La cattiveria

Congeliamo i cattivi?
Congeliamo i cattivi?

A volte mi chiedo se la quantità di cattiveria nel mondo sia sempre la stessa e si limiti a passare da una persona all’altra.
L’idea nasce dall’osservazione di come quando siamo nervosi cerchiamo di scaricare la tensione e se lo facciamo su un’altra persona, questa diventa nervosa mentre noi ci calmiamo.

Se invece teniamo tutto dentro, la cattiveria, come un’energia, ci mangia dentro.

Si potrebbe quindi forse dire che la cattiveria non nasce e non muore, ma si sposta.

Se per puro esperimento teorico volessimo definire la frase precedente come un assioma, e quindi considerarlo vero, potrebbe essere interessante farsi varie domande:

  • Come ridurre il danno? é possibile nasconderla? Isolarla come se fosse una scoria nucleare?
  • Muore con la persona? In questo caso, uccidere i cattivi con l’obiettivo di eliminare la loro cattiveria prima che la passino ad altri é moralmente accettabile o comunque efficiente?
  • Chi subisce la cattiveria quando é indifeso, per esempio un bambino, é innocente quando da adulto la riversa sugli altri?

Ma la domanda più interessante, che va contro l’assioma stesso é: ci sono metodi per eliminare una certa quantità di cattiveria?

Tutto questo ragionamento mi é venuto in mente pensando a certi insegnamenti religiosi come il perdono (cristiano), compassione (buddista) e probabilmente molti altri.

Forse sono semplicemente tecniche di riduzione del tasso di cattiveria umana? E se le praticassimo in tanti, tra qualche millennio ci sarebbe talmente poca cattiveria che l’uomo sarebbe più simile a un Dio che a una bestia?

Il “porgi l’altra guancia” come tecnica di assorbimento di energia negativa che, passando per un animo elevato, si annulla e diventa amore?

Affascinante no?

8 risposte a “La cattiveria”

  1. Bello! Non ci avevo mai pensato che sulla cattiveria si può applicare il principio di Lavoisier secondo il quale nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!
    Ottimo spunto!

  2. Secondo me no. Tutto deve avere un equilibrio altrimenti il mondo non potrebbe esistere. Il bene con il male, il bello con il brutto, l’energia positiva con quella negativa, etc. Nulla si perde, nulla si consuma ma tutto il male, così come il bene, fluttua nell’aria spostandosi. Quindi dobbiamo imparare a convivere con questa idea. L’unica cosa che possiamo fare (secondo me) per cercare di vivere serenamente è di immagazzinare il più possibile energia positiva e donarla a chi ci sta accanto, spostare altrove quella negativa, restando consapevoli che se qualcosa di brutto ci accade fa parte del conto della vita e quindi viverlo serenamente, senza immagazzinare ulteriore rabbia e negatività ma al contrario porre una barriera perchè possa andarsene velocemente. Non so se ho ragione ma io pensando così sto vivendo bene.

  3. molto interessante, recentemente ho studiato (e sto studiando) tematiche filosofico-umaniste… posso dirti che in merito vi sono vari studi che comunque hanno una cosa in comune, vale a dire un graduale distaccamento dai propri io e tutto quello che ne consegue, distacco da quello che ci circonda dove per distacco s’ intende una semplice presa di coscienza di quanto accade intorno a noi. Questa è ovviamente una strada riservata a pochi illuminati che raggiungono tale livello solo dopo anni e anni di pratica. La cattiveria, al pari di altri sentimenti rappresenta un emissione di energia e quello che dici tu è corretto, se ad esempio io mi arrabbio con una persona ci sono buone possibilitá che questi si arrabbi a sua volta e i nostri reciproci sentimenti negativi trarranno energia l’ uno dall’ altro… ma se la persona con cui mi arrabbio sarà distaccata, ecco che non ci sarà alcuno scambio di energia negativa, ma vi è anche la possibilità che io stesso sia distaccato quindi già all’ origine avremo risolto il problema…
    Questa la teoria, la pratica, mi limiterò a qualche cenno, ci aiuta a lavorare su noi stessi e al rapporto con i sentimenti e le energie altrui. Le energie, sia positive che negative vanno canalizzate, se vogliamo usate, esistono vere e proprie tecniche da adottare in caso di arrabbiature e altre prettamente difensive… respirazione, meditazione, autoosservazione e coscienza di sè sono parti imprescindibili di un processo che ci porta a stare meglio.
    Questo in estrema sintesi ma consideriamo che esiste una letteratura di fatto sterminata in merito…

  4. @Jobbe: dai che hai controllato in wikipedia. Non e’ possibile che te lo ricordassi.
    @Lucia: secondo te no, nel senso che non va distrutta e ci si deve convivere?
    @Piko hai qualche bel libro da consigliare?
    @Ale: va in mona

  5. attraverso un lavoro puoi usare l’energia in svariate forme e trasformarla. fai sport, suona musica e soprattutto tromba a volontà. l’amore dopo aver litigato è sempre più bello… anche col tuo vicino di casa o di scrivania.

    Oppure fatti un giro al burningman e vedi là come funziona

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