Sito originale 2000-2007, non aggiornato. Indice dell'archivio · Torna a tripluca.com
 
Diari
TripMagazine
TripBlogs
Libro "La Lunga Estate"
TripManuale
TripForum
Porchetti& Cobretti
Home

 


Report01, Report02, Report03, Report04, Report05

Ubud (Bali), 2 Settembre

Eccoci a Bali...isola magica dove millenni di incroci culturali hanno permesso la creazione di splendidi scenari quali il ristorante bavarese a Kuta, citta' marina impestata di turi-surfisti prevalentemente australo-giapponesi uniti in un'armonia insospettata davanti alla spiaggia ondosa e piacevolmente piena di tette abbronzate al vento. L'incontro di popoli e culture porta a volte a degli scontri di interesse quali lo scandalo quotidiano dei cambiavalute della scuola del Mago Silvan che tre volte su quattro fanno sparire un terzo buono del cambio che credevi fosse a buon tasso. Anche in questo caso la risposta e' culturale e l'essermi munito di due siculi veraci quali Giuseppe e Umberto addestrati alla dura scuola catanese che di certo non si fanno fregare e con i quali ci siamo divertiti a capire come funzionava il trucchetto, si e' rivelata una mossa positiva. Nel frattempo a quanto pare avremo un nuovo personaggio, e cioe' Umberto, che vuole scrivere della sua avventura Trawanga-balinese ma che ha fatto il grosso errore di mettere su carta la nuova accezzione che mi sono meritata per colpa del mio stomaco inaspettatamente delicato: Smerdolino. La vendetta non si fara' attendere e presto una scritta: "i programmi sono stati sospesi per eccesso di ingnoranza grammaticale" apparira' sulla pagina di Giuseppe. Ma Bali, Bali, Bali...cos'e'? Bali e' un'isola grande quanto La Sicilia, La Calabria e il Baden Wuttemberg insieme...divisi per 5. Insomma circa 100 Km per 150 km che al cambio attuale con KM Indonesiano fanno circa qualche giorno di viaggio in motorino. Bali e' il turismo in Indonesia, e infatti Kuta fa schifo...pero' basta uscire per trovarsi in mezzo a delle risaie da film, donne che trasportano merce in testa da documentario inglese doppiato ma con la voce originale che si sente sotto, traffico da Napoli durante San Gennaro, bambini che giocano (ci stanno sempre bene in uno scenario e poi da l'idea che ho un animo delicato), cani brutti da far paura, buche mostruose di solito nascoste, e poi una cosa mitica: un sacco di arte. Ci sono delle strade da infarto-da-shopping, cioe' qui producono di tutto, a mano e in lavatrice: statue di pietra, di legno, tessuti, mobili...sono proprio belle cose e se di sicuro la Sony non e' nata qui almeno ci sanno fare con altre cose. Viene voglia di comprare tutto e ci si sente come una massaia in giornata di saldi, perche' i prezzi sono molto interessanti. (in un altro contesto avrei detto 'bassissimi', ma siccome ho un business in mente mi devo contenere). Un altro motivo per chiedersi: ma che ci abbiamo fatto in tutto questo tempo in Australia? La risposta e': abbiamo speso troppo. E quei dieci dollari a notte spesi in quella topaia del Chinatown a Cairns li piangiamo con lacrime amare. Adesso un po' di consigli per il turista: se andate a Ubbud dormite da #@##@###@@##@#@, noi abbiamo pagato 37.500 a notte per un bungalow con acqua calda, cesso automatico (quello di casa, cioe' schiacci un bottone e viene giu' l'acqua purificatrice senza doversi piegare, prendere l'acqua col secchietto e lanciarla cercando di non guardare il risultato della digestione che sara' anche normale ma fa ancora schifo), e vista sulle risaie che fa molto Asia. Ah, la colazione e' compresa ma non e' il massimo. Quel #@##@###@@##@#@ doveva essere sostituito dall'indirizzo che ho perso. Se dormite a Kuta, andate da Dua Dura in Poppies Gang II davanti al ristorante Kori, 40,000 a notte, doccia fredda, cesso misto (a volte automatico a volte manuale), colazione compresa OK. Per mangiare a Kuta una pizza all'80% italiana andate li' vicino in "Gang Popies II, Jl. Bene Sari", costa al massimo 14.000 rupie e fanno anche la pasta. Il nome non me lo ricordo ma lo vedete da fuori che ha il forno a legna ed e' sempre pieno di gente. A Ubbud ho fatto un po' di spese: 63 didgeridoo! Un metro cubo virgola due di speranze che ho spedito con la Krishna Cargo e se non arriva entro due mesi vado a Venezia e torturo i primi Are Krishna che trovo in giro a cantare per farmi dare la roba. Siccome nessuno fa niente per niente e in particolare il sottoscritto il cui conto in banca comincia a perdere zeri adesso vi subite la pubblicita': ho comprato dei didgeridoo fantastici. Ce ne sono di intarsiati in legno che state tranquilli fanno proprio una bella figura nel salotto di casa appesi al muro, il lavoro e' proprio preciso ed elegante. Poi ci sono quelli in stile Australiano fatti anche molto bene. Sono tutti di legno di Tek. Infine quelli in bamboo decorato col fuoco che sono semplicemente bellissimi. Un musicista continuera' a preferire quelli australiani per la particolarita' del suono, ma anche questi suonano molto bene e spero che faremo affari.

