Il Che 2.0

tripmatrixBangkok, 17 Settembre 2009.

Stamattina ci siamo alzati tardi, 10 e mezza, e prima di mettermi al lavoro sono dovuto scendere a bere un bel cappuccino.
Mentre lo bevevo, seduto all’aperto, passavano mandrie di ragazzini e ragazzine usciti da scuola in anticipo (pare sia un giorno di festa).
Erano tutti in uniforme, divisi in piccoli gruppi e sembravano felici, come lo sembrano sempre gli adolescenti, anche in  quell’età difficile spesso sono disorientati.
Oltre agli sconvolgimenti ormonali, al vedere il proprio corpo che cambia, al cercare di capire se sei bello o brutto ecc..é un età in cui sei disperatamente alla ricerca di accettazione da parte del gruppo.
Non vuoi essere diverso, vuoi essere uguale, e quindi riduci gli aspetti più visibili della tua personalità e ti adegui al minimo comune denominatore.
Immagino faccia parte di un sano processo della crescita, quello di sentirsi parte di un gruppo, per cui, fin qui, niente di male.

Mentre riflettevo pigramente, la caffeina entrata nello stomaco, cominciava pian piano a salire al cervello e quando lo ha raggiunto in massa é iniziata l’accelerazione del pensiero, che  mi ha dato per un attimo una prospettiva diversa.
Ho visto questi ragazzini indifesi come le vittime perfette del Matrix.
Il “Matrix” é un termine ormai desueto (il film é del 1999), ma comunque più adeguato del “la Società”, che fa troppo anni 60, Woodstock e futuri sinistroidi affluenti gridare slogan rivoluzionari prima di essere riassorbiti dalle società stessa e diventarne parte integrante e conservatrice.
Il termine “Matrix” é più adatto, perché esprime bene la sensazione di muoversi liberamente, ma di farlo entro limiti ben precisi, intoccabili e invisibili.

Quindi, vedo questi ragazzini in uniforme bianca e blu, perfettamente ricettivi a qualsiasi istruzione di conformità.
Appena usciti dall’infanzia dove “questo non si fa” e “questo non va bene”, cominciano ad essere responsabilizzati in maniera più sofisticata. Gli si dice che devono decidere della loro vita e gli si indica una strada: dovete studiare, prepararvi a una professione, poi lavorare cinque giorni alla settimana dalle 9 alle 5, mettere da parte dei soldi, comprare una casa, riprodurvi e insegnare ai figli quello che avete imparato voi, in modo che vi possano sostituire quando voi non ci sarete più.
Gli si dice che sono liberi di decidere, ma entro certi limiti.

La cosa é particolarmente evidente in Thailandia (e in Asia in generale), dove il conformismo arriva a dei livelli frustranti, ma vale un pò in tutto il mondo.
In nessun paese la società incoraggia l’individualismo, perché sarebbe come se un sistema operativo generasse solo eccezioni, senza essere in grado poi di gestirle.
Ogni eccezione, ogni persona con un’idea diversa, é un pericolo latente per un sistema.
Sappiamo bene però che esso cresce e si rafforza solo grazie alle persone fuori dagli schemi, alle idee rivoluzionarie e alle azioni insensate.
Senza di quelle, il sistema pian piano muore.
Ne é prova la superiorità tecnologica e finanziaria dei paesi meno autoritari, in particolare del mondo occidentale.
Il fallimento dell’Unione Sovietica é stato in gran parte dovuto al fatto che il sistema soffocava sul nascere il pensiero libero e l’iniziativa individuale.
Quindi il sistema stesso si rigenera e si rafforza proprio grazie a quello che teme: l’eccezione.
(la stessa cosa vale per l’arricchimento del patrimonio genetico di una specie…vedi “l’elogio dell’imperfezione” della Montalcini)

Ci troviamo quindi di fronte a due categorie di persone (prendo a prestito una definizione di Manu):
– I System People
– I Non System People

E’, come tutte le generalizzazioni, poco precisa perché ovviamente ci sono persone che fluttuano tra i due estremi, ma riesce a evidenziare come ogni individuo possa essere definito in base al grado di conformità al sistema.

