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08 - La Birmania
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Bagan, 20 Settembre 1904

Birmania, paese di oppressi e oppressori, dove una giunta militare mantiene il paese sotto controllo con il pugno di ferro. Finora gli oppressori non si sono visti e gli oppressi non avevano l'aria oppressa ne' triste, ma e' presto per giudicare.
Dopo aver fatto il visto a Bangkok e deciso di salire a Nord per entrare in Birmania, abbiamo scoperto per puro caso che la frontiera e' chiusa. Storia di scaramucce tra militari. Bisogna volare. 130 euro andata e ritorno ci portano cosi a Yangon dove Manu ed io atterriamo in un bel giorno di pioggia. Dei tassisti vestiti col Sarong che qui si chiama Longi) ci portano a un bell'albergo e poi iniziano a riempirci di informazioni false e tendenziose per convincerci a spendere 60 U$ al giorno e girare il paese con un autista personale. Ascoltiamo, impariamo delle cose e li lasciamo andare al loro destino.
La sera cenetta indiana a trenta centesimi e yogurt da bere a dieci. La citta' e' pullulante di Indiani, paese confinanate. E' anche molto sicura, lo si vede subito da una serie di dettagli che non sto qui a spiegare ma che saltano subito all'occhio esperto, modestamente.
Chiediamo un po' di informazioni in giro e sono tutti molto disponibili e sorridenti. Passiamo davanti a una scuola elementare e Manu vuole entrare. Ci accoglie il bidello che ci porta in visita ufficiale senza che riusciamo a scambiarci una frase comprensibile. Entriamo in una classe e Manu si mette a fare Benigni ispettore scolastico fasullo in "la vita e' bella". I bambini sono tutti in uniforme e la maestra ci accoglie come se ci stesse aspettando.
Tutti hanno in faccia una specie di polvere decorativa. Facciamo parecchie foto, poi andiamo a visitare l'ufficio della direttrice con foto del Generale al posto di quella di Ciampi, concediamo il Visto di Approvazione e ce ne andiamo.
La sera ci sediamo a bere un te' per strada e parliamo con dei ragazzi che stasera non escono perche' devono vedere Inter - Parma.
Ci lasciano il numero di telefono cellulare. Solo in seguito scopriremo che per avere una sim ci vogliono dai 3000 ai 5000 U$.
Li ritroviamo il giorno dopo e ci portano a cambiare i dollari in un appartamento dove troviamo dei figuri sospetti seduti per terra in mezzo a piramidi di soldi, La banconota piu' grande in Birmania vale 1 U$, dato che qualche tempo fa i generali socialisti hanno dichiarato non valide le banconote di taglio superiore. Chi le aveva si e' ritrovato a terra. Zitto e lavora, adesso sei anche tu un povero, siamo socialisti o no? Tutti uguali. Tranne noi.

I ragazzi ci invitano a casa loro per il te' e si fanno quattro chiacchiere. Importano materiale elettrico dalla Cina. Ci danno la loro email e, sorpresi, gli chiediamo come facciano a leggerla. Risposta:
"la leggoiamo quando andiamo a Bangkok."

Bagan, 21 Settembre 1904
Bagan e' una zona disseminata di templi. Ce ne sono 2217 dei 4000 e passa originali. Manu dice che sembrano antenne e navicelle spaziali e annusa un motivo nascosto per la loro esistenza.
Ci siamo autoinvitati a pranzo dalla nostra guida e la mamma ci ha preparato del riso con vari tipi di verdure mentre papa' e figliole ci sventolavano con i ventagli. Bella famiglia, bellissime foto.
Abbiamo passato la giornata in bici tra un tempio e l'altro fino a che non se ne poteva piu'.
I Birmani sono come i polacchi del '90: hanno appena aperto le porte di casa e sono curiosissimi di vedere stranieri. Noi ne siamo piu' che contenti e ci infiliamo come anguille in situazioni "off the beaten track" che tra l'altro non e' nemmeno molto "beaten".
La signora Aung San Suu Kyi non sembra piu' avere molto seguito. La gente comincia a chiedersi se vale la pena boicottare il proprio paese per far cadere il regime. Chi ne soffre infatti non e' tanto il regime quanto la gente.
Prima il pane, poi la democrazia se ne avanza. Singapore insegna. Liberta' di espressione con piatto vuoto? E chi la vuole? Pancia piena e niente discorsi di politica. Meglio.

