ora vince la mobilità… il vero problema che qua non hai affrontato sono i traslochi.

    Io ne ho fatti cinque in cinque anni e fra poche settimane arriva il sesto… non è vita facile, ma impari a vivere con poca roba, ben selezionata (e a riempire la cantina dei tuoi genitori di cose inutili…).

    Buona Praga Grande Guru.

    Rock on!
    Gio

  5. fuerteventura e’ un luogo desolato e desolante e io l’amo proprio per questo..

    e’ stato bello vivere con voi, con le focacce di lek con il ticchettio delle tue rapide dita sulla tasteria mac, alla prossima isola!

  6. i figli vivono anche senza casa, per me un figlio gipsy non sarebbe affatto male, molto più sveglio della media biancorossoverde

  7. Mmmm… permettetemi di fare un’osservazione.

    ——————————————–
    Vuoi comprarti una casa?
    Bene!
    Paghi 200.000 euro e te la compri.

    Non vuoi comprarti la casa?
    Tranquillo… questi 200.000 euro li usi affittando diverse case in diversi posti e sei a posto per 30 anni.
    ————————————-

    Il discorso non fa una piega… ma e’ valido solo se hai 200.000 euro in contanti!
    In quel caso e’ ovvio che puoi permetterti di vivere affittando casa dove ti pare.
    Ma se i soldi non ce li hai, mica puoi andare in banca a dire “Mi prestate 200.000 euro che li dovro’ spendere in affitto nei prossimi 30 anni?”.
    A quel punto scatterebbe la sagra delle pernacchie….!!!!

    Insomma, il tuo ragionamento e’ giusto ma poco applicabile alla vita di una persona “media”….

    Dario

  8. Aggiungo: quindi, se vuoi campare in case affittate sempre in posti diversi, nel caso in cui non hai 200.000 euro cash, dovresti avere lavori sempre in posti diversi… praticamente impossibile per il 98% delle persone.
    Se hai un posto di lavoro fisso in un determinato luogo, sei costretto a rimanere li’…

  9. tutto perfetto Luca.

    Aggiungo,una cosa, o uno spunto da buon Veneto (anca mi’!)

    Pagare un mutuo vuol dire ogni mese mettere dei soldini in un recipiente migliore di una banca…poiché poi,finito il “mutuaggio”, ti ritrovi con un bel gruzzoletto, non tanto da lasciare (come tu dici giustamente e come ho fatto io) ai figli che è giusto che si sbattano anche loro (echeccazz)…bensi’ da usare come rendita,vedi affitto che puoi sempre a tua volta rigirare per pagare il tuo “affitto all over the world”.Ne vien fuori l’affitto gratis vitanaturaldurante + capitale immobile.

    a parte questa mia idea personale sono d’accordo su tutto con te.

    sawasdee krap!
    🙂

  10. Bell’articolo, Luca, ne sentivo un po’ la mancanza di pezzi così. Ti faccio un paio di critiche costruttive (va da sé che dove non critico, approvo; oltretutto anche io ho un piano segreto per evitare il problema casa, associato ad una situazione di lavoro appropriato che magari non riuscirò a bilanciare).

    – lasciare la casa ai figli è una cosa buona. Il tuo ragionamento contrario, in questo caso, mi sa di dissonanza cognitiva
    (http://it.wikipedia.org/wiki/Dissonanza_cognitiva) stile la volpe e l’uva: siccome non posso lasciare la casa, tanto meglio saranno più forti etc etc. Tanto vale on lasciargli un cazzo, cosa che secondo me è sbagliata: sta a te educarli in modo che siano forti, questo mondo di stronzi è già duro a sufficienza senza dare penalità aggiuntive. Se fai la scelta di non lasciargli la casa, ovvio, non sentirti egoista, è solo una scelta, non hai bisogno di cercare giustificazioni come hai fatto, secondo me, arrampicandoti sugli specchi (te lo dico con rispetto, eh).

    – sfigato chi eredita la casa. Perché è automaticamente un mollacchione. Allora sfigato chi nasce nel ricco occidente e può permettersi di inventarsi di vivere viaggiando o studiare ingegneria (mi autocito per far pesare l’esempio). Sfigati tutti? O forse stai facendo un ragonamento privo di senso?

    Baci,
    S.

