The Non Walking Born

The-Non-Walking-BornUn neonato, ho appreso, è prima di tutto una persona seria. Estremamente seria.
La sua parola d’ordine infatti è sopravvivenza.

Tu credevi che sarebbe stata una serie di “amooore, bella, cucucucucu, ah ah ah, che carina”.
Ma il neonato, se potesse parlare direbbe cose ben diverse.

Probabilmente volgari.

Per questo l’altro giorno a Monaco mentre ero in un parco a scarrozzare Leila nella natura, mi sono immaginato un dialogo tra genitori novelli e bimbo e ho deciso di scriverlo.

Vi presento quindi il mio primo copione per una serie TV intitolato:

 

The Non Walking Born

Siamo in un appartamento di media periferia. I genitori novelli hanno portato a casa il loro neonato dall’ospedale. Pronta ad accoglierlo c’è una stanza tutta dedicata lui, le figurine ai muri, delle lampade notturne.

 

  • [lui] “Cara, adesso che l’abbiamo portato a casa siamo finalmente una famiglia, che felicità!”
  • [lei] “si, amore, si, saremo felici ogni giorno, che bello…oh, guarda, si è svegliato!”
  • [neonato – pensa tra sè] “ca**o che dormita, min**a che fame, porca troia mi sono cagato addosso di nuovo e ‘sti cog**oni che parlano tra loro senza badare a me. Aspetta che li sveglio dal loro torpore: UAHHAHHHHHIHAHHHHHUHAHHHHAH!!! (piange)”
  • [lui] “cara, piange, che facciamo?”
  • [lei] “non so, avrà fame” (tira fuori una tetta)
  •  [neonato – pensa tra sè] “veramente se mi toglievi ‘sta merda di dosso magari andavo a tavola più volentieri, ma tanto lo so che non c’è verso di farti capire le priorità, facciamoci ‘sta poppata dai” (neonato poppa).
  • [lui] “che carino, guarda come mangia”
  • [lei] “si, è un tesoro”
  • [neonato – pensa tra sè] “si, un tesoro col culo sporco di merda, ma guarda in che stato indegno mi ritrovo” (poppa)
  • [lei] “oh, guarda, ha finito, dici che ha mangiato abbastanza?”
  • [lui] “non so, che dice il libro? guardiamo in internet?”
  • [neonato] “Macchè internet e libri di me**a! Sentite, quando ciò fame mangio, eccheccazz, e quando non c’era internet e i pediatri come credi che facessero? Te fammi mangiare quando ho fame e vedrai che andrà tutto bene”
  • [lui] “oddio ma parla!”
  • [lei] “è  un miracolo”
  • [neonato] “macchè miracolo, è una storia scritta dal tripluca, per esigenze di copione facciamo che ci capiamo e basta. Adesso mi pulisci ‘sto culo si o no?”
  • [lei] “si si amore, andiamo a cambiarti i pannolini”
  • [neonato] “Dio che schifo, come un vecchio col pannolino sono ridotto”
  • [lei] “ecco qui, adesso ti cambio amore mio” (lo spoglia)
  • [neonato] “MAREMMA MAIALA INGOLFATA che freddo boia eccheminkia è? Mi devi assiderare per cambiarmi? UAHHHHHH UAHAHHHAHH UAHAHHHAHH!!!”
  • [lui] “cos’ha amore? Gli stai facendo male?”
  • [lei] “non so, non so, oddio, saranno ‘sti pannolini del Lidl? Ti avevo detto che dovevamo prendere i Pampers SuperAssorbenti DeLuxe Biologici Cul Net a 12 € al grammo.”
  • [neonato] “Cosa sentono le mie orecchie? Lidl? Oh ma qua MICA CI SIAMO CAPITI eh! Io voglio il meglio del meglio!”
  • [lui] “ma, io credevo che non ti saresti accorto della differenza…”
  • [neonato] “ca**o avvicinati un attimo che ti devo pisciare addosso. Che ca**o di discorsi sono? Ma lo sai che le chiappe di un neonato sono più sensibili DEL NASO DI UNO SQUALO? Sentono una goccia di pipí anche a distanza di km. Quindi Pampers e basta d’ora in poi. Anzi, fategli una donazione per la ricerca perchè ne hanno ancora molta di strada da fare quei co***oni”.
  • [lei] “ecco amorino mio, ti ho cambiato. Adesso stai bene si si si si?”
  • [neonato] “senti, mettiamo in chiaro una cosa: bene stavo prima, dentro in pancia dove mangiavo, dormivo e cagavo a mio piacimento, la temperatura era controllata, i suoni attutiti e malattie zero. Qui fuori è una fottuta merda, cercate solo di limitare il danno, ma nulla sarà come prima. BOARGGHHHHHH” (vomita)
