TripLife 1.0 – Interviste – Paolo e Valeria TripMaiTrop 6 anni dopo (32)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiandoQuesto é un capitolo del libro che sto scrivendo online…da nove anni (si, mi sono preso una bella pausa!):
TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Interviste – Paolo e Valeria Mai Trop – 6 anni dopo

6 anni dopo la prima intervista chiedo a PaoloTripMaiTrop e Valeria di rilasciarmi una nuova intervista per sapere com’è andata a finire.
E’ Valeria, la PR della ditta TripMaiTrip che parla:

  • 6 anni fa eravate già nella fase post-tutto-è-bellissimo-voglio-viaggiare-per-sempre-e-saremo-sempre-felici-basta-essere-in-giro. Dicevate per esempio che “il mondo che sta cambiando e che ci sta entusiasmando molto meno”.
    Come avete passato questi anni?
In questi ultimi anni siamo stati inizialmente un po’ qua in Italia, poi per un lungo periodo all’estero, più precisamente in Spagna per lavoro, e da  quasi tre anni siamo rientrati in patria.

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  • Avete avuto un bambino. Che intenzioni avete per lui? Lo mandate alla Bocconi, a zappare la terra o in giro con lo zaino a 6 anni compiuti?
Tra le tre opzioni a zappare!
Pensiamo che il contatto con la terra, la natura e gli animali siano una buona base di partenza per crescere.
Cose semplici e genuine come vedere crescere una pianta di pomodoro e cogliere i suoi frutti, pensiamo che siano una buona scuola.
I viaggi a suo tempo, magari a 7 anni!
 
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  • E’ per dare tuo figlio un contatto con gli animali che hai sposato quella bestia di Paolo?
    Che ne è stato della casa nella prateria lontana da tutto e tutti? Più che altro mi interessa sapere il filo che lega l’istinto del viaggio (e quindi dell’immergersi in mezzo alla gente) a quello di isolarsi.
    Non sto cercando un’incongruenza, anzi, credo che in fondo ci sia una forte coerenza, riuscite ad esplicitarla?
La casa nella prateria è sempre al primo posto dei nostri desideri, sempre.
Purtroppo non è così semplice come ci auguravamo.
Comunque non demordiamo e proseguiamo nelle ricerche.
Paolo è la bestia ovvio!
Diciamo che viaggiare ti porta paradossalmente ad isolarti, spostandoti spesso sei costretto a fare sempre conto solo sulle tue forze e consapevolezze.
Certo viaggiando conosci tante persone, luoghi, culture ma è sempre tutto di passaggio, che esso sia lungo o breve!
Così ti ritrovi a volerti isolare nel tuo microcosmo chiamato casa, perché “solo” è tutto come lo desideri tu, senza troppi sforzi.
Per noi per lo meno è così.
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  • Vi sentite diversi dalle persone che vivono attorno a voi? Cioè, adesso che siete residenti, siete…residenti come gli altri o diversamente residenti?
Anche noi paghiamo le bollette, andiamo a lavorare, facciamo la spesa e viviamo la nostra città come tutti quelli che vivono in un posto fisso.
Essere residenti o viaggiatori ad ogni modo non cambia il nostro stato d’animo, l’approccio alla quotidianità.
Diciamo che notiamo delle differenze tra noi e molte persone in generale che magari non hanno molti stimoli, interessi o rispetto verso il mondo.
La curiosità e l’esplorazione possono sussistere in tutte le situazioni di spostamento e non.
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  • E avete notato un “calo dell’attenzione”? La curiosità è sempre la stessa? Chiedo perché io da fermo mi impigrisco e il divento un Fantozzi da collezione.
La curiosità è sempre la stessa, certo a volte la pigrizia può prendere il sopravvento ma tendenzialmente siamo sempre in fermento con anima e corpo!
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  • Qual’è il vostro rapporto con internet e la tecnologia digitale in genere? E’ un’opportunità di libertà o una schiavitù?
Internet è necessario, mentre per la tecnologia digitale dipende.
Prima eravamo molto più presenti e metodici nell’aggiornare i blog o nell’essere vivi sui social ora invece utilizziamo internet come fonte di ricerca.
Ricerca delle informazioni, nozioni o anche semplicemente per curiosità varie.
Per le tecnologie, mentre prima eravamo un po’ “schiavi” delle ultime novità di portatili o altro, ora lasciamo un po’ correre.
Se una cosa non è necessaria ci interessa relativamente.
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  • Viaggerete ancora? Vi sposterete o pensate di rimanere dove vi trovate ora?

Viaggeremo ancora certo, soprattutto non appena la belva jr sarà in grado di godersi gli spostamenti.

Probabilmente però i nostri viaggi saranno un po’ più ad hoc e con dei tempi più brevi.
Spostarsi a vivere all’estero chissà, al momento è un no.
Crediamo fermamente di poter trovare la nostra casa nella prateria e non dobbiamo demordere!

  • Nella prima intervista vi avevo chiesto “è stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa vi ha convinto?”. Adesso vi chiedo “è stato difficile fermarsi?”
Fermarsi è stato naturale, senza troppe chiacchiere ci siamo ritrovati a volere la stessa cosa. “Mettere radici” non è stato affatto difficile, anzi era probabilmente una scelta che avremmo dovuto prendere un po’ prima.
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Per approfondire andate a vedere  PaoloTripMaiTrop

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