Sito originale 2000-2007, non aggiornato. Indice dell'archivio · Torna a tripluca.com
06 - Bali
DIVENTA UN BACKPACKER!
L'edizione TripManuale 1.1 e' online
Entra per leggerne degli estratti o
comprare la versione pdf online a 5 euro!
Novita': Consegna immediata!



Gili Trawangan, 15 Agosto 2004

Ci ho messo 12 giorni a trovare il tempo e l'ispirazione per scrivere il primo report dall'Asia.
Il tempo e' le due di notte e l'ispirazione una pizza del Coral Beach o meglio i suoi effetti collaterali.
Eravamo in nove e in nove siamo rapidamente scivolati sui cuscini di quei gazebo tipici del posto, invitanti allo stravaccamento post-pasto.
Grande giornata oggi: io e Max, il bavarese trovato in Australia, abbiamo girato la scena finale di quello che forse sara' il miglior film della serie "Cobretti" di tutti i tempi. Non dico di piu' ma e' stata una gran fatica che pero' ci ha dato grandi soddisfazioni. Chi vuole saperne di piu' deve solo scaricarsi il filmato quando sara' pronto.

Resoconto rapido delle ultime settimane:
da Katherine, Australia, sono andato a Darwin Australia dove sono rimasto poche ore in attesa del volo per Bali.
Mentre passeggio per la citta' trovo Max, appunto, e scopro che anche lui va a Bali tra pochi giorni, andiamo in spiaggia dove ci raggiunge un amico suo con didgeridoo al seguito e si scatta qualche foto ben sapendo che a pochi metri ci sono i coccodrilli marini, quelli mangiauomini. Il giorno prima hanno visto degli squali vicino alla riva.

Arrivo a Bali in piena notte e decido di piazzarmi a Kuta. Il giorno dopo vado in giro un po' a caso in dolce attesa, comprando le famose ciabatte e non buttando le famose scarpe che usero' per giocare a pallone quando posso.
Il giorno seguente cominciano ad arrivare i miei studenti della Scuola di Backpacking.
Il giorno dopo ne arrivano altri e Max.
Il giorno dopo l'ultimo e si va a Ubud.

Siamo cosi un gruppo di dieci persone e mi basta poco per capire che sono alla mano e non ci saranno problemi.
A Ubud ci piazziamo da Warini, sempre molto accogliente nel suo lusso a 7 euro a notte.

Lovina, 20 Agosto 2004

Scrivo poco, non sono mai solo e quindi e' difficile. Radio Deejay continua a chiamarmi e i risultati si vedono: dai 60 accessi al giorno mi sparano a piu' di 1000. Quanto ci vuole per diventare famosi? Chissa' quante cose potrei fare da famoso...magari scrivere libri di viaggio e venderli on-line. Il Tripmanuale vende costantemente ed e' una sicurezza, speriamo duri.

Siamo andati alle Gili, Trawangan tanto per cambiare. I ragazzi sono tutti li', Lucky man in prima fila, niente cambia tutto prosegue, ottimo. Il vento d'Agosto porta con se' orde di italiani in vacanza e Max dice che le italiane sono belle. Concordo, ma stai attento Max, le italiane sono una razza a parte, non puoi parlare senza appuntamento, hanno la tendenza a fare le dive. Belle o brutte che siano. Macche', dice lui. E' modello, ci sa fare, no problem.
Inziamo le riprese di Porchetti, ci serve una scena finale con molte ragazze in bikini. Max il grande si butta sulla spiaggia e comincia a reclutare. Dopo un po' torna e dice di aver trovato una decina di ragazze ma che le italiane sono proprio antipatiche e si comportano da dive. E' un po' abbattuto. Non ti preoccupare Max, e' tutto un gioco, non ci giocare, lasciale stare.