  • [lui] “oddio, ha vomitato, starà male?”
  • [lei] “no no, tranquillo, dicono che sia normale”
  • [neonato] “porca di quella maiala squartata, NORMALE UNA MINKIA, ti piace a te vomitarti addosso? Non vedi che mi manca una valvola in gola? Non capisci che era ovvio che sarei dovuto restare dentro? E puliscimi ‘sta bocca che mi va giù per il collo, donna! UAHHHHH UAHHHHH UAHAHHHHHHH!!!!!!”
  • [lei] “ok ecco fatto, scusa amorino mio, scusa!”
  • [neonato] “bon, adesso mi faccio una dormita e spero di risvegliarmi in pancia, questo dev’essere solo un brutto sogno di merda” (ronfa)
  • [lui] “dorme?”
  • [lei] “si, mettiamolo in culla” (lo mette dolcemente nella culla)
  • [neonato] “UAHHHHHH UAHHHHHH UAHHHHHH Ecchestraminkia combini DONNA?!? Lo sai che sono abituato a stare in pancia, quindi prendimi in braccio e simula nel modo migliore lo sballottamento dei miei giorni passati felici, AVANTI CA**O!” (lei lo prende in braccio)
  • [neonato] “UAHHH UAHHH UAHHHHHHHHHHHH!! Quel porco del maiale di un Giuda, sei seduta? E che ci fai seduta? La Madre Sedentaria? IN PIEDI!! Mi devi sballottare in piedi!!”
  • [lei] “amore, si, ma che differenza c’è?”
  • [neonato] “non lo so, ma lo sento col mio altimetro interno e sto meglio se stai in piedi.”
  • [lei] “ma sono stanca”
  • [neonato] “stanca?” (diventa rosso e piange senza suoni, tira fuori la lingua e sembra voglia scoppiare) “STANCA?!?  Mettiamo in chiaro una cosa: d’ora in poi le tue priorità valgono zero OK? Io qui devo sopravvivere, te il tuo tempo l’hai fatto. Non ti ho chiesto io di tirarmi fuori, è stata una tua scelta. Mutterschaft Macht Nicht Frei!!UAHHHHH UAHHHHHH UAHHHHHHH!!!!!!!”
  • [lei] “l’istinto materno, amore”
  • [neonato] “ecco, prima cedi agli istinti più bassi e poi mi rompi i maroni che sei stanca! Adesso mi faccio una bella cagata cosi impari. MMMM…MMMMM…MMMMMM.OOOOOOHHHH YES BABY YESSS!!!!”
  • [lei] “oddio caro, ha fatto la pupù!” (lui dorme) “caro? Caro? La pupù”
  • [lui] “eh? Ah si…scusa dormivo. La pupù? Ancora?”
  • [neonato] “Ancora ‘staminkia, non sai che ho uno stomaco grande come una nespola? Ringrazia il cielo che cago, vedrai che paura quando mi viene la stitichezza”
  • [lei] “si amore, mangia e fai popò, noi siamo qui per te sempre sai?”
  • [lui] “oddio, io dovrei anche dormire un po’ per lavorare”
  • [neonato] “si si vedrai che belle dormite ti aspettano” (chiude gli occhi ma ne tiene uno leggermente aperto)
  • [lei – sussurra] “dorme, che angioletto quando dorme. Vado a farmi una doccia ok caro?”
  • [lui] “si, ok, io vado a farmi un caffe”. (escono dalla stanzetta e chiudono la porta)
  • [neonato] “MUAHHH!!!!!!!!!! AAAUUUUHHHHHH!!! MUAAAH!!!!!”
  • [lei – torna in stanza] “oddio amore che succede? Non dormi?”
  • [neonato] “si si adesso dormo, mi volevo solo fare un bel piantino pre-sonno. Ti dispiace stare con me mentre dormo?”
  • [lei] “ma veramente, la doccia..”
  • [neonato] “STOCA**O LA DOCCIA!!!! La vuoi una doccia di lacrime che ti si stringe il cuore e sembra che soffoco e ti sentirai la madre più merdosa della storia? La vuoi, eh? La vuoi?!?!?!?!? Zitta e qui, in silenzio e ogni tanto toccami il pancino che cosi magari mi faccio un’altra cagata nel sonno che ho voglia di sognare una bella cagata senza pensieri come quelle che facevo prima altro che ‘sta roba schifosa e degradante col pannolone.”
  • [lei] “si caro, mamma è qui con te, non ti preoccupare, dormi”
  • [neonato chiude un occhio e tiene mezzo aperto l’altro] “RONFFF, RONFF…”

Dopo un po’,  lui si avvicina, stanchissimo e si mette vicino alla culla.