Malesia. 10 Settembre

Abbiamo fatto il viaggio di ritorno con la Bourak Airlines di cui ho documentato il decollo con un filmino (ho scoperto solo dopo che usare una macchina digitale in decollo e' da ergastolo), e devo dire che un servizio del genere non l'abbiamo mai avuto: sulla pista chi viene a prenderti di solito? Il pulmino con tre posti a sedere e cento in piedi dove tutti accendono il telefonino e cominciano a parlare con casa. Alla Bourak invece viene la macchina nuova ad aria condizionata e l'autista ti chiama "boss", neanche Barzon che ha la golden card della Lufthansa lo trattano cosi'! E come se non bastasse le due hostess che ci avevano accompagnato all'andata quando tutti si erano dimenticati dei nostri bagagli e che ci avevano chiesto:"Non restate qui qualche giorno?" facendoci aumentare la salivazione del 32% e provocando una sensazione di gola secca da star male, ci hanno riconosciuto e chiesto ancora: "Non restate qui qualche giorno?". Ci siamo consolati con una foto scattata dal pilota della Bourak che ha quanto pare ha due aerei, due computer (al telefono per confermare il ritorno:"I'm sorry, abbiamo due computer e uno e' rotto"), due macchine, due hostess e due turisti all'anno. E quest'anno e' toccato a noi. VOLATE BOURAK! Insomma Giuseppe e io siamo tornati in quella macchina per far soldi che e' Singapore e spero che se c'e' qualche futuro sposo in linea ascolti il mio messaggio e non prenda assolutamente in considerazione l'idea del viaggio di nozze da queste parti a meno che non trovi l'idea di un bacio davanti a un negozio di macchine fotografiche particolarmente romantico. Il tempo di mandare a casa un po' di roba (ho in viaggio tre pacchi: uno dall'Australia, i didgeridoo dall'Indonesia e adesso il pacco da Singapore: scommettiamo che tra un mese ci sara' una collisione tra tre navi?) illudersi di poter comprare qualcosa (il lavoro l'ho lasciato nove mesi fa) e siamo partiti verso la Malesia dove siamo in questo momento. Stiamo viaggiando in pullman e piove. Ai lati della strada palme in continuazione e prima ho visto un gatto schiacciato in mezzo alla strada, se vedo una tigre morta ve la fotografo. Giuseppe ormai e' a poche ore da casa ed e' preso da un misto di felicita' e tristezza, io ho fissato il rientro verso il 10 di novembre e quindi ormai si comincia a guardarsi indietro. Abbiamo pensato in particolare alle Gilies e a chissa' come torna a casa uno dopo sei mesi in un'isoletta del genere. Probabilmente sara' talmente calmo, felice e riconoscente verso Dio e il governo che appena sbarca a Roma lo guarderanno strano, con un alone luminoso attorno e un sorriso beato da Buddha. Al primo semaforo dove commettera' il grave errore di non partire entro 3 secondi e si becchera' un meritato:"E muoviti stronzo!", scendera' dalla macchina e con passo lento si avvicinera' a quello che lo ha insultato per mettergli una mano sulla spalla e dirgli con voce tenera: sfogati fratello, io posso prendere tutta la tua rabbia nel mio cuore". Insomma i figli non mandateli a dottrina da vecchiette acide: pagategli una vacanza alle Gilies! Il messaggio di Gesu' arrivera' nei loro cuori senza bisogno del Vangelo. Ma perche' non faccio il predicatore su internet? Nel frattempo Alessandro e Paolo sull'altro canale si sono messi a lavorare e ho gia' mandato un'email all'Immigration di Sydney per verificare i loro visti, mentre su Tripasia abbiamo Umberto che ha scambiato il sito per un'agenzia matrimoniale ma va bene lo stesso che e' un bravo ragazzo. Va bene adesso chiudo perche' la signora davanti a me un attimo prima che accendessi il computer ha dato una botta all'indietro col sedile che se lo fa ancora devono trovare un ospedale specializzato nell'estrazione di cristalli liquidi dalle mani e comunque e' gia' finita la batteria. Si sbrigheranno a fare batterie che durano di piu' come hanno fatto coi telefonini!

