Il Bitcoin alle Poste

Gli Stati Uniti hanno approvato l’ETF del Bitcoin.

E alla SEC (la Consob statunitense), nonostante quello che scrive il Sole24, non piace per niente.
Lo hanno ritardato per 10 anni e sono stati costretti ad approvarlo dai giudici.

Cosa vuol dire l’EFT? Vuol dire che se fino a ieri non era possibile per istituzioni, fondi e altri organismi acquistare il Bitcoin, adesso lo è.

Ma vuol dire soprattutto che questa moneta per criminali, spacciatori e torturatori di gattini è legittimata.

Guardo il telefono e nessuno di quelli che di solito si rifanno vivi ogni quattro anni per chiedermi se vale la pena acquistare il Bitcoin, mi ha ancora chiamato.
Questo significa che è ancora presto, in Italia le cose arrivano sempre dopo.
Ma è solo questione di tempo.

Ne approfitto per spiegare di cosa si tratta.

Lo faccio perché, dietro questa mossa che segna la fine di una battaglia decennale, ci sono delle lezioni importanti che trascendono l’evento in oggetto.
Questo articolo è dedicato a chi, la maggioranza credo, non ha ancora approfondito ma che, adesso che questi “soldi magici di internet” si sono piazzati al livello di azioni, oro e tanti altri strumenti finanziari, vuole saperne di più.

All’atto pratico, per noi significa che prima o poi ce lo proporranno in banca o alle Poste.
Inizialmente magari come l’1% di un piano di accumulo o pensionistico, poi si vedrà.

In questo articolo semplificherò al massimo, e farò uso di metafore perché l’argomento è complesso.
Cercherò di limitare i “ve l’avevo detto“, ma non riuscirò a farlo del tutto perché, dopotutto, ve l’avevo detto.

Chopper e Scrambles - te l'avevo detto! te l'avevo detto! te l'avevo ...

Allora, intanto, giusto per cominciare: “ma non era morto il Bitcoin?“.
No, non è mai morto.
Vi hanno detto che è morto, che sarebbe morto, che quella era la volta buona che sarebbe morto, che è ancora vivo, “ma vedrete che tra un po’ muore“.
Nel frattempo, dal 3 gennaio 2009, il Bitcoin crea un blocco ogni circa dieci minuti e non si è mai fermato, nemmeno una volta.

Quei crolli di cui avete sentito parlare, sono relativi al prezzo, che è salito e sceso molte volte e molto violentemente.
Questo è normale: un sassolino in una pozzanghera fa onde ben più grandi che in un lago, e il Bitcoin è ancora una pozzanghera nel senso che ci sono relativamente pochi soldi (la famosa liquidità) dentro: sono circa 700 miliardi rispetto all’oro per esempio che ne ha dieci volte di più.

Nel lungo termine il prezzo però è solo salito: ed è l’asset finanziario che è cresciuto di più in assoluto negli ultimi 10 anni.

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Non male per uno che hanno dato morto decine di volte.

Per visualizzare il prezzo del Bitcoin, immaginate una camminata in montagna dove andate verso la cima ma ogni tanto dovete scendere in un dirupo prima di risalire ancora più in alto.
Sempre più in alto, Grappa Bocchino vibes.

– “Ma quindi da un punto di vista di investimenti sarebbe stato meglio comprare Bitcoin rispetto a immobili, oro, azioni o altro?”
Dipende, probabilmente no, perché la violenta volatilità spaventa e chi non segue da vicino la cosa spesso va nel panico e vende nei momenti sbagliati.
Il Bitcoin, se non lo capisci a fondo, è forse meglio evitarlo.

– “E se invece non lo avessi venduto?
Allora sì, sempre nel caso che non lo avessi perso le chiavi private.

– “Ma come mai lo hanno tanto denigrato e adesso lo vendono al pubblico?
Questa è la mia teoria: hanno provato a fermarlo ma per la sua natura decentralizzata (gira su migliaia di computer in giro per il mondo), non ci sono riusciti.
Quando non riesci a fermare una cosa decentralizzata e globale, il passo successivo è controllarla.
Hanno fatto così con internet, luogo teorico di democrazia e scambio di idee, poi diventato quello che è oggi: un sistema inarrestabile dove le informazioni viaggiano libere e allo stesso tempo un sistema di controllo totalitario, con diversi, gradi di controllo o libertà in base ai paesi.