Io stesso non mi considero un puro Non System People, perché ne faccio parte in vari modi, non ho rifiutato il sistema, non vivo (ancora) in una tenda in un ostello di George Town (chi legge il Monkey mi capirà) e mi limito, come una iena plinskins, a mordere il cadavere delle vittime, quando il leone guarda dall’altra parte.

Ora, il Matrix fa il suo dovere, per cui non lo si può biasimare più di tanto: é un organismo vivente che ha come obiettivo primario la propria conservazione, per cui é organizzato di conseguenza.
E, come accennato, i Matrix migliori, tollerano l’individualismo, perché ne vengono rafforzati.

Ma restano comunque Matrix: sistemi altamente sofisticati che non possono essere visti dall’interno, che riescono ad annullare ogni percezione della loro esistenza agli individui che ne fanno parte.

Quando ormai il cappuccino era finito e iniziavo a raccogliere la poca schiuma rimasta ai lati della tazza, ho pensato al mio progetto di Business Online e mi sono chiesto: vuoi vedere che questa cosa, iniziata come una semplice idea di business, non diventerà una specie di missione alla Che Guevara?
Una lotta per la libertà di altre persone?

Oggi, nel 2009, che senso ha andare nella giungla con un gruppo di rivoluzionari e cercare di combattere il governo?
E’ il governo che non ci rende liberi oggi?
No, siamo noi stessi. E’ il nostro adeguarci alle regole e il non vedere una via d’uscita da un fai-un-lavoro-che-non-ti-piace-compra-cose-che-non-ti-servono-e-soprattutto-non-ti-fermare-a-pensare.
Il governo ti fa fare quello che vuoi. Te ne puoi andare domani se vuoi, hai Euro, non rubli, il passaporto te lo rilasciano quando vuoi e come ha dimostrato il Monkey (again), con 2500 euro puoi stare in giro 10 mesi e visitare 13 paesi, quindi sono tutte scuse quelle che trovi per stare a casa: é pura paura, instillata quotidianamente sotto la tua pelle in 20, 30 anni di Matrix.
Non te ne fare una colpa, ma almeno prendine coscienza.

Ovviamente non diventerò mai un Che, né lo voglio essere (non mi sta bene il baffetto), e continuerò a combattere solo per me stesso, immerso in quell’egoismo cronico che é la base stessa del capitalismo.

Ma se come, effetto collaterale, avrò indicato una strada e forse aperto una porta ad alcune persone che poi hanno realizzato un sogno, sarà comunque una soddisfazione e avrò forse ritrovato il gusto di essere un diverso.

12 risposte a “Il Che 2.0”

  1. Tu una strada me l’hai aperta, pian piano mi ci sto incamminando, magari un giorno ti raggiungeró, intanto buon viaggio a te!

  2. Ciao Luca…bel Post complimenti….fai sognare…
    ma secondo te se in paesi come quelli in cui ti trovi ora come in un videogame avessero avuto le chiavi della porta di accesso bloccate…
    e fossi rimasto bloccato in una dimensione “Kyrby Italiana” come la definisce il monkey….cosa ti saresti inventato?
    ti ci vedi in una situazione simile…te lo sei mai chiesto?
    ciao gio….quello del Bit 2006 assieme al cujo!

  3. Ciao Luca,
    ho letto il tuo ultimo post e devo dire che ci hai preso in pieno, è ora che tu prenda coscienza di quello che sei e che sei diventato per un bel pò di gente: Neo di Matrix, il Che (qui il mio cuore si gonfia ) o, per come ti vedo io, Cristoforo Colombo ( e non ridere 🙂 ).
    E’ così !
    Sicuramente anche altre persone in passato avranno fatto le scelte di vita che hai fatto tu, ma senza la condivisione delle proprie idee ed esperienze sulla rete…
    Che uno poi decida di abbracciare la tua filosofia in toto, lasciando il lavoro e partendo, o rimanga in seno a Matrix perchè vincolato dai tentacoli delle proprie responsibilità è , secondo me un fatto marginale, e riguarda solamente il bilancio del percorso di vita individuale.

