TripLife 1.0 – Lavorare per viaggiare (20)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiandoQuesto é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Lavorare per Viaggiare

Il titolo di questo capitolo non é il classico “lavorare viaggiando”,  ma “lavorare per viaggiare”.
La differenza é sostanziale. Mentre il “lavorare viaggiando” é in un certo senso il punto di arrivo, il “lavorare per viaggiare” é la fase intermedia.
Come dicevo nel capitolo precedente infatti, prima di sdoganarti completamente dal lavoro per conto terzi, passerà del tempo.
In questo capitolo approfondisco l’argomento cercando di presentare le varie possibilità che hai.

Vediamole:

Lavori Umili

Per lavori umili non intendo per forza il classico lavapiatti, ma qualsiasi attività che sia al di sotto delle tue possibilità.
Per me, per esempio, lavorare alla reception di un albergo nel 2002 a Furteventura, era un lavoro riduttivo. Lo avevo già fatto a Parigi per due anni, parlavo cinque lingue, ero stato Area Manager con la Mercedes nera e anch’io avevo avuto un cliente di Hong Kong che insisteva per portarmi a puttane e che non capiva perché mi rifiutassi.
La reception era certamente un passo indietro.
Invece di farti la lista di cose che puoi fare, che sarebbe infinita, ti dò alcune dritte.

a) Sgonfia il CV: sei troppo bravo. Per trovare lavoro dovrai sgonfiare il curriculum (invece di gonfiarlo come hai sempre fatto), per non far capire ai datori di lavoro che razza di genio sei. Riscrivilo omettendo le varie lauree in Chimica del Marketing e i Master in Ingegneria Architetturale di Sistemi Complessi. Sii minimalista in modo da mettere in evidenza le poche cose che servono in questo lavoro e tieni un basso profilo. Possiamo riassumere questo punto con: presentati non per quello che sei, ma per quello che servi.
Se vai a lavare piatti mostra i bicipiti, se vai a lavare per terra i tricipiti e se vai a fare il giardiniere i quadricipiti, cioé il muscolo adatto ad ogni situazione.
Insomma, cerca di capire cosa cercano e fa in modo di esserlo.
“Eccomi quà, il lavapiatti più veloce del West Australia”, dev’essere la tua frase magica.

b)  Durerai poco: a meno che tu non capisca finalmente che la tua strada era fare il pulisci-tavolini di un infimo bar di King’s Cross, dopo un pò ti stuferai. Sia perché sai di essere sotto utilizzato che per la bramosia di ripartire. A un certo punto comincerai a soffrire un sacco. Di solito questo avviene quando i tuoi possedimenti terreni superano i 2000 euro che a quel punto avranno un significato ben diverso da quello che hanno oggi. In quei 2000 euro vedrai mesi di goduria tra Laos, Cambogia e Vietnam, per esempio.
Tienne conto, e non entrare nella spirale della vita normale nel luogo dove vivi.
Se lo fai, spendi un sacco e rischi di lavorare per troppo tempo in un posto che non ti piace. Stringi i denti. Lavora, risparmia e poi ti godrai i soldi da un’altra parte.
Carpe Post Diem.

Lavori Occasionali Non Umili

Se sei un pò più fortunato e sveglio, invece di lavare piatti ti ritroverai a svolgere mansioni di più alto livello per periodi limitati.
Mi riferisco a lavori che richiedono qualcosa di più della forza fisica ma un minimo di competenze.
Il Barman é l’esempio più classico, ma potresti lavorare a un Call Center, fare delle analisi di mercato per un progetto specifico, creare un sito web, lavorare di grafica, accogliere i turisti…e mille altri lavori.
Alcuni consigli:

a) Se non l’hai mai fatto provaci: prima di perdere un’opportunità perché non l’hai mai fatto, pensaci.
Davvero non sei in grado di farlo? Spesso lavori apparentemente tecnici richiedono un periodo di apprendimento molto breve e l’importante é iniziare.
I datori di lavoro cercano persone con esperienza perché non vogliono perdere tempo a spiegare, ma molto spesso una persona senza esperienza con voglia di imparare é  meglio anche per loro.
Solo che non vogliono rischiare, quindi devi essere tu a convincerli.

b) Dimentica chi sei: per un ingegnere é più facile fare il lavapiatti  che mettersi a fare il commerciale. Questo perché il lavapiatti lo puoi fare senza accendere il cervello, mentre se ti devi mettere a vendere, hai un grosso freno nella tua impostazione mentale.
E’ un’opportunità unica per diventare una persona più flessibile. Chissà che 10 anni dopo quando avrai viaggiato abbastanza, non trovi il lavoro perfetto da ingegnere anche grazie alle competenze commerciali acquisite in quel di Melbourne.
Se invece inizi un’attività in proprio, la polivalenza, il saper vedere le cose da varie prospettive, é fondamentale.
Gli ingegneri puri, i commerciali puri e i tecnici puri raramente diventano buoni imprenditori.