Siamo reduci da una cena a casa di una ragazza che ci ha abbordati alla pagoda, regalato un un contenitore laccato e invitato a cena con trasporto in carretto e cavallo incluso nel prezzo, gratis.
Ci si domandava che cosa avrebbe voluto vendere o comunque dove stava il trucco. Era ovvio che alla fine il suo tornaconto lo doveva avere e che non potevamo certo scroccare. La cena e' stata ottima, con riso e verdure, a lume di candela e una serie di informazioni sulla propra vita, tipo papa' morto tre anni fa per mancanza di soldi per curarsi, lei che cammina due ore la mattina e due la sera per andare a lavorare per mancanza di soldi, fratello che non puo' andare all'universita' per mancanza di soldi ecc ecc...alla fine abbiamo lasciato il controvalore di una buona cena in ristorante (due U$ a testa) ed e' stato un buon affare per tutti. Esperienza piu' genuina a mezzogiorno ma sempre esperienza.

Balang 22 Settembre 1904
Oggi mi sono infiltrato in una famiglia di artisti e ho fatto qualche spesa: laquerware (ma come si dice..laccato?) e dipinti. Roba bella e originale fatta in casa. Poi sono andato a spedirla a Yangon in onore al Travel Light cosi posso continuare il mio viaggio solo con lo zainetto.
Poi ho ceduto e sono andato su internet pero' i siti di email gmx, yahoo, hotmail ecc.. sono censurati. Tripluca invece si vedeva per cui ne deduco che il mio sito non disturba piu' di tanto la Giunta Militare birmana. Chissa', magari gli propongo una collaborazione.
Investigando un po' mi sono accorto che stanno costruendo una torre di Babele nel mezzo del mare di pagode, stupas e templi, ad uso de futuri turisti che cosi non dovranno piu' salire sui monumenti a volte rovinandoli e a volte rovinandosi. Bello sapere che siamo gli ultimi a poter godere di certe vedute.

Balang 23 Settembre 1904
Mi faccio aprire un cocco e mi siedo sulla sdraio di bamboo in una strada laterale del mercato. Mentre il ragazzo va a cercare un cucchiaio nei negozi vicini, mi accorgo della brezza che soffia sul mio collo e non mi permetto nemmeno di chiedermi da dove viene. Si potrebbe turbare e sparire. Manu si sta facendo rasare la barba a pochi passi da qui. La gente passa, spesso guarda e sorride. Il nascere del pomeriggio e' la lenta ma costante rinascita dei colori e della profondita' del campo. Tutto diventa piu' reale e piu' vivo. Fa ancora caldo, ma qualcosa ci dice che il fresco della sera si e' messo in cammino e anche oggi arrivera'.
L'assenza di agressivita' e violenza e' una gran cosa. La strada e' sicura, sembra di stare in una casa senza soffitto, pareti e porte.
Un tipo carica sacchi di riso sul carretto e poi parte col cavallo. Nello sfondo della mia c'e' vista una palma alta nel sole e nell'ombra e dietro un boschetto.
La scuola e' finita, iniziano a passare i bambini in verde e bianco, a piedi, in bicicletta, borse a tracolla.

