Noi che potevamo bestemmiare all’ombra del campanile.

“l’algoritmo ti guarda”, Wroclaw, 2013

Io onestamente non credevo che ci saremmo mai arrivati.
Che scrivi una cosa online e questo ha effetti collaterali nel mondo reale, pesanti.
Tipo che non ti danno un visto per la Cina perché otto anni prima hai scritto qualcosa di negativo sul Partito Comunista.
O che non ti fanno prenotare in Airbnb perché i loro algoritmi dopo aver analizzato i tuoi social hanno deciso che sei una persona potenzialmente a rischio.

L’altro giorno parlavo con un’amica che mi dice “non pubblicare il mio annuncio di Booking in Facebook perché porta visite che non convertono e vengo penalizzata nel ranking“.
Assurdo? No, ha ragione.

Sono i primi segni di una situazione nuova: i nuovi scagnozzi sono gli algoritmi.
Quelli che ti fanno guadagnare o ti “licenziano” facendoti sparire dai risultati di ricerca o chiudono l’account col Deplatforming.
Sono solo i primi segnali.
Dagli altri cinque o dieci anni e questo modello pervaderà tutto, o quasi tutto.
E le persone se ne renderanno conto, troppo tardi.

Lo sanno già molto bene gli Youtuber che vivono e muoiono a seconda dei parametri dell’algoritmo di Youtube.
Lo sanno da molto tempo tutti gli esperti di SEO che vivono e muoiono in base a come l’algoritmo di Google si sveglia la mattina.
Lo sanno persino gli Host Airbnb, sicuramente meno sofisticati di altri.

E questo prova che il potere dell’algoritmo sta permeando sempre più anche la base della piramide.

Quando tutto sarà deciso dagli algoritmi e le persone lo sapranno, cosa cambierà rispetto ad oggi?
Cambierà che ci renderemo conto di cosa volesse dire che i dati sono importanti.
Cambierà che ci renderemo conto del perché si parlava tanto di concetti un po’ assurdi come “i dati sono il nuovo oro“.
E ci renderemo conto che i dati sono andati, li abbiamo regalati e adesso non ce li possiamo riprendere.
Tutta la tua vita sparsa nella rete, in server che non dimenticano mai.

Sai quando Facebook ti fa vedere una foto o un post di dieci anni fa?
Avevi dimenticato vero? Che bello che ce lo ricordi! Guarda che magro che eri…
Ecco, Facebook non dimentica, tu sì.

Sai cosa ricorda anche Facebook e la rete in generale? Anche le cose che vorresti fossero dimenticate.

Ma la cosa più importante da capire: adesso tutti quei dati possono essere analizzati in maniera automatica e “qualcosa” è in grado di prendere delle decisioni.

È come se avessimo accumulato uno stanzone pieno di foto e lettere che nessuno andrà mai a leggere.
Poi un giorno arriva un robot che in 10 secondi legge tutto, sa tutto, e può trovare qualsiasi cosa.
E siccome questo robot ha la Conoscenza che manco l’albero della Conoscenza di Adamo ed Eva…gli affidano dei lavoretti.

– “Hey robot, guardami se questo che vuole lavorare qui in passato ha detto qualcosa contro la nostra azienda. Già che ci sei, vedi se è razzista, omofobo, misogino. Aspetta, in base al decreto 23 Comma 15 dello Statuto del Buon Costume dice troppe parolacce. Hanno abbassato il limite a 0,01%, mi pare una cretinata ma è le legge. Se le supera non lo possiamo assumere nemmeno se vogliamo“.

Reciòn.
Sai cosa vuol dire “reciòn”?
In Veneto vuol dire “gay”.

Da noi si usava molto.
Noi ragazzini la dicevamo continuamente.

Oggi è un po’ che non la dico.
Sono passati anni: ho conosciuto vari gay (non ne conoscevo all’ombra del campanile della chiesa) e non mi pare più il caso di offenderli.
Sono cresciuto ed ho imparato, credo di poter essere perdonato se a 15 danni dicevo “reciòn“. O no? O devo pagarne le conseguenze per tutta la vita?
O “Teròn“. Non conoscevo tanti terroni (oddio i miei nonni lo erano e ho sangue terrone pure io) all’ombra del campanile.

Non ci sono tracce di queste mie parole da nessuna parte.
Ci sono sicuramente nella memoria di amici, ma in nessun server.

(Ok, da oggi c’è questo articolo e non escludo che tra dieci anni mi penta di averlo scritto).