Qui sta la difficoltà dei nostri tempi: una cosa non è mai una cosa, ma almeno due, contrastanti.
È difficile per molte persone concettualizzare questo tipo di dualismo.
Spesso non per mancanza di intelligenza, ma per deficit di attenzione.

Ora, come controlli, o almeno mitighi, la libertà che porta il Bitcoin alle persone?
Dando loro in mano una versione sterilizzata, privata delle proprietà importanti, e contenente solo quella più appariscente: il prezzo.
Una specie di vaccino a virus vivo attenuato.

Il Bitcoin ha le seguenti proprietà:

  • Lo puoi mandare a chi vuoi, quando vuoi, senza limitazioni, in tutto il mondo, in pochi minuti e a un costo limitato.
    Il confronto è col bonifico bancario, che non puoi mandare a chi vuoi: vedi Russia, Iran o qualsiasi persona che non ha accesso a un conto bancario (e sono miliardi).
  • È tuo, se in mano tua, come il contante.
    Il confronto è, di nuovo, col conto bancario, che in qualsiasi momento può essere bloccato.
    Magari per aver protestato (come in Canada) o non essersi vaccinato contro il Covid.
    Confiscare il contante è molto più difficile, spesso impossibile.
  • Ne esistono un numero limitato.
    Il confronto è con l’Euro/USD che sono infiniti.

Sono proprietà che possono piacere o meno, interessare o meno, ma sono queste.

Ora, la persona media che mi legge, non sarà molto eccitata da queste proprietà, perché non ne ha (ancora?) bisogno: manda i bonifici a chi vuole, non ha mai avuto un conto bloccato e l’inflazione, d’accordo, è un problema, ma va su anche il prezzo della casa quindi forse si bilancia.

E infatti non sono qui a vendervi il Bitcoin, ma a spiegarlo.
Come dicevo prima, parto dal Bitcoin, per arrivare ad altro.

Sempre per rispondere alla domanda “come mai adesso lo vendono al pubblico?“, la mia tesi è che queste proprietà, invece siano molto interessanti per “quei che ne comanda che i xè proprio na brutta banda”, modo veneziano per indicare le elites.

Pitura Freska Lyrics, Songs, and Albums | GeniusNon perché queste proprietà piacciano, ma perché disturbano.
Rivediamole dal punto di vista de “quei che ne comanda”:

  •  Lo puoi mandare a chi vuoi: questo permette di evitare le sanzioni, di finanziare il terrorismo e di evadere le tasse. Dei tre, l’unico che disturba davvero a mio avviso è l’evitare le sanzioni perché i primi due si fanno benissimo anche con le valute ufficiali.
    Il sistema monetario del dollaro nei decenni si è infatti trasformato in un sistema di controllo planetario: se non ti pieghi al volere degli Stati Uniti, sei fuori dallo Swift e quindi isolato dai mercati.
  • È come il contante: il contante lo vogliono eliminare, quindi una cosa simile al contante, ma digitale è assolutamente da fermare.
  • È in numero limitato: tutto il sistema finanziario mondiale si basa su una premessa: se un governo ha bisogno di soldi, li crea dal nulla.
    Questo tende storicamente a funzionare per qualche decennio e poi portare al collasso del sistema, con l’inflazione (che non a caso fa molta paura), poi l’iperinflazione e poi la morte della moneta e spesso il caos (Hitler è nato da una situazione del genere).
    Se va bene, si cambia moneta togliendo qualche zero.
    Nel processo la gente comunque, e in particolare i poveri che non hanno asset, ne pagano le conseguenze.

Se esiste un modo non controllabile di scambiare i soldi per una cosa che non si svaluta, il rischio è che svalutazione dei soldi acceleri.
È come stare in una prigione in Siberia (dove scappi?), o in città (se si apre una porta, scappano tutti).
Se la gente si rende conto che per uscire dal sistema monetario, basta prendere dei Bitcoin e tenerli al sicuro, rischiano di aprirsi le dighe.
Per fortuna che le gente non se n’è ancora resa conto.

Se invece l’unica alternativa è comprare case, terre o altri asset, quelli sono registrati da qualche parte e possono essere attaccati (per esempio con tasse o confische).
Il Bitcoin invece è come l’oro fisico, ma ancora più facile da nascondere.

È fuori dal sistema.