    Quello che veramente conta è la consapevolezza del proprio status, ovverosia dare la giusta collocazione e valore alle situazioni che ti ruotano intorno.

    Non farsi mangiare l’anima dal sistema.

    Io certe dinamiche le avevo già intuite, Matrix è molte cose ma fondamentalmente è un ladro di minuti, i minuti e le ore della mia vita.

    Matrix mi ruba il Tempo !

    Era solo un’intuizione lontana, poi un giorno sono finito nel tuo sito e… Cazzo !! Uno che parla il mio stesso dialetto ha aperto le manette , è salito su di una caravella ed è partito verso l’ignoto!
    Lo ha messo nel culo a tutti ( anzi,se lo è tolto 😉 )
    La testa mi si è aperta come un’anguria…
    Le persone come te sono veramente rare, dovrebbero farti senatore a vita della Libera Repubblica del Buon Vivere.

    Grazie Luca ![

  4. Un famoso scienziato (secondo alcuni fu Bertrand Russell) tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta, compia un’ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia. Al termine della conferenza, una piccola vecchia signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse: “Quel che lei ci ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga”. Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere: ” E su che cosa poggia la tartaruga?”. “Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto”, disse la vecchia signora. “Ma ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga!”.

  5. ti seguo da un po’ e ogni volta i tuoi articoli mi fanno ragionare molto… grazie per queste pillole! A gennaio vado in Malesia e ad aprile ho un biglietto per Bali.. se sarai ancora da quelle parti magari ci possiamo conoscere..

  6. Ma la smetta di importunare i bambini tailandesi con sta storia del Matrix!! Una volta davamo le caramelle, adesso mi tira di mezzo anche il Che Guevara? ma si vergogni! 🙂

  7. @Andrea: te sei avanti!
    @jo: mi sono perso. Dovrei trovare il post del Monkey. Me lo passi?
    @Alberto: non sono d’accordo. Sapere di essere in un luogo e lasciarlo è diverso dal rimanere. E la pressione psicologica é troppo forte….bisogna uscirne fisicamente.
    @Nad: due giorni che non dormo tentando di capire 🙂
    @giacomo: mi fa piacere!
    @Monkey: taci, manco in grado di prenotarmi un ostello a KL.

  8. “L’ignoranza è un bene” diceva il cattivo di matrix quando tradisce gli altri che sono riusciti a uscire da Matrix e aiuta le macchine a trovarli in cambio della possibilità di tornare dentro a Matrix e ritornare a viverci dentro senza la consapevolezza che esista. Si riferiva al fatto che se tu sei dentro un sistema, non le percepisci, non immagini nemmeno che esista, tu dentro quel sistema stai benissimo. Il problema è quando scopri che c’è altro quando inizi a trovare i confini della barriera invisibile, allora inizi ad essere insofferente a volere qualcosa di diverso a uscire dal matrix che ti ha cullato per tutta la vita. Perchè ci viene da uscire dal sistema quando “scopriamo” che esiste? No, non è perchè fuori il mondo è più bello; è per curiosità o per orgoglio (di non essere uno che si sottomette a un sistema, di non essere uno che si fa comandare dal matrix, per l’orgoglio di essere un individuo libero e indipendente) niente di più. La verità è che tutti e due i “mondi” hanno i loro lati negativi e positivi, e probabilmente se vissuto nell’ignoranza della sua esistenza il mondo dentro il matrix è di gran lunga più bello di quello fuori vissuto con la consapevolezza di quello che c’è dentro.
    La libertà non è oggettiva, è soggettiva, se ti senti libero sei libero se vivi la società che tu chiami matrix in maniera giusta puoi essere felice e libero senza andare alla ricerca di qualcosa di diverso. Morale della favola vivi e basta.