Potevo parlare liberamente, almeno nell’ambiente ristretto del paesino, potevo poi prendere e andare nel mondo, imparare e crescere.

Potevo bestemmiare all’ombra del campanile.
Il prete era abbastanza aperto per capire che vietare le bestemmie non serve.

Ora non bestemmio più, non mi piace più.
Ci sono arrivato da solo.

Ecco un altro concetto che non abbiamo ancora capito: “ogni post è per sempre“.
Altro che un diamante.

Una cosa piccola che non muore, moltiplica il proprio effetto in maniera incredibile.

Se scrivi un commento a questo articolo tra cinquant’anni sarà probabilmente ancora lì. Non lo vedrà nessuno, tranne Chi Tutto Vede e Tutto Sa: L’algoritmo.

Ricordi l’ultima volta che hai litigato con una persona?
Immagina se quella litigata, nella quale hai probabilmente detto cose delle quali ti sei pentita/o, fosse stata registrata con un video e messa in soffitta.
Assieme a tutti gli altri video di tutte le litigate.
E fosse a disposizione di robot che possono cercarle per decidere se darti quel lavoro, quel mutuo, quanto farti pagare quell’assicurazione, accettare i tuoi figli in quella scuola o…salire su quel treno.

– “Salire su quel treno? Tripluca, mi stai dicendo che secondo te un giorno potrò o meno salire su un treno per una cosa che ho scritto online? Non è che sei andato un po’ troppo in là con la fantasia?”

Non lo so, ma so che succede già a tutti i Cinesi, che rappresentano il 17% della popolazione mondiale.
Il 17% della popolazione mondiale rischia di non poter prendere un treno, o un aereo, per quello che dice online.

Da Wikipedia:

Il Sistema di Credito Sociale è un’iniziativa creata dal governo cinese al fine di sviluppare un sistema nazionale per classificare la reputazione dei propri cittadini.
È stato comunicato che questo sistema sarà utilizzato per assegnare, ad ogni cittadino, un punteggio rappresentante il suo “credito sociale”, sulla base di informazioni possedute dal governo, riguardanti la condizione economica e sociale di ogni singolo cittadino. Funzionerà come un sistema di sorveglianza di massa e sarà basato su tecnologie per l’analisi di big data.”

Ecco le punizioni:

  • Divieti di volo
  • Esclusione da scuole private
  • Rallentamento della connessione internet
  • Esclusione da lavori ad alto prestigio
  • Esclusione da hotel
  • Registrazione su una “blacklist” pubblica

Milioni di persone sono già sulla blacklist.

Ma qui non può succedere“, diranno in molti.
Airbnb ha appena brevettato un software che analizza i social per scovare i narcisisti e gli psicopatici.

Inizia così.
Inizia sempre per prendere i cattivi, poi arriva a tutti.
Magari da noi non sarà un governo, ma una corporazione, che probabilmente è peggio.

Quindi, qual è il messaggio di questo articolo?
Vari:
– qualsiasi cosa scrivi online è per sempre.
– un giorno potrebbe essere usata contro di te.
– i dati sono davvero il nuovo oro.
– i nuovi padroni sono le corporazioni
– i loro scagnozzi sono gli algoritmi.

Non ho soluzioni, avrei una direzione da suggerire, ma non in questo articolo.
Per ora cerchiamo di renderci conto che è cambiato tutto.
Dobbiamo imparare a vivere in questo nuovo mondo, se possibile.

2 risposte a “Noi che potevamo bestemmiare all’ombra del campanile.”

  1. Come la foto che ti avevo mostrato: “non dire mai nulla che non vorresti fosse registrato e fatto riascoltare”. La saggezza dei mafiosi Italo americani degli anni ‘30…loro c’erano arrivati prima di tutti, ovviamente per necessità!

  2. No! non sarà più tutto come prima sopratutto i viaggi per cui addio al nostro viaggio di quest’anno in Guatemala.
    Reddito lo avremo più?
    Pensare che avevo raggiunto il mio equilibrio lavorando part time senza auto solo bici e comprando solo il necessario.
    Cosa strana è vedere la pubblicità in tele adattata al coronavirus come se nulla fosse successo,mi chiedo chi comprerà mai un auto dopo questo grottesco incubo?
    Questo porta a riflessioni come se loro sapessero già tutto…
    Vero e sacrosanto che un economia così veloce era un grosso problema da gestire per il pianeta,mi aspettavo un cambio di paradigma a misura d’uomo non ha misura di virus.
    Ci voglio ancora sperare
    Chi vivrà vedrà!tocchiamoci pure ^_^
    Saluti

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