Un mondo di viaggi finti ti attende

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A me questa cosa nuova di Airbnb fa, a pelle, un po’ rabbrividire:

“Vogliamo che ogni viaggio che fai sia magico. Per cui non devi più seguire le mappe, aspettare in coda, e scattare foto dei soliti posti turistici. Adesso puoi avere accesso a esperienze uniche, case incredibili e preferenze locali: tutto questo da un’unica app.”

Era possibile anche prima, non era facile ma il bello era quello, adesso appena uscirai dal percorso turistico rischierai di trovare turisti.
L’idea di rendere facile prenotare un corso di spada giapponese o la ricerca dei tartufi è bella ma la mia paura è che massificheranno anche quello.
I turisti stavano bene a fare le foto a Piazza San Marco, adesso me li vuoi portare anche nel bacaro che non ha insegne apposta per non farsi scoprire dai turisti?

E’ come se si fossero messi a commercializzare anche l’off the beaten track.
Il bello dell’off the beaten track era che ci arrivavi con fatica, cercando, sbagliando strada, chiedendo ad amici…adesso è sull’app.

A Venezia c’è la Fondamenta degli Ormesini, con vari bar dove trovi spritz e cicchetti. Trovi anche turisti ma non troppi, o almeno meno di altri posti e a Venezia è già una conquista.
Adesso se Airnb mi ci porta i turisti dove mando i miei amici ai quali voglio dare una dritta un po’ local?
Gli dico “spaccati una gamba e fatti curare all’Ospedale Civile che è molto bello e local?”

E’ come se avessero costruito un’autostrada in mezzo al bosco.

E’ come quando hanno messo le barche veloci per Gili Trawangan.
E’ andato tutto a puttane perchè se porti le puttane, quelle che il ferry di 12 ore non se lo sparano che si rovinano i tacchi e gli si scioglie il botox, va tutto a puttane per forza.

Recentemente dei conoscenti mi hanno chiesto consigli sulla Thailandia.
Vogliono viverla da local, non da turisti.
Allora ho provato a dare delle dritte, ma dopo un po’ mi hanno fatto capire che volevano stare comodi, avere una Guida per girare Bangkok e organizzare tutto prima.
Eccoli: sono loro quelli che useranno l’app.
Quelli che vogliono giocare a non fare i turisti.

Adesso mi mandano a puttane anche il negozietto di noodle in Rangnam a Bangkok dove non ci sono farang?
I farang passano ma non si fermano, non si fidano, non capiscono cos’è scritto.
Meglio, che tirino dritto, di posti ce ne sono tanti, proprio qua devi venire?

Adesso mi arriveranno i gruppi con lo smartphone in mano e un accompagnatore che li ha fatti pagare 50 € per il privilegio di mangiare like a local?
Ma come vuoi che mangi un local? Vai dove ci sono solo local, fatti sbattere qualcosa sul piatto e mangia. Se ti serve una guida con 4,5 stelline per fidarti ed entrare forse era meglio se te stavi a casa.
Perchè il viaggio é scomodo per definizione. Senó anche il negozietto di noodle diventa un monumento.
Mi vedo già preoccupati i proprietari preoccupati di non sembrare troppo moderni che si mettono il cappello da risaia per far contenti questi che pagano 150 Bath al piatto invece dei soliti 60.
Se monetizzano anche questo…cosa ci resta?
Scusate la visione negativa ma ormai vedo tutto in termini di capitale americano che si interfaccia tra la domanda e l’offerta e si prende la parte del leone, non di startup innovative.
Prendono le cose gratis e te le fanno pagare.
Perchè non ti vendono il corso di cucina, quello c’era già, ti vendono la facilità di prenotarlo, ma allo stesso tempo lo rendono qualcosa di meno spontaneo, improvvisato.

Che faccia vuoi che abbia il cuoco toscano dopo 100 volte che fa lo stesso corso con gente che non vede l’ora di lasciargli la recensione e non gliene frega niente del sapore o degli ingredienti naturali o dei tempi di lievitazione, vuole solo fare un bel selfie mentre impasta ‘sto pane per prendere qualche like da altri rincoglioniti come lui?

Certe cose non si possono vendere, facilitare e mettere su un’app.
Appena lo fai muoiono e perdono l’anima e, da bravo turista, te ne torni a casa esattamente com’eri prima, anzi peggio perchè credi di aver vissuto come un local e pensi di aver capito qualcosa.

Ma non hai capito niente.

4 risposte a “Un mondo di viaggi finti ti attende”

  1. Mi pongo una domanda: e se fossimo noi globetrotters (mi ci metto in mezzo, nel mio piccolo) ad aver dato il via a tutto questo?
    Per anni noi piccoli viaggiatori abbiamo tempestato internet con i nostri blog di viaggio (non c’erano ancora i social), ripetendo il mantra del “viaggiare è bello, viaggiare è figo”, dove tutto sembrava bello e divertente.
    Si era cosi’ fighi a raccontare (talvolta anche con foto da 2mpixel) del ristorantino locale, della serata divertente passata nel locale pieno di soli locali, etc.
    Abbiamo portato alle masse le meraviglie del mondo e dei viaggi, cosa fino in quel momento riservata ai soli giornalisti o troupe televisive.
    Abbiamo in qualche modo accompagnato le masse ad uscire dalla loro zona di comfort: abbiamo mostrato che era possibile andare dall’altra parte del mondo e che non c’era nulla di pericoloso, anzi.
    Abbiamo dimostrato che era possibile superare le colonne d’ercole.
    E le masse hanno reagito: ora vogliono viaggiare anche loro, vogliono andare al ristorantino local anche loro, vogliono poter raccontare le stesse cose che abbiamo raccontato noi e postarle sui social per sembrare ancora più fighi.
    Solo che non sanno come fare… e da qui parte il tutto.

    Boh… è solo una riflessione della domenica pomeriggio, ma magari siamo stati i Cristoforo Colombo degli anni 2000 e ora ci lamentiamo che tutti sono salpati alla ricerca dell’oro delle americhe, perchè ne vorrebbero avere un po’ anche loro.

  2. si, abbiamo condiviso perché volevamo che altri provassero quello che abbiamo provato noi.
    E alla base serviva la fame di nuovo, di capire, di avventura, di confrontarsi, di cambiare e crescere.
    E non l’abbiamo fatto perché tutti ci andassero, ma solo quei pochi che ci seguivano.
    Perché siamo sempre stati nicchia ed era giusto cosi.
    Quando aveva iniziato a chiamarmi Deejay ho subito notato come le masse non c’entrassero niente col discorso, si era subito abbassato il livello.
    Dicevano “che figo” ma non perdevano 5 minuti a capire cosa c’era dietro.
    E adesso arriveranno le masse ignoranti (nel senso che non fanno nessuno sforzo per capire) e non servirà a nulla a nessuno.
    Solo tanti altri posti rovinati dalla superficialità e dalla mancanza di rispetto.

  3. Il Viaggio è scomodo per definizione mi piace tanto!!Che nostalgia di quando arrivavo in un posto e non sapevo dove ero e iniziavo a girarmi gli alloggi per veder chi mi faceva meglio!!Ora due siti in croce e scegli e prenoti,avventura ciao ciao!!….per fortuna diventando più vecchio e pigro mi abituo subito a ste cose…..ma che nostalgia….

  4. ah ah se devo dire la verità preferisco oggi: Agoda o Booking e via, senza girare con lo zaino 🙂
    L’ho appena fatto nel Nord della Thailandia.
    Resta più tempo per il resto

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