Khota Baru, 14 settembre

Io e Giuseppe siamo stati tre giorni a Kuala Lumpur, la capitale della Malesia. Prima cosa da dire: qui sono mussulmani, poi ci sono gli indiani, e poi i cinesi, cosi' vi fate un'idea dell'aria che tira. A Kuala Lumpur non c'e' un granche' a parte le due torri piu' alte del mondo, che le hanno fatte apposta perche' appunto tutti dicevano che non c'e' un granche'. Adesso tutti dicono che non c'e' un granche' a parte le torri e chissa' che felice che e' il dittatore/presidente/capo carismatico del paese. Abbiamo ritrovato Manu che ormai da un paio di mesi e' alla ricerca del bussiness giusto in compagnia di Ana Laura, una messicana di cui Giuseppe si e' giustamente innamorato non si capisce se per effettivi subbugli coronari o giusto per tenere fede alla tradizione che lo vuole inciampare sempre ad un metro dall'arrivo con conseguenti mesi di telefonate e attese, sfocianti poi in un 'viaggio della speranza' regolarmente destinato a diventare 'viaggio della delusione' e trasformarsi in 'pellegrinaggio del disperato'. Per farvi un esmepio era partito da Catania per stare in Australia un mese e dopo le picche della bionda di turno si e' ritrovato a fare il barbone-lavapiatti errante in giro prima per l'Australia e poi per l'Asia. Eroico, che dire? Adesso Giuseppe e' appena partito con l'Airline Singapore e mi immagino le hostess che tentano di consolarlo, ma siamo tutti con te Giuseppe e ricorda che e' solo questione di soldi: appena puoi riparti. Nel frattempo in quel di Lanciano, Abruzzo c'e' un certo Paolo intento a avvitare bulloni sui Ducati della Fiat ma secondo i miei calcoli a breve avra' abbastanza contanti per ripartire e siamo tutti in attesa. Ma Kuala Lumpur? Attenti quando andate in giro per il night market (il mercato serale) perche' nel giro di 15 minuti mi hanno aperto lo zaino tre volte! In dieci anni di viaggi non mi hanno mai rubato niente, ma stavolta ci mancava poco...e dietro di me c'era Giuseppe che controllava! Qui si possono comprare ottime imitazioni di orologi di marca a 10/15.000 Lire, CD copiati e mangiare per poco. Ma costa tutto piu' che in Indonesia e la gente non e' cosi' solare. Mi sono spostato a khota Baru per andare alle isole Perenthian e qui la situazione e' abbastanza triste. A parte la vomitata in pulman del mio vicino, sulla quale alla prima curva e' caduto il mio zaino e l'accoglienza mattutina di due pantegane da un chilo e mezzo, qui c'e' un odore costante di fogna, le donne hanno tutte il velo (forse per l'odore) e la gente non sorride. Ma com'e'? Qui hanno piu' soldi che in Indonesia, ma non ne sembrano troppo soddisfatti. Sara' che in Indonesia ne hanno talmente pochi che certe cose non le sognano neanche mentre qui le sognano ma non se le possono permettere? Capite il concetto? Chissa'..vi faro' sapere! A sproposito, mi ha scritto un tipo che dice:' vorrei una foto del carcere di Jakarta, anche da fuori se possibile, grazie". A parte la sfiga che mi sta attirando addosso..ma per chi mi ha preso? Comunque gli ho fatto un'imitazione e il brutto ceffo che ho utilizzato come attore dovrebbe andare.