Attività Imprenditoriali Occasionali

Queste sono le più interessanti ed eccitanti. Arrivare in un paese sconosciuto, fornire un servizio a pagamento per un paio di mesi e andarsene. Il Flash Business.
Come esempio posso portare la mia esperienza di vendita siti web in Australia.
Era il 2000 e avevo imparato (più o meno) a Febbraio a mettere in piedi siti web, e a Marzo ne sfornavo uno alla settimana a Cairns. Senza ditta, senza esperienza, senza un futuro (e infatti  finì con una bella espulsione).
Quel lavoro mi permise di guadagnare qualche migliaio di dollari, prendermi il mio primo portatile ed entrare a pieno titolo nel mondo del .com..si può dire che quello fu il momento della TripGenesi che poi portò all’idea di restare nel mondo di internet e quindi a Praga ecc….

Analizzando cosa mi differenziava dagli altri che cercavano fattorie dove raccogliere mele, mi rendo conto che anche in questo caso era solo questione di un atteggiamento diverso. Il voler per forza vedere le cose da varie angolature, il non volermi adattare ai  classici schemi e un difetto del gene dell’inibizione: mi é sempre piaciuto provare cose nuove, e mi sono spesso trovato a provarle ancora prima di pensarci.

Un altro esempio che mi viene in mente é Manu il messicano che arrivato in Giappone con un centinaio di orologi presi a Bali a 5 dollari l’uno, si é messo a venderli in strada e, con sua immensa sorpresa, i giapponesi compravano senza nemmeno pensarci, come degli automi. Ecco una cosa che io non sarei stato in grado di fare, ma che dimostra il punto di cui sopra.

Non so se questo si possa insegnare o trasmettere, ma per ora limitati a sapere che ogni volta che arriverai in un paese nuovo la cosa più preziosa sarà la tua capacità di vedere le cose in modo diverso dai locali. Da lì possono nascere idee molto redditizie.

Concludendo

Se vuoi lavorare lavori. Il mondo gira grazie al lavoro e ce n’é sempre, ovunque.
Basta adattarsi, stringere i denti o far funzionare le meningi, e qualcosa tiri fuori.
L’importante é raccogliere qualche bigliettone, fare esperienze, imparare ed evolverti, per poi ripartire.
Inizia con i lavori umili, passa a quelli occasionali e poi magari diventa anche un piccolo imprenditore flash.
Potrebbe essere l’inizio di una carriera professionale al di fuori degli schemi.

Continua

6 risposte a “TripLife 1.0 – Lavorare per viaggiare (20)”

  1. Soprattutto é un modo importante di conoscere un sacco di persone, cosa sempre utile e fondamentale elemento per la crescita!

  2. Questo capitolo è l’implicita risposta a coloro che a volte ti accusano di “vendere facili sogni”: come dicevi tu stesso tempo fa, per vivere viaggiando ci vogliono abnegazione, umiltà e autodisciplina.

  3. CIAO LUCA!BELLISSIMO POST!!MI PIACEREBBE SCRIVESSI QUALCOSA RIGUARDO ALL’AMORE…A QUANTO L’AMORE POSSA BLOCCARTI E RENDERTI FELICE ANCHE SE POI NON PUOI + REALIZZARTI…AL CERVELLO UMANO CHE SOFFRE FACENDOSI FILM ASSURDI SULL’AMORE VERSO UNA PERSONA UNICA E INSOSTITUIBILE!!!
    CIAO IN GAMBA!

  4. Ciao luca volevo segnalarti una trasmissione che mi ha fatto venire in mente il tuo sito e te perchè parla di cambiare vita e i casi della vita che ci mettono di fronte al cambiamento….ascoltala…ascoltatela….
    http://www.radio24.it il programma si chiama VENDO TUTTO e è ascoltabile in podcast in diretta alle 16.00 tutti i giorni!!!oppure in replica….
    ciao

  5. Bel post.
    All’inizio della mia avventura facevo lavori umili, ora sono passato a lavori occasionali non umili e ben pagati o che comunque mi permettono di trarre una certa soddisfazione da quel che faccio e soprattutto posso andare in posti diversi grazie al lavoro..forse il prossimo passo e’ l’attivita’ imprenditoriale 🙂
    Un saluto a tutti!!!

  6. ciao!!!sono dieci anni che viaggio per l’Europa e nel Mondo…ho 27 anni…ho fatto tantissimi tipi di lavori…ed ora che avevo deciso di tornare a Roma…il cesto di speranze che all’inizio era pieno….si sta mano mano svuotando!Le opportunità lavorative per chi fa questa vita sono ridotte tornati in Italia, in pochi capiscono questo stile di vite saltellante ma sicuramente EMOZIONANTE!!!L’italia mi affascina ma mi respinge…dove possiamo andare quindi in coppia parlando bene 4 lingue?lussemburgo?olanda?belgio?barcellona?oddio aiutatemi a capire dove ora la stagione gira e ..i soldi pure visto che a roma da 4 mesi non si muove nienteeeeeeeee!!!!ciao a tutti e…fate la valigia!!!

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