Mandalay 25 Settembre 1904
Ancora incapaci di uscire dal classico itinerario, finiamo a Mandalay, una delle 933 ex-capitali di 'sto paese che ha la mania di spostare le capitali a destra e sinistra. La guida riporta una serie di "must" da vedere ma ormai abbiamo le palle a forma di pagoda e facciamo gli indisciplinati. Andiamo all'ufficio turistico per vedere come raggiungere Mogok dove raccattano i famosi rubini birmani. Ci vogliono 350 U$ a testa per un tour organizzato di due giorni e tre notti. Escluso. Andiamo quindi con i nostri fedeli traiscio'-men a visitare un paio di negozi e assisto a una sanguinosa negoziazione tra Manu e il grasso cinese milionario con la figlia sdentata. Poi decidiamo di visitare l'universita' per vedere la Storia in divenire invece della Storia Morta dei monumenti e musei, come insegna Paulo Coelho.
I nostri traiscio'-drivers si spaventano come il Gollum quando Frodo gli dice che deve accompagnarli a Mordor. Dicono che se ci portano all'Universita' vanno in galera e noi non ci possiamo comunque entrare..Ok, allora portateci li vicino alla Pagoda, poi andiamo a piedi. Ci lasciano a 1 km. Camminiamo e ci fermiamo al cafe' Friends (scritto in inglese) dove ci beviamo un te' al latte tra gli sguardi curiosi degli studenti. Nota: i ragazzi da una parte, le ragazze dall'altra. No mix please.
Un ragazzo con la maglietta della Roma ci parla di calcio e tra un Totti e un Cassano ancora una volta dimostro la mia ignoranza. Almeno stavolta elevo un po' il livello culturale insegnando che Juventus si dice Iuventus e non Giuventus.
Torniamo dai tassisti a pedali che hanno fretta. Andiamo andiamo che probabilmente siete seguiti dagli informatori. Dici sul serio? Si', e' pieno.
Allora andiamo al tempio sulla collina a fare i turisi ortodossi, ma non ci riusciamo a Manu organizza un incontro con un padre Buddista per l'indomani, avendo conosciuto dei monaci perditempo che girovagano circospetti per il Tempio dei Mille Scalini.

Mandalay 26 Settembre 1904
Stamattina siamo andati a comprare argento a Sagaing , un paesino vicino a Mandalay. Abbiamo usufruito dei gentili servizi del trasporto locale, una specie di camioncino riempito all'inverosimile (che frase da scrittore di diari di viaggio novello) di gente che tornava dal mercato al prezzo di 0,1 Euro per 22 km di viaggio. Arrivati a Sagaing abbiamo preso un carretto con cavallo che ci ha portati in giro per tre ore a un euro. Argento ce n'e' ma si tratta soprattutto di vasi, scatole e vassoi per uso domestico e religioso. Abbiamo preso qualche braccialetto di fattura interessante e niente piu'.
Al ritorno la tragedia: il nostro carretto e un camion decidono di imboccare la stessa strada nello stesso momento e c'e' lo scontro. Una botta micidiale soprattutto per il cavallo che pero' non fa una piega. Due bestemmie buddiste e via, tutti amici come prima, anche il cavallo. Brava gente 'sti asiatici.
Nell'attesa della limousine che ci riporti a casa ci beviamo un te' al latte e mangiamo un krapfen ripieno di al cocco. I nostri scarrozzatori si autoinvitano e nella nostra estrema generosita' gli offriamo cibo e bevande per il valore di 0,2 euro.
Se andiamo avanti cosi raggiungiamo il Nirvana in dieci giorni lavorativi (per la cronaca: il Nirvana si raggiunge a 1777 punti-Karma. Offrire cibo vale 8 punti, costruire una pagoda 80).
Poi arriva il pick-up e ci sediamo davanti che siamo ricchi, costa il doppio, 0,2 euro.

A Mandalay ci si divide. Manu va a parlare con un monaco di baviera buddista, io no, tanto so gia' che va a finire a Del Piero e Inzaghi, ben che vada. Mal che vada mi vuole convertire, ma come dicevo sopra ho le palle a forma di pagoda e mi pare un contributo sufficiente alla causa.
Me ne torno a "casa" a piedi e per strada trovo i nostri TD (traiscio'-drivers) che mi chiedono dove voglio andare.
-"a casa a fare una doccia"
-"e poi a vedere i 'Moustache Brothers'?" (ci beccano la commissione)
-"no"
-"le marionette?" (ci beccano la commissione)
-"no"
-"Vuoi un massaggio?" (ci guadagna, lo fa lui)
Mi prende il braccio in una morsa letale. Mi fa male.
-"ma che razza di massaggio e'?"
-"ok, faccio piu' piano"
-"Azz, ma massaggi termosifoni di solito?"
Ok, ciao, vado a farmi la doccia. Gratis.

Dopo la doccia e lettura di libro provo a chiedere dov'e' internet. Vado, cammino in mezzo a strade buie piene di gente che beve te', chiacchiera e si lava per strada con attorno un sarong per coprire le vergogne. Molti non hanno ne' acqua corrente ne' elettricita in questa citta'.
Arrivo a internet, un paradiso a 0,5 euro all'ora, ma e' tutto censurato. Riesco a entrare in Tripluca e Tripforum, poi chiudono. Ho avuto la mia dose.
E mi accorgo che in realta’ non ho bisogno di leggere e scrivere email ma solo di stare seduto davanti ad uno schermo e battere sulla tastiera.
Torno a casa.

