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Gili Trawangan, Lombok, 12 Ottobre 2002
Dev'esserci un Dio maligno che non mi vuole vedere surfista. Sono qui da 3 giorni e non si e' vista un'onda! La tavola giace in un angolo del bungalow di paglia e sembra che sorrida maliziosa contenta di non doversi sbattere.
La mattina mi alzo, vado a vedere le onde, vedo che non ci sono e vado a fare colazione. Ok, lo ammetto: la delusione e' sopportabile.
In alternativa ho assunto Azis che mi insegna l'indonesiano che magari non mi servira' a niente ma dicono sia facilissimo. Per un'ora gli do' un decimo di stipendio mensile come cameriere. Detta cosi ci faccio anche bella figura, poi se vi dico quanto gli do', un po' meno.
Comunque finora non ho imparato un granche' per colpa delle mandrie di svedesi che passano ogni 3 minuti e mi sconcentrano. 'Azz...non lo devo dire, poi tra qualche anno qualcuno mi scrive "sono andato alle Gili e non c'erano le tue fantomatiche svedesi, maledetto ecc...".
Tipo il messaggio di un certo Francesco che ho visto oggi:
"Caro Luca, sono stato a Bali, a Lombok e alle Gili, attratto dai tuoi fantomatici discorsi......beh...devo dire che di bello forse c'è stato solo il combattimento dei galli, che tu però (forse) non riesci neanche a organizzare, comunque, le feste delle Gili dove sono? e i fondali splendidi? Tutto corallo morto! E la gente? Ma sei stato a Bangsal su Lombok? Sembra di essere con la apartheid alla rovescia...e poi dici viaggio disorganizzato? e ti fai anche pagare? Ma torna in Veneto che forse li l (qui e' tagliato e non so cosa ha scritto)".
E pensare che lo stesso giorno Stefano se ne e' tornato entusiasta da una snorkellata e ha detto di avere trovato (a Trawangan) dei coralli piu' belli che alle Maldive. A volte bisogna cercare per trovare, non e' tutto compreso nel prezzo del pacchetto.
Il resto del messaggio non lo commento, sono le solite invettive che mi tocca subire, neanche mi avessero pagato per guardare il sito. Commentero' nel forum con calma.

Domani andiamo con Lucky Man a Lombok alle cascate e poi a una partita di calcio.

Lucky Man e le sue ammiratrici hawaiane
Partita di calcio a Lombok
A casa di Anto, Lombok
Villaggio tradizionale di Lombok (non simpaticissimi ma interessaante)
Lucky Del Piero alle cascate di Senaru, Lombok
Cascate di Senaru, Lombok

Gili Trawangan, Lombok, 14 Ottobre 2002
Le righe dell'altro giorno sono state scritte da un luogo diverso. Tra le Gili del 12 Ottobre e quelle di oggi ci sono di mezzo gli attentati, primo fra tutti quello al Sari Club dove quest'estate ci ero andato parecchie volte con i ragazzi del corso di backpacking. Un episodio che mi viene in mente e' Marco di Genova che entra e vuole prendere per mano Katrin, sua moglie, ma in realta' prende la mano di un agente della sicurezza che si fa una bella risata. Le altre volte quell'agente lo ritrovo e c'e' sempre un sorriso in ricordo dell'episodio.
Mi viene in mente anche la prostituta che ha conosciuto Ale che era li' ogni sera in quello che era un classico "lavoro cosi' qualche anno e mi sistemo". Era carina, faceva tristezza vederla surfare in mezzo alla gente cercando di trovare qualcuno disposto a pagare.
Mi vengono in mente i camerieri, le cameriere, i baristi e le bariste. Quello che mi colpiva di loro era che nonostante l'ambiente "cool" della discoteca rimanevano i classici balinesi che il giorno dopo puoi vedere vestiti per la cerimonia per strada. Niente sguardo duro, capelli impastati di gel o tatuaggi. Semplici balinesi, col semplice sorriso sincero, quel sorriso che ci ha conquistati tutti, o quasi.
Chi sara' rimasto? Sicuramente non quelli della sicurezza che stavano davanti all'entrata. Anche loro, sorridenti, senza tante arie come i nostri buttafuori.
E la gente che offriva "transpor", "mariujana", "massage"...spazzati via con tutte le loro speranze e lasciando le famiglie ad aspettarli.
Sicuramente non c'e' piu' Kuta cosi' come la conoscevamo. Mi hanno raccontato che e' tutto chiuso adesso...chissa' quanto tempo ci vorra' prima che si riprenda.

Chi e' stato? Visti gli altri due attentati, uno all'ambasciata Filippina di Sulawesi (le Filippine aiutano gli Stati Uniti nella lotta ad al Qaeda) e uno all'ambasciata Americana di Denpasar e che l'attentato e' avvenuto 1 anno, 1 mese e 1 giorno dopo l'11 Settembre...chi volete che sia stato?