Giriamo la scena della lotta con i surfisti. Risate pazzesche con Lucky Man che deve indicare col braccio teso verso un punto sulla spiaggia e invece alza il braccio in un saluto fascista senza passione. Poi salti e cadute sui coralli di surfisti e camorristi napoletani. Alla fine la scena viene fuori, non riusciamo a finirla ma questo e' il mondo dei TripStudios: budget zero, tempo limitato, attori improvvisati.

la scena delle ragazze riesce ma qualcuna guarda sempre nell'obbiettivo. Peccato.

Scena dell'esecuzione di Pietro, camorrista napoletano, con Alan indonesiano-super-muscoloso-e-tatuato che lo butta giu' dal pontile. Grandissima interpretazione di Pietro nei cui occhi si legge tutta la comprensione di un atto tragico ma dovuto e meritato. Nei suoi occhi si legge la compassione per il suo assassino. Grande umanita'.

Una sera, inaspettatamente succede l'insperato: appare Rudy.
Rudy e' il proprietario del Rudy's dove dormo e mangio di solito quando sto alle Gili. Negli anni ho conosciuto due fratelli, la madre e il padre, ma lui non si e' mai fatto vedere. Sono stato a casa sua ma lui non c'era.
Addirittura si iniziava a pensare che non esistesse, che fosse morto in passato ma che nessun osava parlarne, che fosse un trucco di marketing.
Questo fino a che nel 2002 un Italiano col mal di pancia mi avvicino' e mi disse:
- "senti, ho mal di pancia, cosa posso fare? Ma tu sei Rudy's?"
Da quel momento cominciai a farmi domande sulla mia reale identita'. Forse ero io Rudy's? Forse lo sono stato in un'altra vita?

Ma quella sera finalmente ho visto la luce. Rudy esiste ed e' pure un po' timido. Un ragazzone sui 35 anni con un bel sorriso indonesiano. Mi stringe la mano e probabilmente si dice "ma allora Luca esiste". La sua mano non ha nulla di etereo. Anzi, e' un po' sudaticcia.
Poi arriva Pierluigi (un mio adepto della Scuola di Viaggio Disorganizzato) e fa la domanda che avrei voluto fare io ma per la quale non avevo coraggio:
-"how does it feels to be Rudy?" (cosa si prova ad essere Rudy?)
Lui non risponde, sorride, forse non ha capito, e' un po' imbarazzato. Rudy esiste e si imbarazza. Come uno di noi.

E come dopo l'incontro di un umano con un Dio, accadono i miracoli. Da quella sera sono infatti cominciati a piovere pesci a 25.000 rupie invece di 50.000 (2,5 euro invece di 5) , bevande gratis e persino pranzi offerti.
Che Rudy sia lodato.

Alla fine lasciamo anche le Gili e vado a casa di Lucky Man che mi regala un arco con frecce della Papua Nuova Guinea. Faccio conoscenza con suo padre che e' lui in versione alta e anziana e passa la giornata ad ascolare la radio in una stanza dove c'e' solo quella (la radio). Lucky si diverte perche' entriamo nella stanza e il padre non se ne accorge nonostante siamo nel suo campo visivo. Succede sempre, e Lucky se la spassa un sacco.

Mi porta dal fratello che non c'e' ma lascia la casa aperta, tanto ci pensano i vicini a vigilare. Mi serve un caffe' alla turca, delle patate dolci e una specie di crackers. Mangio e bevo mentre donne e bambine sono in cortile a lavorare sui peperoncini. Le bambine ogni tanto mi guardano e ridono.
Un angolo di Lombok non toccato dai turisti, non c'e' niente per i turisti qui. Solo la vera Lombok.
Siamo seduti all'entrata di casa. Lucky indossa il giubbotto che comprai in Cina e che gli ho regalato perche' adesso ne ho uno migliore del Peru', fa caldo, il giubbotto non serve, ma lo indossa comunque, forse per rispetto, forse perche' gli piace.
E' un mistero Lucky Man, Lucman il suo vero nome. In realta' non riusciamo a comunicare molto, quindi si parla poco. In un certo senso mi dispiace fargli pubblicita', poi la gente va alle Gili, lo conosce e rimane forse delusa. Ma a Giuseppe e Umberto nel 2000, a me sempre, e adesso anche a Max, il suo modo di fare tocca una corda nascosta.
Max mi dice: mi piace Lucman. Non serve parlare, ne' cercare di capire perche', ci siamo capiti.