Meiktila 28 Settembre 1904
Manu ha problemi familiari e ha deciso di ritirarsi in un convento buddista a meditare. Il fatto che ci si avvicini alla religione (ok, ok il buddismo e'una filosofia e non una religione ma guardate che alla fin fine siamo li) quando si hanno problemi dovrebbe far riflettere.
Comunque Manu decide di tornare alla capitale. Gli dico che forse vengo anch'io a meditare. Ci devo pero' pensare. Credo che meditero' per decidere se andare a meditare.
Venendo a Mandalay avevamo visto una bella cittadina piena di Sudenti, strade ampie, un ponte sul fiume con canoe sportive, Meiktila.
Dato che e' per strada decido di fermarmi li una notte. Assumo il TD e ci spariamo 40 minuti in mezzo al traffico e alla polvere. Alla stazione del bus mi vogliono far pagare 3000 (3 euro), contratto a 2000 e poi scopro che i locali pagano 1000. Pazienza.
Arriviamo a Meiktila che e' quasi buio e piove. non ho idea di dove andare a dormire (non ho la guida). L'unico che mi puo' aiutare e' un motorino-tassista che non parla una parola di inglese e mi vuole portare in giro sotto la pioggia. Contratto per un tour degli Hotel a 1500 e quando la pioggia si calma partiamo.
Giriamo cinque o sei tuguri birmani finche' si fa tardi e decido per una stanza a sei U$. La stanza e' stata usata per il set dell'"esorcista". Cinque letti, soffitti alti, tutto in legno decrepito che scricchiola quando cammino. Ogni due minuti vedo un ragno di una specie diversa, in bagno ci sono mozziconi di sigari secolari. Ho la netta impressione di non essere solo e non credo sia il mio angelo custode che mi ha abbandonato ormai da anni.
Ombre sospette si muovono dietro alle mie spalle, non le vedo ma le sento.
Esco, in centro c'e' la sagra del paese , un bordello pazzesco. Mi mangio una buona zuppa e il proprietario ne approfitta. Sono sicuro che dice:""venghino, venghino, a sedersi vicino allo straniero". Immediatamente una famiglia intera mi si siede attorno e inizia a guardarmi fisso. Allora li guardo anch'io ma e' come se guardassero un film, sono completamente imperturbati dl mio sguardo e continuano a guardarmi.
Poi me ne vado in giro, tutti mi guardano di soppiatto.
A un certo punto si avvicina un ragazzo che mi domanda di dove sono. Me ne vado in giro con lui e due suoi amici che mi portano a vedere un paio di pagode. Li invito a bere un te' (fuori dalle pagode) e pagano loro. Poi li invito a mangiare dei dolci e pagano loro. Mi portano persino all'Hotel in motorino.
Alla porta il ragazzo mi chiede cosa faccio domani. Non so bene se voglia farmi da guida per qualche soldo o e' semplicemente gentile. Voglio visitare l'universita', sembra che qui si possa, ci mettiamo d'accordo. Me ne torno in stanza, Leggo Agatha Christie, storia di assassinio in una casa di legno, e mi addormento aggrappato al cuscino.

Yangoon, 30 Settembre 1904
E' tempo di spiaggia. Lascio Meiktila e la sua sagra di paese e mi imbarco verso Pyay da dove dovrei deviare per Ngapali beach. Si dice che il nome della spiaggia sia dovuto a un Napoletano che qualche anno fa disse "ma qui e' come Napoli" (il golfo suppongo). E infatti Ngapali pronunciato dai Birmani suona piu' come Napoli che Ngapali.
Siccome faccio un sacco di battute assurde e inutili devo chiarire: questa di Ngapali-Napoli non e’ una battuta. Me l’hanno raccontata proprio cosi.