Tailandia, verso Bangkok. 7 settembre,

Eccomi in viaggio verso Bangkok, dopo aver lasciato Giuseppe a Kuala Lumpur ed aver passato due giorni alle mitiche isole Perenthian in Malesia. Mitiche perche' a detta di tutti dovevano essere tra le migliori in Asia. Adesso non lo so se e' perche' le Gilies erano troppo belle per me ma in confronto le Perenthian non valgono una cicca. Sporche, care, musi tristi e niente squali, tartarughe e razze in spiaggia come pronosticato dagli entusiasti. Dopo venti metri di snorkelling ed aver visto un (UNO!) pesce, un granchio, tre sacchetti di plastica e un guanto ho capito che c'era sotto il bidone. A dire la verita' verso gli scogli c'era un po' piu' di vita ma niente a che fare con Jesolo in Agosto. Mi sono detto che probabilmente e' un ottimo sito per le immmersioni ma dato che questo progetto non l'ho realizzato (come il surf) non posso darne testimonianza. Il posto ha l'aria di essere ipersfruttato turisticamente e da molto tempo. Molti ristorantini sono gestiti da 'buana', bianchi, prevalentemente anglosassoni di eta' giovane che se hanno un difetto e' che non sono il massimo della gentilezza. Immmaginatevi la Tatcher da giovane a gestire un bar in spiaggia! Da notare la presenza di grosse lucertole lunghe fino a due metri che viste nel loro ambiente fanno molto documentario ma a razzolare tra i rifiuti un po' meno. Insomma adesso sono in un treno di notte nel mio lettino molto intimo in mezzo ad altri 30 lettini molto intimi e siccome non riesco a dormire mi sono messo a scrivere protetto da una tendina verde stile tovaglia anni '30, usata probabilmente senza interruzione da quell'epoca. Ma che ci vado a fare a Bangkok? Mi sto rendendo conto che non lo so. Dalla Malesia in su e' tutta stagione delle piogge e leggendo il Lonely Planet (una guida) del '97 ho visto che andare in Vietnam, Laos o Cambogia potrebbe risultare abbastanza caro a causa dei visti. Forse me ne torno in Indonesia, precisamente a Java, dove ci dovrebbe essere un sacco di roba interessante per mettere su un sito, e relativo negozio on-line. Ho deciso che tornero' a casa verso il 10 Novembre, causa una piccola operazione, niente di grave non preoccupatevi, mi ridanno semplicemente la vista, gratis. Miracoli del servizio sanitario Italiano. Insomma se oggi e' il 17 settembre ho ancora una cinquantina di giorni da spendere, che a dirlo cosi' sembrano tanto ma che a pensarci bene sono ben pochi! E dopo che faro'? Non lo so ma sono via da nove mesi e fa uno strano effetto pensare a casa, la mia famiglia, i miei amici, il baretto dove ci si trova la sera, la birra in birreria...e' tutto ancora li'? Non e' cambiato niente? E poi il lavoro...dovro' trovarmi un lavoro probabilmente a meno che i miei progetti internettiani non vadano subito in porto come dubito, mi rimettero' a girare il mondo a vendere qualcosa per conto di una ditta? Piu' mi avvicino a Bangkok (da dove ho il biglietto) e piu' ho paura che la tentazione di saltare sull'aereo e tornare a casa faccia finire il viaggio tra pochi giorni. Il fatto e' che ho abbastanza elementi per mettermi al lavoro, sono impaziente e ho la sensazione che mi rimettero' comunque in viaggio a breve.