A Celuk, Bali, comprammo dell'argento. Me lo porto alle Gili per dare un po' di personalita' a quel Porchetti con la sua maglietta bianca. Poi ogni tanto tengo un anello o una collana addosso. Ma qualcosa sparisce sempre. Siamo li a mangiare il pesce serviti dai ragazzi del Rudy's e non c'e' niente da fare. Sai che sono pagati con vitto e alloggio piu' una ventina di euro al mese, sempre sorridenti, sempre voglia di scherzare, sempre col tuo nome sulla bocca mentre te non te lo ricordi mai. Non fanno una piega se non lasci la mancia. Non sono mai arrabbiati, nemmeno col turista piu' rompiballe. Eroi del servizio, i migliori che ho mai incontrato in tutta la mia carriera di cliente di ristoranti di tutti i livelli di mezzo mondo. Sbagliano le ordinazioni, spesso, ma questa, mi accorgo, e' la cosa meno importante, l'importante e' che qualcosa arrivi col sorriso.
E allora ti togli un anello o una collana e gliela regali, non puoi farne a meno.

Lovina, Bali 21 Agosto 2004

Il gruppo si e' sfaldato. Ci siamo persi un po' tutti di vista.
Pierluigi e Angela sono partiti dalle Gili un giorno prima e sono andati a Lovina. Leo e Alberto sono rimasti a Ubud in un'orgia di massaggi e acquisti. Le due coppie sbaciucchianti (fidanzati novelli) hanno preso una macchina e sono partiti per una luna di miele doppia. Restiamo io e Max e decidiamo di seguire loro in quanto sono il gruppo piu' folto.
Arriviamo cosi a Lovina che chissa' perche' la Lonely Planet definisce un po' fuori moda con alloggi vecchiotti. Siamo in una doppia a 50.000 rp (meno di 5 euro) con colazione, vasca da bagno con acqua calda, giardino lussureggiante e Agung, proprietario, che si ricorda di Mr Luca che veniva con i gruppi (Puspa Rama, dietro alla Perama, 3 km prima di Lovina Central arrivando da Singaraja).
In spiaggia al ristorante Wayan c'e' sempre Anik, 23 anni, separata con bambino. Grande parlatrice. Suo padre pescatore Wayan, uno dei migliori pesci mai mangiati, 20.000 rp (1,8 euro), pesce fresco, zuppa di verdure e riso.

Nel pomeriggio andiamo alle terme, bellissime e un po' care, 20 cent di euro per entrare, eh eh!!

 

 

pulcini punk in vendita
Kuta beach
Alberto
Padang

Annalisa che si fa la manicure / pedicure

Al Besakith
L'ultima cena
Pietro e Annalisa al Warini

Piervertito e Angela


 

I proprietari del Warini, Ubud
Barong a Ubud
a che serve una macchina?
Cerimonia per il terzo anno di eta' di
un bimbo (Warini)
Alessandra non sa bere i succhi di frutta
Alle terme
La cerimonia balinese di abbandono delle scarpe ormai bucate
Ale a Ale a Kuta
Leonardo fa colazione
Pierluigi e la cerimonia di consegna
del TripManuale
Ketut mi cura un bubbone col calore di un incenso
delfini a Lovina

Tutti i diritti riservati, TripLuca.com - Viaggi Indipendenti e Disorganizzati

Tutte le foto e i video di questo sito sono stati realizzati da me e possono essere utilizzati gratuitamente per scopi non commerciali in cambio di un link.
Per uso a scopo commerciale e' richiesta la mia espressa autorizzazione.