  • [lui] “amore”
  • [lei] “si?”
  • [lui] “come va?”
  • [lei] “eh, insomma, sono stanchina”
  • [lui] “eh si, ti capisco…senti, volevo chiederti  una cosa..”
  • [lei] “dimmi amore”
  • [lui] “il bambino…”
  • [lei] “si?”
  • [lui] “non so, mi fa strano chiederlo ma…io volevo chiederti. Ma dormi?”
  • [lei, si sveglia] “ah si, scusa, mi sono appisolata un attimo, dicevi?”
  • [lui] “cioè, il bambino…non sorride mai?”
  • [lei] “…non so, non l’ho mai visto sorridere”
  • [lui] “sarà che non è contento?”
  • [lei] “eh, in effetti non è che sembri molto soddisfatto”

 

Il giorno dopo, alle 4 e 30 del mattino.

  • [neonato] “UAHHHHH UAHHHHH UAHHHHHHH”
  • [lei, si sveglia] “eccomi amore, cosa c’è? Ti sei sporcato? Hai fame? Male al pancino?”
  • [lui] “oddio che c’è? Che ora è?”
  • [neonato] “O ca**o c’hai TRE COSE da imparare: darmi la tetta, cambiarmi e capire dal tipo di pianto cosa non va. Questo era un pianto di fame, non hai notato la continuità e gli echi di disperazione? Sono diversi da quelli intermittenti e con un tono di fastidio del pannolino sporco. Hai intenzione di imparare o mi devo sgolare per mezz’ora ogni volta?”
  • [lei] “si si amore, imparerò. Ecco la tetta”
  • [neonato poppa con rabbia e pensa] “ma che servizio di ***rda, ca**o l’hanno tagliato a fare il cordone? E’ come passare dalla fibra ottica flat a una sim con 1 GB al mese.”

 

E’ mezzogiorno e i due neogenitori sono stanchi e affamati.

 

  • [lui] “cara, che si mangia?”
  • [lei] “non so, sono spossata, puoi fare tu qualcosa?
  • [lui] “io? Sono di fretta, devo lavorare..non puoi buttare su una pasta al volo?”
  • [neonato, pensa] “è il momento giusto….” [ad alta voce] “UAHHHHHHH UAHHHHH UAHHHHH UAHHHH!!!!!”
  • [lei] “oddio che succede? Ha appena mangiato, l’ho appena cambiato!!”
  • [lui, la testa tra le braccia] “non so, non so, ho fame anch’io…”
  • [lei] “ma come vuoi che ti stia dietro?? Non vedi che il bimbo piange?”
  • [lui] “si, ma io…fame…io…stanco…”
  • [neonato, pensa] “ottimo, teniamoli divisi ma non troppo, in modo che non riescano  pensare con lucidità ma soppravvivano. Dividi et impera. Ma tienli in vita”.

lei mangia una carota cruda non lavata, lui dorme sul tavolo, neonato, poppa con immensa soddisfazione.

 

IN THE NEXT EPISODE OF THE NON WALKING BORN:

  • [lui] “cara, amore, vieni qui!!”
  • [lei] “oddio, dimmi, che succede?”
  • [lui] “ha sorriso! O almeno credo..”
  • [neonato, sorride e , guardando la telecamera, pensa] “Guardali come ci cascano. Non sanno che è solo una strategia per il potere. E’ infatti arrivato il momento di interagire, la cosa mi darà un maggiore controllo sui dettagli. (ride) MUAHHH MUAHH MUAHH”
  • [lei] “oddio che amore..ride….” (piange per l’emozione).

3 risposte a “The Non Walking Born”

  1. Ahahahaah ho le lacrime dal ridere (e dal sonno): nostro figlio ha poco più di un mese…!
    Ho fatto un round the world due anni dopo di te, i nostri figli sono nati quasi insieme, quando passi da Brescia fermati da me in gelateria che vi offro un gelato!!!
    Marco

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