Quindi, se adesso c’è questa cosa che non siamo riusciti a fermare e che ha delle proprietà poco desiderabili per la salute del sistema, noi elite, cosa facciamo?
Lo possiamo immaginare in questa chiacchierata:

  • “Niente paura: il Bitcoin ha una debolezza.”
  • “Quale?”
  • “Dopo 14 anni, non ce l’ha quasi nessuno. E dei pochi che ce l’hanno, molti li tengono sugli exchange, che possiamo controllare”
  • “E quindi?”
  • “E quindi: regoliamo gli exchange, lanciamo l’EFT, vietiamo i wallet self-custodial. Alla fine a noi interessa solo che non li tengano nei wallet, il resto siamo in grado di gestirlo”
  • “Self custodial?”
  • “Quelli con le chiavi private. Se ce li hanno lì, non possiamo prenderli, se non fisicamente, ma mica possiamo mandare la polizia in ogni casa come se fosse droga. E la droga mica l’abbiamo fermata. Inoltre il Bitcoin non è vietato e non possiamo veramente vietarlo. Sarebbe come vietare internet.”
  • “Quindi l’ETF è un cavallo di troia?”
  • “Esattamente. Quando la maggior parte dei Bitcoin sono dentro gli ETF, acquisiamo potere di controllo sul Bitcoin stesso, andando a fare leva sul meccanismo del consenso. Ne diventiamo parte, e quindi possiamo controllarlo”.
  • “Come funziona il consenso?”
  • “È complesso ma in pratica chi decide del futuro del Bitcoin sono i minatori, gli sviluppatori e il mercato. Nessuno decide da solo, serve l’accordo di tutti. Noi, con l’ETF, controlliamo in parte il mercato.”

Ora, a proposito di cavallo di troia e di “cose che sono due cose antitetiche allo stesso tempo”, l’ETF è un cavallo di troia anche a favore del Bitcoin:

  • Adesso vietarlo diventa difficile anche da un punto di vista politico.
  • La gente comune inizierà a essere esposta ai concetti del Bitcoin, ormai legittimato, e sempre più persone lo capiranno. Questo perché molte persone non hanno mai approfondito in quanto il Bitcoin appariva come una cosa mezza illegale, da dark web. Adesso che è legittimato, daranno un’occhiata e una parte ne capirà i vantaggi.
  • Una volta accettato, diventerà un asset da possedere imprenscindibile per molti, e da tenere in custodia diretta per alcuni.

Chi vincerà? Non lo so, ma mi pare chiaro che è iniziata una nuova battaglia anche all’interno delle istituzioni: a favore (chi vuole fare soldi) e contro (chi vuole un controllo autoritario).
Fino alla settimana scorsa la battaglia era piuttosto “la gente contro le istituzioni”, ora abbiamo creato una divisione interna.

Celebriamo quindi?
Purtroppo no, perché abbiamo forse perso la battaglia più importante: il Bitcoin in mano alle masse.
Io ho fatto il missionario dal 2013 (Bitcoin a $400) fino a circa il 2020 (Bitcoin a $16,000), poi ho smesso, quando ho capito che non attecchiva.
A un certo punto mi sono reso conto che la maggior parte delle persone si fida ancora di banche, governi e papi.
Il vestito banco, la giacca e cravatta, il discorso forbito, sono ancora segnali che in molti ispirano fiducia.
Un sistema di fiducia distribuito come il Bitcoin non lo concepiscono ancora.
In breve: se non c’è una persona a capo, non si fidano.

Dopo la crisi del covid le cose sono cambiate un po’, nel senso che la maschera in un certo senso è caduta, ma molti sono passati a credere a tutto il contrario di ciò che dicono le istituzioni, in maniera acritica e riflessiva.

Questi, per esempio, magari se prima erano neutrali o a favore del Bitcoin, appena glielo proporrà qualcuno in televisione andranno ad attaccarsi a tutta una serie di teorie secondo le quali il Bitcoin è un modo per controllare le masse o altro.
Cosa che diventerà in parte vera, come spiego sopra.

Il Bitcoin diventerà un ulteriore strumento di controllo solo se lo diamo in custodia a terzi.
In breve: NOT YOUR KEYS, NOT YOUR COINS.
Cioè: se non hai le chiavi private in mano tua, i Bitcoin non sono davvero tuoi.