Arrivo a Pyay dopo una notte di bus passata a parlare con un dottore funzionario governativo che si occupa di prevenzione dell'Aids. Gli chiedo com'e' che riescono a beccarselo se il sesso prematrimoniale praticamente non esiste in Birmania.
Mi da' tre risposte: 1) il sesso extra-conuigale (le famose Corna Birmane) 2) un giro di parole assurdo per non dire "prostituzione" 3) l'uso comune di siringhe degli eroinomani (scopro solo qualche giorno dopo che e' un problema vero nella zona off-limits per turisti dove coltivano le bustine di eroina)
Sul punto due si giustifica, non richiesto, che in tutti i paese poveri c'e' prostituzione. Gli dico di non preoccuparsi che c'e' anche nei ricchi e penso al Terraglio tra Mestre e Treviso.
Ci fermiamo a mangiare e offre lui. Mi dice che mi inviterebbe a casa sua dalla sua famiglia ma che prima dovrebbe chiedere un permesso scritto al governo, essendo lui impiegato statale.
Poi inizia a parlarmi di buddismo. Dice che ha 54 anni e si sta riavvicinando ad uno stile di vita piu' pio per prepararsi alla morte. E' convinto che si reincarnera' (magari si reincarna con un'unghia incarnata, uah uha!!) e vuole essere una persona migliore nella prossima vita. Insomma tipo se in questa vita stesse pagando i contributi per la prossima.
Poi scende e se na va verso il solito orizzonte. Ma quando arrivano all'orizzonte questi personaggi si ritrovano tutti al bar?
Io arrivo a Pyay verso le sei del mattino. Adesso che ho mollato Manu-il-ricco voglio provare a stare nel bugdetdi 10 U$ al giorno. Con Manu si scialaquavano fino a 15 U$ al giorno, con una media di 13. Quindi cammino verso il centro. Ogni tanto chiedo quanto dista e mi dicono sempre "two miles". Mezz'ora dopo sono sempre two miles, il sole e' asceso e Sudo come un cavallo con la febbre. Giro un po' di Hotel ma sono di due tipi: tuguri a 3 U$ con stanze 1X2 senza finestra (le famose "stanze della depressione" o del "che ci faccio qui?") o belle stanze con aria condizionata a 10/15 U$.
Alla fine prendo una stanza a 3 U$ in un Hotel che da fuori sembrava anche bello.
Mi faccio una doccia cercando di non sporcarmi troppo in quel bagno schifoso e mi butto a riposare. Non faccio in tempo a spegnere la luce che sento un letto scricchiolare ritmicamente. Il mio conscio rifiuta di fare due piu' due. Lo fa il mio inconscio che poi informa il mio conscio: sono finito in un bordello.
Mentre cerco di dormire sento i ragazzi del bordello, quelli delle pulizie, che bussano alla porta dei due fornicatori e ridono. Poi se ne vanno. Poi ritornano a imitare i mugugni erotici della ragazza. Si piazzano davanti alla porta e se ne stanno li ad ascoltare, ridere e fare versi erotici.
Io dormo un po', poi mi alzo e vado alla stazione dei bus per informarmi sul bus per Ngapali.
Sono dodici ore di notte su montagne alte cinquemila metri (almeno cosi mi dicono) e quando vedo il bus decido che Ngapali puo' aspettare: i sedili sono stretti per una persona e si deve stare in due. Non c'e' assolutamente spazio per le gambe in quanto e' pieno di sacchi di riso sotto i sedili. Le finestre sono mezze rotte e a cinquemila metri (ma, mi chiedo, cinquemila metri qui in Birmania?) significa morte sicura. Decido cosi di tornare a Yangon e andare a meditare che almeno sto al caldo.

Yangon, 10 Ottobre 1904
A Yangon ritrovo Manu che si sta godendo l'ultima cena birmana, l'unica costosa, in un ristorante a cinque stelle. Con lui c'e' uno dei ragazzi che commerciano con la Cina, trovato per strada, in tenuta araba in occasione di una festa mussulmana. Non beve niente, ne' puo' mangiare (pero' puo' rubare agli infedeli, Manu infatti decide di fidarsi e gli lascia 50 euro da cambiare e il giorno dopo e' introvabile).
Scopro che i cinquemila metri sono in realta' millecinquecento cioe' cinquemila piedi. Quindi si poteva anche fare Ngapali.
Ma non importa, anche l'altra spiaggia e' carina e piu' accessibile.
Poi usciamo e andiamo a bere un te' per strada. Arrivano anche gli altri tre e si ricrea la combriccola della prima sera. Due domani partono per la Cina nel loro business. Si parla, si discute e si ride, poi tutti a casa.
Saluto Manu che va a Bangkok a regolare alcuni affari per poi tornare qui a meditare per un mese. Il monaco col quale ha parlato da seduto sul trono gli ha detto che puo' stare gratis ma la permanenza minima e' un mese. Trenta giorni di quattro ore di sonno a notte, colazione e pranzo, niente cibo dopo mezzogiorno. Il resto seduto o a passeggiare secondo uno schema ben definito. Niente letture a parte qualche libro loro. Qualcosa mi dice che Manu trovera' un buon motivo per non tornare in Birmania. Scommettiamo?