 

 

La mappa di Bali
La famosa spiaggia a Kuta, paradiso dei surfisti
Sotto piatti e sotto bicchieri
Il Bungalow a Ubud
I didgeridoo in Bamboo bruciato
Gli ottimi snack della Bourak
La gentile accoglienza Malese
Meglio una finta cosi che una vera!
Eccole
Le isole Perenthian
L'ottimo gusto dei gestori

Alla Bolognase
Bolognaise
Bambino Balinese
Una cerimonia religiosa a Kuta
La stessa cerimonia
Le ottime Nike di Bali, 48 ore di autonomia
Cornuto sei!
Maschere in legno
Deni suona uno dei miei didgeridoos
Giuseppe sotto il torchio della polizia dopo aver infranto un'importantissima regola stradale ed aver messo in pericolo la vita di decine di persone: sosta sulle strisce pedonali a semaforo rosso.
Foto di famiglia
Delfini in legno
Statua
In moto in giro per Bali
Offerta agli dei. Bali e' induista ed e' pieno di segni religiosi come questo in giro.
Vista dal Bungalow a Ubud
Bellissime 'Windchimes' in legno
Un osso di mucca intarsiato a mano
Questa statua e' solo un decimo di quello che doveva diventare secondo i progetti del figlio di Suharto, ormai deposto.
Tempio
Orgoglio Italiano
Discutendo i prezzi

PER LA VOSTRA SICUREZZA VOGLIATE OSSERVARE QUESTE REGOLE:

1. Non toccate o scherzate con le scimmie che potrebbero reagire in maniera imprevista

2. Non nutrire le scimmie. Se avete del cibo, lasciatelo ai responsabili.

3. Se non ci sono responsabili date il cibo da una certa distanza di sicurezza.

4. Non nascondete il cibo, lo troveranno anche se e' nelle vostre tasche o borse.

5. Non prendete mai una scimmia in braccio. Se una scimmia vi salta addosso, lasciate il cibo e allontanatevi finche' non salta giu'.

Volevano una foto...
Risaie
Salin (assomiglia al mio amico Salin in Italia)
Il menu' di Salin
Questa scimmia bastarda mi ha fregato gli occhiali da sole mentre ce li avevo addosso! E poi ho dovuto pagare il tipo che le ha recuperate (e che ha rischiato la vita sull'orlo del burrone)
Scimmie al tempio
Sculture in pietra dalle parti di Ubbut
Massaggio mentre si mangia! (la signora a destra non voleva farsi fotografare)
Come possiamo vedere la svastica non e' un'invenzione di Hitler. Questo e' il cancello di un tempio.
Tempio
Tramonto al tempio
Il divieto di usare apparecchi digitali in aereo
Bali dall'aereo
Ho trovato Willie Smith!

Cappuccino Malese: il Kopi Cino!
Giuseppe e Ana, la Messicana, a Kuala Lumpur contrattano per un orologio.
Scene da un matrimonio indiano a KL
Medusa alle Isole Perenthian
La moschea di KL
Ragazzine col velo a Kotha Baru
Rane pronte alla cottura in un ristorante cinese di KL
Per entrare al tempio bisogna essere vestiti in un certo modo
Dall'aereo un vulcano in Indonesia (e allora perche' lo metto qui?)

Giuseppe vittima dell'aria condizionata a Singapore. Otto ore di terrore mentre fuori c'erano 30 gradi.
Un malvivente malese

Report01, Report02, Report03, Report04, Report05