LE LEZIONI IMPORTANTI

Ora, quali sono le lezioni importanti che trascendono l’evento in oggetto?

Il messaggio centrale è che se non avete approfondito il Bitcoin in questi 14 anni e avete preferito credere alla versione ufficiale di “moneta per criminali”, potrebbe essere una segnale molto preoccupante per la vostra capacità di navigare i prossimi decenni.
Sia che preferiate la narrativa ufficiale che quella alternativa.

Questo perché potrebbe essere un segnale di incapacità a gestire la nuova realtà nella quale viviamo oggi.
Se in 14 anni non avete mai preso in considerazione l’idea di ascoltare (non dico credere, ma almeno ascoltare) un amico perché un esponente della BCE vi diceva di non guardare (don’t look up?), forse è arrivato il momento di ripensare l’approccio a come gestite le informazioni.

Movie Review: Don't Look Up
Don’t look Bitcoin

Nel 2017 Jamie Dimon di JpMorgan: “Bitcoin non funzionerà ed è stupido

Mario Draghi nel 2018 diceva: “Un euro oggi è un euro domani“.
E “l’Euro ha dietro la BCE, il Bitcoin non ha dietro nessuno“.

Questo quando il Bitcoin valeva $8000, quando invece grazie all’inflazione quell’euro oggi vale 80 centesimi.

La boss della BCE, Christine Lagarde nel 2022, invece diceva che non vale nulla:

VE L’AVEVO DETTO

In questo sito ve ne ho parlato, varie volte.
Nel 2013 quando valeva $927:

Nel 2014 quando valeva $568

Nel 2017 quando valeva $7000

qui il video:

Oggi vale oltre $40,000.

Questo vuol dire che la so più lunga del boss di JpMorgan, Draghi della Lagarde?
No! Rispetto a loro non so proprio nulla di economia e finanzia.

E quindi perchè loro avevano torto e io ragione?
Semplicemente perché stavano, e stanno raccontando balle.

Il Bitcoin per loro, per i sistemi ai quali stanno a capo, è una minaccia.
Il Bitcoin per me, per noi, è un’opportunità.

È successa la stessa cosa col Covid, quando persone espertissime hanno raccontato balle grandissime.

NON TI FIDAR DI LORO

Quindi la lezione, dolorosa ma importante è: non ci possiamo più fidare di loro.

Dobbiamo imparare a navigare la nuova realtà.
E come se ne esce?
Di chi ci fidiamo?

La risposta classica è “pensa con la tua testa“, ma è la risposta sbagliata.
Non puoi pensare con la tua testa e venire a capo a questioni complicate come il Covid, il Bitcoin, le guerre, l’inflazione, e tanto altro.
Questo richiede troppo tempo: se prima di ogni decisione bisogna studiare la questione per 100 ore, presto arriviamo a saturazione e non decidiamo più nulla.

Io personalmente la sto gestendo così: per ogni questione ricerco non la verità (non ne sono in grado), ma le persone più affidabili che studiano l’argomento ogni giorno, da anni e che in passato non hanno fatto grossi errori o, che se li hanno fatti, li hanno ammessi.
Questo non era possibile prima: non avevamo internet che ricorda tutto!

I politici, i banchieri, i grandi della finanza, potevano dire una cosa, che finiva sul giornale, ma poi chi, anni dopo, andava a cercare quel giornale per ricordargli quello che avevano detto?
Oggi, con una veloce ricerca, possiamo farlo, ed è un potere immenso per le persone.

In questo modo riusciamo a seguire persone più affidabili, esperte in materia, e più spesso che no, la indovino.

Quindi in breve:

  1. Non credere più in maniera acritica alle persone nei posti di comando.
  2. Non credere per forza chi dice il contrario (gli antisistema).
  3. Per ogni questione cercare le persone più affidabili e seguirle.

È un metodo infallibile? Ovviamente no, perché è facile finire a seguire le persone sbagliate.
O perché a volte la narrativa ufficiale dice la verità (la miglior propaganda è un misto di verità e menzogne).

È un primo passo, un cambio di approccio rispetto a qualcosa che non funziona più.

È l’acquisizione di uno skill, ci voglio anni, ma è imperativo iniziare subito.

Fine.

2 risposte a “Il Bitcoin alle Poste”

  1. Grazie Luca per le tue analisi, sono lucidissime.
    E’ sempre un piacere leggerti.

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