In volo per Bangkok, 2 Ottobre 1904-2004
Sono in volo per Bangkok. Ho deciso che l'avventura birmana era volta al termine. La verita' e' che mi mancava la Thailandia. una felice espressione di Manu la descrive come "regolabile". Giri una manovella e diventa a tua misura, ottima per tutti i tipi di persone e per tutti gli umori. Regolabile...c'e' tutto cio' che tutti possono sognare. La Birmania invece e' un "prendimi come sono o lasciami per sempre". Allara vai e la prendi com'e'. Ti adatti tu, non lei. La hostess mi interrompe per offrirmi del caffe' col uso sorriso thailandese. Ha perfino del latte vero, non la solita polvere bianca. La guardo e sorrido. Credo di amarla, come amo tutte le thailandesi col sorriso thailandese. Un sorriso profondo e continuo, senza compromessi ne' significati nascosti. Dio (o Buddha) ci ha fatti (no, Buddha non ha fatto nessuno ma vabbe') e noi ci sorridiamo. Cosi' ha senso no? Si, hai ragione cara hostess e' proprio cosi ma dammi 'sto latte che si raffredda.
La Birmania se ne sta scivolando via, dietro di me, e io non ho nemmeno scritto che sono il popolo piu' amichevole dell'Asia.
Devono (no tutti ma quasi) ancora imparare che il turista lo devi fregare. Che ingenui.

Nota: cambio discorso.
Ieri ho investito due dollari per un massaggio birmano. La ragazza e' riuscita a non toccare nemmeno un centimetro della mia pelle. Addirittura metteva una coperta sopra i vestiti.
La sera sono uscito con Gunter, un cuoco svizzero. Siamo andati nel locale dell'altra volta. Tutte puttane tranne la signora che puliva per terra e le cassiere. Ritrovo quella dell'altra volta che viene da me e mi fa la corte. Le confermo che non sono un atm (bancomat), non ho soldi vai da un altro. Non ci crede, dice che i soldi non le interessano, e sta con me. Mi offri da bere? No, non ho soldi. Mi dice che lei non ha problemi di soldi, ma lo fa per i suoi genitori. Grande psicologa, cosi il cliente si sente anche un benefattore. Mi sento quasi in colpa per non usufruire dei suoi dolci servizi perche' lascio una famiglia nei guai.
Addio Birmania, e' troppo presto per capire se ti ho capita.


 


 

dal bus
"bepi, vien qua che te spulcio"
sbarcando il lunario
Bagan
Yangon
la scuola
San Francesco in mezzo ai bambini
monaci
La pagoda piu' importante della Birmania..Shwe ..qualcosa
ristorante di lusso
ristorante di lusso 2
bambina (ma devo scriverlo? non si vede?)
I mille usi del sarong/pareo
La pietra e il legno che utilizzano per imbrattarsi il viso
dimostrazione gratuita al ristorante
pellegrini in viaggio a Bagan
nella famiglia del pranzo autoinvitato
la famiglia
venditrici nel tempio e sguardo stanco
bellezza locale
censura locale


 

mi sono fatto...
...scrivere il nome in Birmano sul bracciale
Tempio dei Mille Scalini (Mandalay)
Cosa vuoi? Non ti preoccupare, lo so io
Meiktila
Meiktila
molti non hanno l'acqua e gliela porta lui
monaci perditempo e italiano sudato
a Yangon, nel lago
le Birmane portano i capelli molto lunghi
bella foto, bella luce
anche bella foto
il futuro della Birmania
Manu in fase di imbrattamento
giostre a spinta

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