  9. L’immagine di Matrix a me rende molto anche per un’ altro motivo, quando il capo descrive a Neo quello che Neo prova: cosa c’è che non torna? Se resti da solo il sistema e i suoi anticorpi ti spingono a pensare che sono fantasie, che la strada è quella del “bravo ragazzo” che lavora, mette su famiglia ecc. A questo servono le comunità come questa, a sentire che ci si è preso in pieno e che non si è soli. Come funziona il sistema? Guardate questo video: http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301#

  10. Ciao, io trovo che Danz ci abbia azzeccato in pieno… Io sono uno che tanti problemi non se li è mai fatti, pensavo che la routine quotidiana faceva parte della vita di ciascun individuo e se vuoi costruirti un futuro stabile è d’obbligo, i miei amici, i miei familiari, le persone vicino a me vivono sotto quest’ottica e quindi credevo che era “normale” e non ci si può fare nulla.
    Poi navigando su internet leggo le vostre storie: Tripluca, Gionata, Daninviaggio, annosabbatico, giroviaggiando, ect ect…
    Mi si apre un mondo, la mia testa va nella confusione più totale e mi chiedo se il mio modo di vivere sia giusto; non ne sono più tanto convinto…
    Che scopo ha la vita se non segui i tuoi sogni? Ma d’altro canto se i tuoi obbiettivi nel tempo cambiano che fai? Fatto sta che sono ancora molto confuso, e credo lo sarò finché proverò a fare qualcosa.
    Insomma nella mia beata ignoranza e rassegnazione stavo meglio perché di problemi non me ne facevo. Non voglio assolutamente dire che dovreste smettere di fare blog, anzi mi fa molto piacere leggerli poiché imparo molte cose da voi 🙂
    Però mi avete fatto vedere che sono in una gabbia senza sbarre (ed effettivamente mi sento proprio così) , imprigionato all’interno delle mie insicurezze ed ho una voglia matta di uscire 😉
    Ciao a tutti!

  11. si è vero Danz e Hartur.. è proprio cosi’.. pero’ devo essere sincero.. io ci ho pensato molto.. ancora lo faccio ogni tanto.. Perche’ ho abbandonato un sistema dove male non stavo? Avevo tutto ma perche’ l’ho fatto?…. i siti come quelli del Tripluca e altri similari.. ti fanno vedere l’alternativa… ma credimi dal pensare, e sognare e poi arrivare a decidere davvero o comunque prima di accettare e conformarsi a una nuova idea, c’e’ di mezzo un oceano enorme!! quello che voglio dire è che avendo preso una decisione di tale portata a 33 anni suonati completamente vaccianato e adulto.. la mia decisione ha avuto una spinta molto poco condizionata da siti che diffondono idee del tipo ” sai che esista un’altra vita fuori da matrix?” Ho deciso veramente perche’ il mio malessere era dentro prima di conoscere il sito di luca.. e quando ho visto il sito di Luca ho provato ammirazione a chi gia’ ci era riuscito… ma se sono arrivato dove sono è perche’ ho conosciuto il sistema, l’ho provato abbondantemente, ci ho sguazzato dentro e ho visto tutti i lati positivi e negativi.. e alla fine ho deciso che proprio non fa per me.. e soprattutto non fa per me appartanere al Matrix lavorando per gli altri… non fa per me stare nel matrix al 100 per cento in quanto non sono capace di rispettare tutte le regole ivi contenute… e non sono cpace di vivere come gli altri si aspettano che vivi, o consumare come il sistema si aspetta che consumi.. e quindi vivo nel matrix. a modo mio, apprezzo i suoi lati positivi ma conduco una vita distaccata da quella che è basata sul consumismo a tutti i costi..insomma un tipo un po’ anomalo per fare parte del matrix… .. comunque penso anche che ogni tanto faccia bene uscire dal matrix.. altrimenti si rischia di essere assorbiti completamente da un sistema che non sempre ti fa del bene…

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