Vivere a Bali > le cose brutte (parte seconda)

Porchetti in Bagno di fioriMi riallaccio al post Vivere a bali > I soldi (parte prima) e alla brutta esperienza di Fulvio per scrivere questo articolo, che avevo promesso tempo fa.

Bali non è un paradiso. E’ un’insieme di cose belle di cose brutte, come qualsiasi altro luogo sulla terra.
Bali però, viene venduta come un paradiso, e vende bene, per cui spesso genera aspettative troppo alte.

In effetti riesce  anche ad esserlo, un paradiso, in due modi:
1) Per il turista danaroso che si spara due settimane in un piccolo Matrix su misura e al quale gli agenti del politburo fanno vedere solo le cose belle. Una specie di Villaggio Potemkin capitalista.
2) Per chi, come me, ha la fortuna di conoscerla bene e sa come evitare al massimo le cose brutte e godersi al massimo quelle belle.

Ciò che scrivo può essere utile sia a chi ci va per poche settimane che per chi ci vuole restare degli anni, ma io mi rivolgo a chi vuole vivere a Bali qualche mese, perché é quello che ho fatto io.

Quindi, vediamo le cose brutte di Bali: Leggi tutto “Vivere a Bali > le cose brutte (parte seconda)”

Im Memoriam Bali

Surf Estremo

Recentemente ho scritto un articolo in cui mi dichiaravo novello Semi Residente, solo per poi, qualche giorno dopo, rendermi conto che la mia “carriera” di sbandato era iniziata proprio come tale negli anni 90.
Dopo una brillante carriera di 6 mesi alla facoltà di Filosofia a Venezia e un 30 e lode nel primo esame di Pissicologgia (condiviso dal 95% delle altre marticole),  decisi che era meglio chiudere in bellezza con un’ottima media (30 e lode appunto), piuttosto che incamminarmi verso quattro o cinque anni di studi su Platone, Aristotele e una futura occupazione come  segretario di una scuola superiore del veneziano.

In realtà le circostanze del mio abbandono degli studi erano legate  a problemi finanziari in famiglia. Ricordate la crisi dei primi anni 90? Ero a Monaco di Baviera per un mesetto a caccia di femmine dell’Est (e occasionalmente dell’Ovest) con la scusa di Taizé, quando mia madre mi chiamò per dire che i soldi che avevo messo via per tornare a Londra erano stati usati per le bollette.

Fu così imparai il tedesco e iniziai la mia carriera in albergo. Leggi tutto “Im Memoriam Bali”

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