    (PS non ho letto gli altri commenti, ma il pezzo sì, tutto)

  11. Argomento tosto Luca. Peccato leggere il tuo post solo ora, sarebbe stato un’ottimo argomento di discussione “live” nei momenti di cazzeggio degli ultimi due giorni 🙂

  12. @Mago: “Però, vivendo un mese a destra e uno a manca, dove fai andare a scuola i figli?”
    Ci si può fermare in un posto durante il periodo scolastico e spostarsi durante l’estate.
    “Mandarli in collegio da qualche parte è un ulteriore costo”
    non é detto che costi più che in Italia, anzi.
    “ma i diversi sistemi di istruzione?”
    non è detto che diversi sistemi di istruzione siano negativi, anzi.
    ” oppure è il genitore il precettore dell’emilio?”
    potrebbe essere.
    Comunque diciamo che non ci ho pensato. Il problema si porrà tra minimo 6 anni (quando i bimbi iniziano la scuola).

    “Insegneresti alla tua prole uno stile “gypsy”?”
    non lo so. Così a pelle non credo che un figlio che viaggia si rincoglionisca, anzi.

    @Francesco
    una delle cose che ho notato è che in Italia siamo particolarmente bravi a far dipendere tutto dai figli. All’estero di solito mi sembra che i genitori restino al comando.
    Comunque, un’altra delle cose che non ho detto é che ho già teorizzato il come vivere con un moccioso 🙂
    ci penserò quando arriva.

    @Giò
    ” il vero problema che qua non hai affrontato sono i traslochi.”
    si, dicevo che se manca una base, è più complicato, ma se la tendenza é avere “less stuff”, tanto meglio, non ci serve.
    O se uno deve rinunciare a un sogno perché non sa dove lasciare la roba, é meglio che ammetta la sconfitta di fronte al materialismo.

    @valeriatripmaitrop
    alla prossima isola! Stavolta tocca a noi fare da apripista 🙂
    Bayles everyone!!!

    @andrea
    i bambini, almeno mi pare, hanno bisogno di meno cose di noi. Almeno fino a che non li addomestichiamo al consumismo.

    @Dario
    “Il discorso non fa una piega… ma e’ valido solo se hai 200.000 euro in contanti!”
    lavoro online, non mi servono in anticipo. Basta che ci siano mese per mese.

    “Insomma, il tuo ragionamento e’ giusto ma poco applicabile alla vita di una persona “media”….”
    no, direi che se una persona fa questa scelta non è più nella media.

    @Stranotipo
    “e se invece di una casa fosse un camperone?”
    ogni tanto sarebbe bello anche farsi qualche mese in camper!

    @Thaifell
    “poiché poi,finito il “mutuaggio”, ti ritrovi con un bel gruzzoletto,”
    si, se si riesce a fare sia mutuo che affitto.
    Comunque per me le case sono troppo care rispetto al loro valore.
    E il prezzo esorbitante deriva dal valore esagerato che diamo al concetto di possederla.

    @ParkaDude
    “dissonanza cognitiva”
    non mi spingerei così in là nell’analisi della mia mente malata 🙂
    non ho detto che non lascerò la casa ai figli per proteggerli dall’essere sfigati, ma che se decido di non comprare una casa, non soffrirò di sensi di colpa e che anzi, é probabilmente meglio anche per loro.

    “sfigato chi eredita la casa. Perché è automaticamente un mollacchione”
    mi sa che non hai letto bene cosa ho scritto: “NON HO DETTO CHE Se i vostri genitori vi lasciano la casa siete degli sfigati. Siete fortunati, fate in modo di meritarlo”
    Ok, ho ingrandito nell’articolo la parte “non ho detto che”, evidentemente sfugge,

    @Ceres
    Si, magari mentre ci perdavamo per la Svizzera causa del TomTomski 🙂 aahhaha!!!

  13. “Comunque per me le case sono troppo care rispetto al loro valore.
    E il prezzo esorbitante deriva dal valore esagerato che diamo al concetto di possederla”
    Quoto al 100%. Siamo noi che determiniamo il costo altissimo degli immobili, accettando di firmare mutui assurdi.

  14. Ahah, dopo questa frase tv e giornali annunciano che Luca avrà 2 gemelli! Secondo me invece quel “minimo” smentisce.
    Sì, argomenti di discussione molto interessanti, sarebbe stato bello parlarne con voi gente “diversa”.

  15. Salve sono nuovo di questo blog e lo trovo molto interessante……
    Non se ne fanno figli se si decide di fare una vita cosi…diversa…
    e tutto diventa molto piu semplice…..

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