Qui alle Gili, mussulmane, l'aria che tira e' di rassegnazione. Nel 2000 dopo i casini organizzati a tavolino e i relativi morti, molti se ne andarono a casa trovandosi senza lavoro.
L'anno scorso dopo l'11 Settembre, ancora tre mesi a casa senza lavoro. Quest'anno? Probabilmente peggio.

Tutta l'Indonesia paghera' caro quest'attentato, il turismo e' un'industria di primaria importanza e Bali E' il turismo in Indonesia.
I terroristi islamici hanno reso un bel servizio ai loro fratelli mussulmani.
Piu' passano i mesi e piu' mi ricordano i nazisti, con i loro ideali assurdi e la determinazione a realizzarli, senza tenere conto delle conseguenze anche per i loro stessi, teoricamente, fratelli.

Bali, il paradiso, non lo e' piu', qualcuno ha deciso di punire questa gente, gli unici non mussulmani di tutta l'indonesia, e ha colpito dove fa piu' male, nel turismo.
Adesso non potremo piu' dire:"si si, in Indonesia ci sono sempre un po' di casini, ma Bali e' tranquilla". Dopo New York e Bali, possiamo dirlo di qualsiasi altro paese? Non credo.
Siamo in guerra con della gente che puo' colpire dappertutto, in qualsiasi momento.
Non credo valga la pena di mettersi a studiare il Corano per cercare di capire...questa gente non ha niente a che fare con il Corano se non per usarlo come barriera morale.
I nazisti erano cristiani e anche loro si sentivano la mano di Dio in terra.

Un tramonto a Kuta
La Legian Street, a poche centinaia di metri da dove ho scattato la foto c'era il Sari
La foto scattata a Marco e Katrin al Sari
Il ristorante dopo il Warung 96 con le pizzaiole, Kuta.
Lo stesso ristorante
a Kuta
Gli addii dall'interno del ristorante

Gili Trawangan, Lombok, 16 Ottobre 2002
Ora il piu' grande errore che possiamo fare e' considerare i mussulmani come nemici.
I nostri nemici sono mussulmani, si. Ma i mussulmani non sono nostri nemici.
La differenza e' abissale, ma sottile. Quanti non avranno voglia di tenerne conto?

Io adesso sono in mezzo ai mussulmani. Ieri me ne stavo tra le onde con loro, la mattina mentre faccio colazione sono tra loro, poi faccio lezione di indonesiano con uno di loro...la sera mi guardo un film con loro.

Alcuni di loro non vogliono credere che l'attentato sia di stampo islamico...li capisco. Purtroppo non ho argomenti a favore della teoria che siano stati gli americani a mettere la bomba.

Lo hanno fatto per soldi, dicono. Certo, lo hanno fatto per soldi e poi hanno dato un colpo di spugna alla coscienza con qualche parola presa dal Corano.
I soldi, l'unico vero Dio universale nel quale credono i malvagi. Ironia della sorte e' proprio la Mecca della religione dei soldi, l'America, che e' stata colpita piu' duramente.
I soldi, prima di tutto, poi penseremo al resto.

 

Un cristiano bolognese, Stefano, e un mussulmano di Lombok, Juta.
Due cristiani milanesi, Massimo e Elena, a Ubud
Partita di pallavolo tra cristiani e mussulmani

 

Non facciamo l'errore...i nostri nemici sono mussulmani, ma i mussulmani non sono nostri nemici. Per piacere, e' proprio quello che vogliono i fanatici, una guerra santa. Non ci caschiamo.
Dobbiamo allearci con i mussulmani, perche' attraverso di loro sconfiggeremo i terroristi che buttando fumo negli occhi di masse ignoranti cercano di far credere che l'America e l'Occidente sono nemici dell'Islam. E ci stanno trasformando in nemici dell'Islam. Anzi, ormai ci sono riusciti, credo.

E' troppo tardi? In fin dei conti si tratta di cercare di vedere le cose come stanno senza cedere alla tentazione delle facili schematizzazioni. Ma quanti ne hanno voglia? O tempo?
Non e' piu' facile pensare: mussulmano nemico = non mussulmano amico? Non stiamo gia' pensando cosi' in molti?

Io no...ieri quando sono entrato con la tavola da surf in acqua, mi hanno sorriso e salutato (non succedeva alla Canarie).
L'acqua era calma, senza corrente, si vedeva chiaramente Lombok, qualche nuvola, il fondo a due metri. Mi sono seduto sulla tavola e mi sono lasciato cullare dalle onde per qualche minuto col sole caldo sulla schiena. Li' non c'erano mussulmani e cristiani, solo vita, acqua e sole. Non c'era religione, ma forse Dio era ben piu' vicino a noi che a tutti i vescovi, imam e santoni vari con le loro bocche piene di vuoti proclami teologici.


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